Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

23 luglio 2007
Domanda 23 luglio 2007
Egregio Direttore, Le sarei grato se volesse esprimere un Suo parere sul comportamento del Comune di Caorle nei confronti dei "foresti" proprietari di un immobile "a disposizione" nel territorio. In questi giorni la Asvo di Portogruaro, esercente il servizio di Igiene ambientale per il Comune di Caorle, sta inviando fattura per le utenza domestiche. L'importo addebitato fa riferimento all'art. 13 del regolamento comunale n. 13/2005 e, solo con una visione tramite internet, si apprende che il Comune di Caorle imputa, di fatto, l'intero costo del servizio in base alla metratura dell'immobile, ipotizzando un nucleo familiare potenziale che, per i soli non residenti, deriva dalla metratura stessa dell'immobile. La procedura adottata e' una palese violazione della normativa vigente derivante da un principio comunitario, recepito con il Dlg n. 22/1997, il quale stabilisce che "chi inquina paga", per cui i regolamenti comunali dovrebbero attenersi a tale principio Proprio in base al principio comunitario, ai proprietari di immobili a disposizione per le vacanze, raramente usufruenti il servizio per un periodo superiore ai 60 giorni annui, dovrebbe essere eventualmente concessa una riduzione. Si ricorda che la normativa italiana, adeguatasi ai principi comunitari, ha stabilito che una parte del costo deve essere recuperata in misura fissa e, come tale, potrebbe essere in proporzione ai soli mq. dell'abitazione, eventualmente anche tenendo conto del numero effettivo degli utilizzatori. Il regolamento, invece, incrementa la contribuzione dei non residenti ipotizzando un numero teorico dei componenti il nucleo, ovviamente per eccesso. La parte variabile dovrebbe essere addebitata in proporzione all'effettiva utilizzazione del servizio. Alcuni Comuni pesano addirittura la quantita' di rifiuti, altri determinano i rifiuti potenziali in base ai componenti effettivi il nucleo familiare. A Caorle, invece di concedere una eventuale riduzione ai non residenti, gia' paganti il servizio nel proprio comune di residenza, li grava in base a cervellotiche ipotesi. Nel caso in esame con un immobile di mq. 56 si ipotizza un nucleo familiare di cinque persone, contro le due effettive. Il maggior importo risulta pari a 38 euro con un incremento pari al 48,9% del costo effettivo. Dato che il Comune applica ai non residenti gia' l'ICI nella misura massima prevista dalla legge, lo scrivente si e' accollato il costo del ricorso alla Commissione Tributaria e, nella convinzione di non essere nel torto, si riserva la facolta' di inviarLe il dispositivo della sentenza.
Giorgio, da Treviso

Risposta ADUC
La situazione e' a macchia di leopardo, nel senso che sul territorio nazionale le norme non sono ancora state applicate pienamente, e fenomeni come quelli del Comune di Caorle, purtroppo, sono molto diffusi. Qui trova una presentazione della situazione: clicca qui
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