Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 marzo 2001
IL GIORNO 07/03/2001
Alle ore 16 circa mi ero recato in casa delle mie inquiline (con regolare contratto d’affitto, regolarmente registrato), studentesse abitanti al 4° piano superiore al mio stesso appartamento, le quali hanno un utenza telefonica a me intestata per ovvi motivi di praticita’.
Ad un certo momento arriva una telefonata, alla quale risponde una delle inquiline, di un non identificato funzionario della procura della repubblica sezione polizia giudiziaria - guardia di finanza, il quale chiedeva del sottoscritto, in quanto doveva notificare un atto di comparizione.
Chiaramente stupita e spaventata la ragazza mi chiama per rispondere al telefono. A quel punto il funzionario mi invita a presentarmi presso gli uffici a ritirare l’atto.
Un ora dopo, giunto sul posto indicatomi, dopo aver fatto cinque piani a piedi (ascensore guasto) se pur col fiatone eccepivo al funzionario preposto: se fosse regolare telefonare in un appartamento, senza sapere chi fosse dall’altro capo del telefono, per invitare al ritiro di un atto giudiziario presso i propri uffici.
Se si pensa inoltre che a quel numero non rispondevo io bensi’ le mie inquiline, la cosa mi sembra ancora piu’ grave.
Le mie puntualizzazioni non sono state gradite, a tal punto da rispondermi con frasi del tipo: che voi che mi freghi delle tue inquiline, noi notifichiamo come ci pare che mi importa che ti sei fatto cinque piani a piedi ecc. ecc.
E cosi’ mi ritrovavo con gli unici tre impiegati presenti nell’ufficio che inveivano contro di me in modo arrogante, presuntuoso e indisponente. Fino al punto che il piu’ robusto dei tre che pareva essere il capoufficio, o essendo militari, di un grado superiore agli altri due. Mi chiedeva informazioni riguardo al piano della mia residenza e quello delle mie inquiline, dichiarando: "adesso ti faccio vedere io che abbiamo telefonato a casa delle studentesse"; "Scrivi ! invitato a dichiarare il piano della residenza non ha inteso fornire notizie in merito"; "di questo caso me ne occupero’ io personalmente".
Dopo di che non ho ritenuto opportuno alimentare le polemiche, avendo capito che mettersi contro l’arroganza di chi e’ stato promosso ad avere poteri in un ufficio, si esce solo perdenti.
Ho ritirato il "decreto di citazione testi, perito,interprete e consulente tecnico per il dibattimento ".
Mi sono allontanato.
Le mie domande sono le seguenti:
1- e’ possibile notificare un atto giudiziario invitando telefonicamente l’interessato a recarsi nell’ufficio per ritirare il documento?
2- Esiste in questo caso violazione della privacy?
3- Nel caso mi dovessero fare accertamenti sull’appartamento affittato, esiste il reato di abuso d’ufficio?
Grazie per la risposta.
Alle ore 16 circa mi ero recato in casa delle mie inquiline (con regolare contratto d’affitto, regolarmente registrato), studentesse abitanti al 4° piano superiore al mio stesso appartamento, le quali hanno un utenza telefonica a me intestata per ovvi motivi di praticita’.
Ad un certo momento arriva una telefonata, alla quale risponde una delle inquiline, di un non identificato funzionario della procura della repubblica sezione polizia giudiziaria - guardia di finanza, il quale chiedeva del sottoscritto, in quanto doveva notificare un atto di comparizione.
Chiaramente stupita e spaventata la ragazza mi chiama per rispondere al telefono. A quel punto il funzionario mi invita a presentarmi presso gli uffici a ritirare l’atto.
Un ora dopo, giunto sul posto indicatomi, dopo aver fatto cinque piani a piedi (ascensore guasto) se pur col fiatone eccepivo al funzionario preposto: se fosse regolare telefonare in un appartamento, senza sapere chi fosse dall’altro capo del telefono, per invitare al ritiro di un atto giudiziario presso i propri uffici.
Se si pensa inoltre che a quel numero non rispondevo io bensi’ le mie inquiline, la cosa mi sembra ancora piu’ grave.
Le mie puntualizzazioni non sono state gradite, a tal punto da rispondermi con frasi del tipo: che voi che mi freghi delle tue inquiline, noi notifichiamo come ci pare che mi importa che ti sei fatto cinque piani a piedi ecc. ecc.
E cosi’ mi ritrovavo con gli unici tre impiegati presenti nell’ufficio che inveivano contro di me in modo arrogante, presuntuoso e indisponente. Fino al punto che il piu’ robusto dei tre che pareva essere il capoufficio, o essendo militari, di un grado superiore agli altri due. Mi chiedeva informazioni riguardo al piano della mia residenza e quello delle mie inquiline, dichiarando: "adesso ti faccio vedere io che abbiamo telefonato a casa delle studentesse"; "Scrivi ! invitato a dichiarare il piano della residenza non ha inteso fornire notizie in merito"; "di questo caso me ne occupero’ io personalmente".
Dopo di che non ho ritenuto opportuno alimentare le polemiche, avendo capito che mettersi contro l’arroganza di chi e’ stato promosso ad avere poteri in un ufficio, si esce solo perdenti.
Ho ritirato il "decreto di citazione testi, perito,interprete e consulente tecnico per il dibattimento ".
Mi sono allontanato.
Le mie domande sono le seguenti:
1- e’ possibile notificare un atto giudiziario invitando telefonicamente l’interessato a recarsi nell’ufficio per ritirare il documento?
2- Esiste in questo caso violazione della privacy?
3- Nel caso mi dovessero fare accertamenti sull’appartamento affittato, esiste il reato di abuso d’ufficio?
Grazie per la risposta.
Risposta ADUC
Non ci sembra che aver chiamato al numero dell'indirizzo indicato sia una violazione.
La telefonata non costituisce notifica (fatto occasionale conseguente alla sua presenza negli uffici a seguito della chiamata), ma semplice richiesta di acquisizione di informazioni se fosse necessario appurare una certa situazione.
Ne' puo' ravvisarsi alcuna violazione della privacy: sono verifiche legittime.
Invece, e' senza dubbio biasimevole il comportamento tenuto da questi agenti in ufficio: l'arroganza e' tipica di una certa parte delle forze dell'ordine -e non sempre e' giustificata.
Non vi sono pero', nonostante la scortesia, appunti formali da fare.
La telefonata non costituisce notifica (fatto occasionale conseguente alla sua presenza negli uffici a seguito della chiamata), ma semplice richiesta di acquisizione di informazioni se fosse necessario appurare una certa situazione.
Ne' puo' ravvisarsi alcuna violazione della privacy: sono verifiche legittime.
Invece, e' senza dubbio biasimevole il comportamento tenuto da questi agenti in ufficio: l'arroganza e' tipica di una certa parte delle forze dell'ordine -e non sempre e' giustificata.
Non vi sono pero', nonostante la scortesia, appunti formali da fare.
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