Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
8 ottobre 1999
8-Ott-99
Egregi Signori,
con la presente vorrei gentilmente richiedere la vostra consulenza sulla situazione qui di seguito descritta. Ho 31 anni e lavoro come segretaria ed interprete presso una ditta di Genova. In data 5.12.97 ero coinvolta in un incidente automobilistico in autostrada (A7 Genova-Milano, localita' Dorno, Pavia) durante un viaggio di lavoro. Alla guida del veicolo si trovava il mio principale. Erano presenti altri due collaboratori, uno dei quali, trasportato come me sul sedile posteriore, subiva lievi contusioni. Illesi il guidatore e la persona seduta accanto. L’impatto avveniva contro un veicolo fermo sulla corsia di sorpasso, poiche' precedentemente incidentato e posto trasversalmente all’uscita di una curva, parte della responsabilita' era in ogni caso attribuibile anche all’eccessiva velocita' tenuta dal mio datore di lavoro. Nell’urto la sottoscritta riportava una frattura biossea, esposta e gravemente scomposta di radio e ulna all’altezza dell’avambraccio sinistro, piu' trauma cranico con contusioni ossa nasali. Da allora e' iniziato un periodo molto difficile in cui ho subito tre interventi chirurgici, seguiti da una lunga e dolorosa fisioterapia con frequenza giornaliera, durata nove mesi, e di cui ho sostenuto per intero i costi. Altre voci che hanno gravato pesantemente sul mio bilancio: esami e visite specialistiche nonche' le spese di spostamento per i numerosi ricoveri e visite di controllo all’ospedale Civile di Voghera in cui ero trasportata d’urgenza a seguito dell’incidente e in cui sono stata, unico aspetto positivo della vicenda, ottimamente curata.
Trattandosi di un infortunio sul lavoro, mi e' stata riconosciuta un’invalidita' INAIL pari al 30%.
Il problema e' che a quasi due anni di distanza le pratiche di risarcimento si sono arenate. L’assicurazione della ditta per cui lavoro, INA ASSITALIA (Polizza numero 570015, numero sinistro 39/973626625, Ufficio Liquidazione Sinistri, Piazza Dante 6, 16100 Genova) e quella della controparte, WINTHERTUR, tergiversano, trovando i pretesti piu' assurdi per non procedere alla liquidazione del danno. Dopo essere stata visitata la primavera scorsa dai periti di entrambe le compagnie, il mio avvocato ha constatato che non e' stata ancora depositata alcuna perizia medico legale. Non e' stata neppure stabilita la percentuale di responsabilita' dei due conducenti nella dinamica dell’incidente, per cui si parla genericamente di “concorso di colpa” (cosa che comunque non dovrebbe riguardarmi giacche' io ero “terzo trasportato”). Vivendo sola e dovendomi mantenere col mio modesto stipendio, mi trovo adesso ad affrontare spese che non sono in grado di sostenere: l’onorario di un medico legale che difenda i miei interessi, l’anticipo per le prestazioni del mio avvocato nonche' la copertura dei costi per avviare una citazione contro INA ASSITALIA. Il datore di lavoro, pur essendo parzialmente responsabile dell’accaduto poiche' alla guida del veicolo su cui mi trovavo, ha sempre fatto finto di nulla, avvalendosi della giustificazione che la compagnia assicurativa era l’unica responsabile per le procedure di risarcimento.
Da quel 5 dicembre mai mi e' stato chiesto se fossi in grado di farmi carico delle spese conseguenti all’infortunio e non mi e' stato offerto alcun tipo di aiuto. A questo punto, e in questo consiste l’aspetto sconcertate della vicenda, io dovrei indebitarmi per uscire da una situazione in cui sono soltanto la vittima. Il comportamento della compagnia assicurativa, la cui polizza sopraccitata risulta regolarmente pagata; e' semplicemente scandaloso e io non so davvero che fare… Si parla tanto di privatizzazione “globale” che dovrebbe interessare in futuro anche le prestazioni sanitarie, queste sono l’affidabilita', la correttezza e la qualita' del servizio che ci dovremo attendere dalle compagnie assicurative?
In attesa di un vostro cortese riscontro, ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti.
Egregi Signori,
con la presente vorrei gentilmente richiedere la vostra consulenza sulla situazione qui di seguito descritta. Ho 31 anni e lavoro come segretaria ed interprete presso una ditta di Genova. In data 5.12.97 ero coinvolta in un incidente automobilistico in autostrada (A7 Genova-Milano, localita' Dorno, Pavia) durante un viaggio di lavoro. Alla guida del veicolo si trovava il mio principale. Erano presenti altri due collaboratori, uno dei quali, trasportato come me sul sedile posteriore, subiva lievi contusioni. Illesi il guidatore e la persona seduta accanto. L’impatto avveniva contro un veicolo fermo sulla corsia di sorpasso, poiche' precedentemente incidentato e posto trasversalmente all’uscita di una curva, parte della responsabilita' era in ogni caso attribuibile anche all’eccessiva velocita' tenuta dal mio datore di lavoro. Nell’urto la sottoscritta riportava una frattura biossea, esposta e gravemente scomposta di radio e ulna all’altezza dell’avambraccio sinistro, piu' trauma cranico con contusioni ossa nasali. Da allora e' iniziato un periodo molto difficile in cui ho subito tre interventi chirurgici, seguiti da una lunga e dolorosa fisioterapia con frequenza giornaliera, durata nove mesi, e di cui ho sostenuto per intero i costi. Altre voci che hanno gravato pesantemente sul mio bilancio: esami e visite specialistiche nonche' le spese di spostamento per i numerosi ricoveri e visite di controllo all’ospedale Civile di Voghera in cui ero trasportata d’urgenza a seguito dell’incidente e in cui sono stata, unico aspetto positivo della vicenda, ottimamente curata.
Trattandosi di un infortunio sul lavoro, mi e' stata riconosciuta un’invalidita' INAIL pari al 30%.
Il problema e' che a quasi due anni di distanza le pratiche di risarcimento si sono arenate. L’assicurazione della ditta per cui lavoro, INA ASSITALIA (Polizza numero 570015, numero sinistro 39/973626625, Ufficio Liquidazione Sinistri, Piazza Dante 6, 16100 Genova) e quella della controparte, WINTHERTUR, tergiversano, trovando i pretesti piu' assurdi per non procedere alla liquidazione del danno. Dopo essere stata visitata la primavera scorsa dai periti di entrambe le compagnie, il mio avvocato ha constatato che non e' stata ancora depositata alcuna perizia medico legale. Non e' stata neppure stabilita la percentuale di responsabilita' dei due conducenti nella dinamica dell’incidente, per cui si parla genericamente di “concorso di colpa” (cosa che comunque non dovrebbe riguardarmi giacche' io ero “terzo trasportato”). Vivendo sola e dovendomi mantenere col mio modesto stipendio, mi trovo adesso ad affrontare spese che non sono in grado di sostenere: l’onorario di un medico legale che difenda i miei interessi, l’anticipo per le prestazioni del mio avvocato nonche' la copertura dei costi per avviare una citazione contro INA ASSITALIA. Il datore di lavoro, pur essendo parzialmente responsabile dell’accaduto poiche' alla guida del veicolo su cui mi trovavo, ha sempre fatto finto di nulla, avvalendosi della giustificazione che la compagnia assicurativa era l’unica responsabile per le procedure di risarcimento.
Da quel 5 dicembre mai mi e' stato chiesto se fossi in grado di farmi carico delle spese conseguenti all’infortunio e non mi e' stato offerto alcun tipo di aiuto. A questo punto, e in questo consiste l’aspetto sconcertate della vicenda, io dovrei indebitarmi per uscire da una situazione in cui sono soltanto la vittima. Il comportamento della compagnia assicurativa, la cui polizza sopraccitata risulta regolarmente pagata; e' semplicemente scandaloso e io non so davvero che fare… Si parla tanto di privatizzazione “globale” che dovrebbe interessare in futuro anche le prestazioni sanitarie, queste sono l’affidabilita', la correttezza e la qualita' del servizio che ci dovremo attendere dalle compagnie assicurative?
In attesa di un vostro cortese riscontro, ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti.
Risposta ADUC
Fossero statali, sarebbero ancora piu' lente, ed il peggio e' che anche una causa servirebbe a poco: ma tentati ricorsi verso lo Stato? Mi sembra strano che -essendo rimasti voi feriti- sia la vostra assicurazione a dover pagare: di solito in casi come questo, l' incombenza e' dell'assicurazione di chi ha causato il danno. Purtroppo l'unico modo e' fare causa. Puo' inviare delle raccomandate a questi enti: ANIA-Ufficio Reclami, P.za S. Babila 1, 20122 Milano e ISVAP (che e' un po' la stessa cosa) Via Vittoria Colonna 39 00100 Roma. Se la causa riguardasse una cifra inferiore ai 5 milioni -o se fosse possibile spezzettarla in tronconi distinti e fare piu' cause-, potrebbe rivolgersi anche da sola al giudice di pace (o insieme all'avvocato, con spese inferiori e sentenze piu' rapide. Unico monito: attenzione al giudice che trova: lo valuti prima, per vedere se e' in grado di occuparsene). Alle due assicurazioni puo' intanto fare -anche da sola, casomai comunicando al suo avvocato di volerla intanto inviare da se'- una raccomandata A/R in cui -facendo brevemente la "storia" del sinistro, contestando il mancato deposito delle perizie mediche e ingiungendo che si provveda alla liquidazione entro il termine di 15 giorni a presentare la proposta di liquidazione (la quale dovra' poi venirle accreditata entro ulteriori 15 giorni dalla COMUNICAZIONE -e non dall'accettazione sua: le contestazioni puo' farle anche incassando intanto quello che le danno: si legga la nostra scheda sull' R.C.Auto ) facendo presente che nel caso tutto cio' non venga rispettato fara' loro causa.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti