Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

10 novembre 2005
Domanda 10 novembre 2005
Buongiorno, vi scrivo per chiedere un vostro consiglio circa la mia situazione. Circa due mesi fa ho rilevato, controllando sull'estratto conto della mia carta di credito, un addebito che non avevo mai autorizzato ad una societa' di Roma mai sentita prima. Ovviamente, ho fatto regolare denuncia presso i Carabinieri per utilizzo non autorizzato della mia carta ed ho allertato la mia banca, che ha provveduto a bloccare tale carta, ad avviare un controllo per capire cosa fosse successo, sostituendomi nel frattempo la carta di credito, credendola "clonata", perdendo cosi' mezza giornata di lavoro per fare tutta la trafila sopradetta. Oggi la banca mi ha finalmente risposto, ed ho scoperto che tale addebito si riferisce al pagamento, da me mai autorizzato, di un abbonamento annuale ad una societa' Internet che fornisce servizi dating, cioe' si paga per accedere al loro data base di utenti. Qualche mese fa mi ero abbonato al loro servizio per un mese pagando con carta di credito, dopodiche' dopo la scadenza avevo cancellato l'iscrizione, non interessandomi piu' i loro servizi. Ho scoperto che tra le clausole contrattuali una ahime' mi era sfuggita, quella che dice testualmente: "Allo scadere del Pass sottoscritto, l' Iscritto avra' 5 giorni a disposizione per acquistare un nuovo pass tra le opzioni proposte o cancellare il suo profilo da OneMeet. Trascorsi 5 giorni senza che nessuna delle due condizioni sopraccitate si sia verificata, l'Iscritto accetta ed autorizza il gestore del servizio OneMeet al rinnovo del Pass per ulteriori dodici mesi alla tariffa scontata di Euro 7,66 mensili, per un importo complessivo di Euro 92,00 da addebitare in un' unica soluzione. L'iscritto ha la facolta' di cancellare il suo profilo in qualsiasi momento andando nell'area " stato account " e selezionando " voglio cancellarmi". Questo comportera' la cancellazione totale di tutti i dati personali dell'utente. Qualsiasi periodo mensile gia' iniziato e' dovuto integralmente e non puo' dare luogo ad alcun rimborso, in alcuna forma". A parte l'opinabilita' di tale clausola, non ho mai ricevuto nessun avviso scritto o via mail dell'imminente o dell'avvenuta scadenza dell'abbonamento di un mese da me sottoscritto, come non ho mai ricevuto alcuna comunicazione dalla suddetta societa' riguardo all'addebito fatto senza mia autorizzazione per un abbonamento che non avevo chiesto e che, essendomi cancellato dal servizio, non ho mai utilizzato, comportamento che ritengo quantomeno scorretto e che non segue quanto altre societa' operanti in regime d'abbonamento fanno. Contestualmente con la Banca ho provveduto a far in ogni caso procedere la pratica di contestazione di tale pagamento, sperando che si risolva in modo positivo. La mia domanda a questo punto e': e' corretto il comportamento tenuto da tale societa' nei miei confronti e la disinvoltura con cui utilizzano dati sensibili quali quelli della carta di credito senza avvisare il proprietario della carta stessa? E' corretto che io debba pagare per un anno un servizio che non ho richiesto, che non ho alcuna intenzione di utilizzare e da cui mi sono cancellato? La clausola contrattuale di cui sopra puo' essere considerata vessatoria, dato che non impone alcun obbligo alla societa' di avvisare il proprio cliente della scadenza dell'abbonamento da esso sottoscritto ma e' a totale sfavore di una delle due parti contraenti? In ogni caso, anche se oggettivamente dovessi pagare per un servizio non richiesto, la societa' non e' tenuta a rimborsarmi i mesi di abbonamento non utilizzati dalla data in cui mi sono cancellato dal loro servizio o dalla mensilita' successiva? Vi ringrazio per il supporto che potrete fornirmi.
Stefano, da Bassano del Grappa

Risposta ADUC
Ci dispiace deluderla (praticamente su tutta la linea), ma le sue considerazioni (pur sensate) non hanno fondamento giuridico. Il fatto e' che -come regola generale da tenere sempre ben presente- l'utilizzo di un servizio implica la conoscenza (e l'accettazione) di tutte le condizioni contrattuali inerenti lo stesso. E' chiaro che le clausole vessatorie sono contestabili, ma crediamo che quella da lei evidenziata non lo sia (potra' verificarlo consultando questa scheda pratica: clicca qui) visto che rende comunque possibile la rescissione a determinate condizioni (espressione della sua volonta' entro un termine). Detto questo pensiamo comunque che il danno sia contenibile chiedendo alla controparte di poter rescindere anticipatamente (rispetto alla nuova scadenza scattata automaticamente) pagando una penale. Sarebbe bene consultare il contratto per vedere se questa non fosse gia' prevista, altrimenti la potrebbe proporre lei stesso (tramite invio di raccomandata A/R di messa in mora) nella misura di circa il 30% del prezzo residuo. E' chiaro che cio' implica il cambiare strada, rispetto a quella della contestazione fatta (non e' chiaro su quali basi) attraverso la banca. Questa la scheda a cui riferirsi:
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