Cara ADUC
Impianto fotovoltaico e installazione
Domanda
18 novembre 2019
Spett.le Aduc,
abbiamo installato da qualche mese un impianto fotovoltaico comprensivo di macchine per riscaldamento e climatizzazione, affidandoci ad una ditta specializzata, che ne ha curato sia il progetto che la realizzazione.
Per mettere in opera il suddetto impianto è stato necessario richiedere ad Acea un aumento di potenza e il passaggio da monofase a trifase, in quanto richiesto dall'unità esterna a cui fanno capo le macchine deputate al riscaldamento/climatizzazione. Per effettuare i lavori, la ditta ha incaricato sia i propri dipendenti, che alcuni consulenti esterni, senza però ingaggiare un coordinatore, pertanto ci siamo ritrovati con un impianto non perfettamente corrispondente all'offerta:
ci è stata montata erroneamente una unità esterna più potente rispetto a quella indicata nel progetto (abbiamo il diritto alla sostituzione, che abbiamo chiesto e che hanno ignorato?) con conseguente necessità di aver dovuto richiedere (procedendo per tentativi, sempre su loro indicazioni) degli aumenti di potenza non previsti (il contatore monofase inizialmente era da 4.5KW e da progetto avremmo dovuto portarlo a 6KW, salvo poi accorgerci che ciò non bastava e quindi abbiamo dovuto richiedere un ulteriore aumento a 8KW e un successivo a 10KW).
Inoltre, da progetto l'impianto è comprensivo di un apparato smart-meter come quello indicato qui: https://www.fronius.com/it-
it/italy/energia-solare/prodotti/home/monitoraggio-dell-
impianto/hardware/fronius-smart-meter/fronius-smart-meter-63a-1 che fornisce i valori dei consumi e della produzione di energia elettrica dell'impianto in tempo reale, permettendo così di valutarne l'efficienza.
Siccome il suddetto apparato non è stato montato, alla nostra richiesta di spiegazioni, ci è stato detto che avremmo dovuto sostenere un ulteriore costo (non irrisorio) in quanto la ditta avrebbe dovuto effettuare ulteriori cablaggi tra il vano contatori e la nostra abitazione (che distano tra loro svariate decine di metri) oppure in alternativa lo avrebbero montato senza costi aggiuntivi se il condominio avesse acconsentito al montaggio nel vano contatori anzichè nel quadro dell'abitazione (l'apparato deve essere installato a monte della corrente monofase e trifase).
A questo punto mi chiedo se è un nostro diritto chiedere alla ditta di montare comunque lo smart-meter senza ulteriore spesa, in quanto previsto dalla loro offerta (redatta dopo un loro sopralluogo) e fattibile con meno sforzo se avessero progettato meglio i cablaggi quando è stata portata la trifase in casa (avrebbero potuto portare la trifase nel quadro elettrico principale anzichè direttamente all'unità esterna).
Volendo invece optare per la soluzione alternativa nel vano contatori, abbiamo già provato a chiedere all'amministratore del condominio che inizialmente ci ha detto che non era possibile, salvo poi dirci che avrebbe esposto la richiesta in assemblea (cosa che finora non è avvenuta), serve quindi il consenso della maggioranza?
Grazie.
Antonello, dalla provincia di RM
abbiamo installato da qualche mese un impianto fotovoltaico comprensivo di macchine per riscaldamento e climatizzazione, affidandoci ad una ditta specializzata, che ne ha curato sia il progetto che la realizzazione.
Per mettere in opera il suddetto impianto è stato necessario richiedere ad Acea un aumento di potenza e il passaggio da monofase a trifase, in quanto richiesto dall'unità esterna a cui fanno capo le macchine deputate al riscaldamento/climatizzazione. Per effettuare i lavori, la ditta ha incaricato sia i propri dipendenti, che alcuni consulenti esterni, senza però ingaggiare un coordinatore, pertanto ci siamo ritrovati con un impianto non perfettamente corrispondente all'offerta:
ci è stata montata erroneamente una unità esterna più potente rispetto a quella indicata nel progetto (abbiamo il diritto alla sostituzione, che abbiamo chiesto e che hanno ignorato?) con conseguente necessità di aver dovuto richiedere (procedendo per tentativi, sempre su loro indicazioni) degli aumenti di potenza non previsti (il contatore monofase inizialmente era da 4.5KW e da progetto avremmo dovuto portarlo a 6KW, salvo poi accorgerci che ciò non bastava e quindi abbiamo dovuto richiedere un ulteriore aumento a 8KW e un successivo a 10KW).
Inoltre, da progetto l'impianto è comprensivo di un apparato smart-meter come quello indicato qui: https://www.fronius.com/it-
it/italy/energia-solare/prodotti/home/monitoraggio-dell-
impianto/hardware/fronius-smart-meter/fronius-smart-meter-63a-1 che fornisce i valori dei consumi e della produzione di energia elettrica dell'impianto in tempo reale, permettendo così di valutarne l'efficienza.
Siccome il suddetto apparato non è stato montato, alla nostra richiesta di spiegazioni, ci è stato detto che avremmo dovuto sostenere un ulteriore costo (non irrisorio) in quanto la ditta avrebbe dovuto effettuare ulteriori cablaggi tra il vano contatori e la nostra abitazione (che distano tra loro svariate decine di metri) oppure in alternativa lo avrebbero montato senza costi aggiuntivi se il condominio avesse acconsentito al montaggio nel vano contatori anzichè nel quadro dell'abitazione (l'apparato deve essere installato a monte della corrente monofase e trifase).
A questo punto mi chiedo se è un nostro diritto chiedere alla ditta di montare comunque lo smart-meter senza ulteriore spesa, in quanto previsto dalla loro offerta (redatta dopo un loro sopralluogo) e fattibile con meno sforzo se avessero progettato meglio i cablaggi quando è stata portata la trifase in casa (avrebbero potuto portare la trifase nel quadro elettrico principale anzichè direttamente all'unità esterna).
Volendo invece optare per la soluzione alternativa nel vano contatori, abbiamo già provato a chiedere all'amministratore del condominio che inizialmente ci ha detto che non era possibile, salvo poi dirci che avrebbe esposto la richiesta in assemblea (cosa che finora non è avvenuta), serve quindi il consenso della maggioranza?
Grazie.
Antonello, dalla provincia di RM
Risposta ADUC
per impostare un contenzioso con la ditta lei deve riferirsi principalmente a quanto previsto nel preventivo circa l'esecuzione delle opere e agli accordi in merito alle varianti effettuate in corso d'opera, alla base del contratto di fornitura e installazione.
Per l'installazione del componente nel locale contatori, puo' configurarsi l'art 1102 c.c. sull'uso privato della cosa comune, anche senza il consenso del condominio. Ne verifichi le condizioni con un tecnico, in presenza dell'amministratore.
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Art. 1102.
Uso della cosa comune.
Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa.
Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso
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Per l'installazione del componente nel locale contatori, puo' configurarsi l'art 1102 c.c. sull'uso privato della cosa comune, anche senza il consenso del condominio. Ne verifichi le condizioni con un tecnico, in presenza dell'amministratore.
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Art. 1102.
Uso della cosa comune.
Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa.
Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso
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