Cara ADUC
H3g: recessione contratto e autorizzazione permanente di addebito su c/c
Domanda
21 agosto 2009
Salve, il 31/07/2009 ho sottoscritto un contratto di comodato d'uso gratuito con H3G con obbligo di ricarica di 10 ¤ mensili.
Premetto che nel contratto in mio possesso non è specificato nulla riguardo a quest'obbligo di ricarica (viene specificato solo il nome dell'offerta che ho sottoscritto "Scegli 3 08 Ric 10").
Poichè il telefono è mal funzionante ho deciso di recedere dal contratto, ho letto varie lettere in proposito e penso di aver capito come comportarmi:
- Inviare la richiesta di chiusura contratto tramite raccomandata a/r
- Riconsegnare il telefonino
Sul contratto non è specificato come fare tutto questo, tuttavia sul sito della H3G vi è un modulo che illustra le modalità di recessione dal contratto con relativi importi da pagare ad H3G in caso di recesso anticipato.
In caso di richieste di pagamento di tali cifre (in base ai miei conti riferiti alla loro scheda dovrebbero essere dell'ordine dei 250¤) cosa dovrei fare? Una lettera di messa in mora? O diffida ad adempiere?
Inoltre al momento della sottoscrizione del contratto ho firmato un'autorizzazione permanente di addebito in c/c. Non vorrei che tali penali potessero essermi addebitate direttamente su c/c!
Mi chiedo se debba recedere da tale accordo e se eventualmente debba farlo prima o dopo aver fatto richiesta di interruzione del contratto (sull'accordo è specificato che posso recedere dando previa comunicazione secondo quanto previsto nel contratto di conto corrente).
Un'ultima precisazione e domanda: mi è stato fornito anche un foglio riguardante il blocco della scheda con operatore H3G che però non mi hanno fatto firmare nonostante prevedesse la mia firma (forse per negligenza della commessa...) mi chiedo se a questo punto possa recedere dal contratto cambiando anche operatore telefonico ed evitando i costi di chiusura contratto visto che verranno sostenuti dall'operatore che mi accoglierà.
Vi ringrazio per la vostra disponibilità e cortesia.
Ramona, da Catania (CT)
Premetto che nel contratto in mio possesso non è specificato nulla riguardo a quest'obbligo di ricarica (viene specificato solo il nome dell'offerta che ho sottoscritto "Scegli 3 08 Ric 10").
Poichè il telefono è mal funzionante ho deciso di recedere dal contratto, ho letto varie lettere in proposito e penso di aver capito come comportarmi:
- Inviare la richiesta di chiusura contratto tramite raccomandata a/r
- Riconsegnare il telefonino
Sul contratto non è specificato come fare tutto questo, tuttavia sul sito della H3G vi è un modulo che illustra le modalità di recessione dal contratto con relativi importi da pagare ad H3G in caso di recesso anticipato.
In caso di richieste di pagamento di tali cifre (in base ai miei conti riferiti alla loro scheda dovrebbero essere dell'ordine dei 250¤) cosa dovrei fare? Una lettera di messa in mora? O diffida ad adempiere?
Inoltre al momento della sottoscrizione del contratto ho firmato un'autorizzazione permanente di addebito in c/c. Non vorrei che tali penali potessero essermi addebitate direttamente su c/c!
Mi chiedo se debba recedere da tale accordo e se eventualmente debba farlo prima o dopo aver fatto richiesta di interruzione del contratto (sull'accordo è specificato che posso recedere dando previa comunicazione secondo quanto previsto nel contratto di conto corrente).
Un'ultima precisazione e domanda: mi è stato fornito anche un foglio riguardante il blocco della scheda con operatore H3G che però non mi hanno fatto firmare nonostante prevedesse la mia firma (forse per negligenza della commessa...) mi chiedo se a questo punto possa recedere dal contratto cambiando anche operatore telefonico ed evitando i costi di chiusura contratto visto che verranno sostenuti dall'operatore che mi accoglierà.
Vi ringrazio per la vostra disponibilità e cortesia.
Ramona, da Catania (CT)
Risposta ADUC
puo' decidere cio' che ritiene opportuno: rescindere il contratto o trasferirsi a nuovo operatore. In entrambi i casi i 250 euro non esistono perche' e' una penale e non le spese di disattivazione previste dalla legge (qualche decina di euro al massimo). Per la eventuale raccomandata di rescissione, la faccia in forma di diffida:
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