Cara ADUC
Garanzie bancarie, situazione molto delicata.
Domanda
7 agosto 2014
Buongiorno,
avrei due quesiti.
Una prima persona ha prestato la sua firma a garanzia di un mutuo per la costruzione di una casa, contratto da una seconda persona. I rapporti tra i due soggetti si sono interrotti e la prima persona vorrebbe recedere dalla propria garanzia, in modo che se la seconda non dovesse adempiere ai suoi doveri, la prima potrebbe stare tranquilla di non dover subire conseguenze.
1) Chi ha prestato la sua firma a garanzia di un mutuo contratto da un'altra persona può chiedere di ritirare tale firma, ovemai la banca dovesse già disporre di sufficienti garanzie tali da coprire l'importo da parte della persona che ha effettivamente contratto il mutuo (se ad esempio lo stesso immobile di proprietà di chi ha contratto il mutuo già basterebbe a garanzia in tal senso, mi chiedo a cosa servirebbe una garanzia aggiuntiva, essendo già l'importo versato in tal caso coperto)? Nel caso, potete indicarmi i riferimenti normativi che lo consentono?
2) So che le banche hanno sistemi piuttosto "pittoreschi" per definire il valore di un immobile, e che nel caso di specie tenderebbero a sottovalutarlo quanto più possibile (valore in caso di vendita giudiziaria, ecc). Esistono linee guida alle quali esse debbono attenersi, e nel caso quale norma le disciplina? Il contraente potrebbe, in caso di valutazione eccessivamente bassa, chiedere di nominare egli stesso un proprio perito per valutarne il valore e se si, che peso e che valore avrebbe tale nomina?
Grazie infinite per la Vostra cortesia e professionalità.
Federico, da Terlano (BZ)
avrei due quesiti.
Una prima persona ha prestato la sua firma a garanzia di un mutuo per la costruzione di una casa, contratto da una seconda persona. I rapporti tra i due soggetti si sono interrotti e la prima persona vorrebbe recedere dalla propria garanzia, in modo che se la seconda non dovesse adempiere ai suoi doveri, la prima potrebbe stare tranquilla di non dover subire conseguenze.
1) Chi ha prestato la sua firma a garanzia di un mutuo contratto da un'altra persona può chiedere di ritirare tale firma, ovemai la banca dovesse già disporre di sufficienti garanzie tali da coprire l'importo da parte della persona che ha effettivamente contratto il mutuo (se ad esempio lo stesso immobile di proprietà di chi ha contratto il mutuo già basterebbe a garanzia in tal senso, mi chiedo a cosa servirebbe una garanzia aggiuntiva, essendo già l'importo versato in tal caso coperto)? Nel caso, potete indicarmi i riferimenti normativi che lo consentono?
2) So che le banche hanno sistemi piuttosto "pittoreschi" per definire il valore di un immobile, e che nel caso di specie tenderebbero a sottovalutarlo quanto più possibile (valore in caso di vendita giudiziaria, ecc). Esistono linee guida alle quali esse debbono attenersi, e nel caso quale norma le disciplina? Il contraente potrebbe, in caso di valutazione eccessivamente bassa, chiedere di nominare egli stesso un proprio perito per valutarne il valore e se si, che peso e che valore avrebbe tale nomina?
Grazie infinite per la Vostra cortesia e professionalità.
Federico, da Terlano (BZ)
Risposta ADUC
dalle poche informazioni che ci fornisce, pare che la fidejussione sia inserita nell'atto di mutuo e pertanto la sua eventuale rimozione prevede la rinegoziazione del contratto di mutuo con l'intervento del notaio.
Naturalmente le relative spese saranno a carico della pare mutuataria nel cui interesse l'operazione è fatta.
Le condizioni principali affinchè la banca possa decidere di accettare lo svincolo del garante (in tal caso dovete essere certi che la banca vi dia la liberatoria) sono 2. La prima è la capienza dell'immobile a garanzia, la seconda è il reddito del mutuatario la cui situazione economica è potuta mutare in meglio, perché ha un lavoro più redditizio, perché nel frattempo si è sposato e la moglie può diventare cointestataria del mutuo ecc
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Ha risposto Roberto Cappiello: https://www.aduc.it/info/cappiello.php
Naturalmente le relative spese saranno a carico della pare mutuataria nel cui interesse l'operazione è fatta.
Le condizioni principali affinchè la banca possa decidere di accettare lo svincolo del garante (in tal caso dovete essere certi che la banca vi dia la liberatoria) sono 2. La prima è la capienza dell'immobile a garanzia, la seconda è il reddito del mutuatario la cui situazione economica è potuta mutare in meglio, perché ha un lavoro più redditizio, perché nel frattempo si è sposato e la moglie può diventare cointestataria del mutuo ecc
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Ha risposto Roberto Cappiello: https://www.aduc.it/info/cappiello.php
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