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Cara ADUC

Fitto contratto commerciale mai voluto registrare dal proprietario

26 settembre 2008
Domanda 26 settembre 2008
SPETT.LE ADUC,
ho bisogno del vs. aiuto perchè non sappiamo se è legale il comportamento del proprietario del locale dove conduciamo un'attività di ferramenta.
Questo signore fin dal 1970, quando l'attività era condotta dai miei suoceri, non ha mai voluto che si registrasse il fitto del negozio perchè diceva che con lui il rapporto era di fiducia e bastava solo la PAROLA. Questa situazione l'ha riconfermata anche nel 1987 (rilevando il locale adiacente che sempre lui teneva in fitto) ci fece di nuovo un contratto, sempre sulla PAROLA, stabilendo una nuova quota e che gli aumenti annuali da quel momento sarebbero stati di L. 50.OOO. Stessa situazione si è ripetuta anche quando rilevai la quota di mio cognato, nel '98 ed io chiesi insistentemente che ci mettessimo in regola, ma lui essendo una persona molto vecchia, prima si offese e poi mi assicurò che la sua PAROLA valeva più della carta scritta.
Nel 2003, iniziò a mandare a riscuotere il figlio - che come per il padre - ci assicurò che le cose non sarebbero cambiate e che la "PAROLA" DEL GENITORE VALEVA COME UN CONTRATTO SCRITTO E NON L'AVREBBERO MAI NEGATA. Senza parlare, poi, del rinnovo del contratto che era tacito automaticamente.
Nel 2004, il figlio ci fece sapere che si erano trasferiti ad Orvieto e che forse il locale lo avrebbero venduto (a noi naturalmente). Iniziò, così, a sentire varie agenzie immobiliari per farsi un'idea di quanto potesse valere il locale.
Uno sciacallo immobiliare della zona gli prospettò guadagni astronomici sia per una eventuale vendita che per un nuovo fitto, l'inconveniente, però era che stavamo noi dentro. La necessità era, che ci doveva mandare via.
Questa persona gli disse che era facile, bastava iniziare a chiederci un aumento consistente con la prospettiva, che al nostro rifiuto si procedeva con la finita locazione che subito avrebbe ottenuto: o l'aumento richiesto (dalle ¤ 700 a ¤ 2.500) oppure il locale vuoto con una più ampia valutazione per la vendita.
Ci mandò, attraverso questa agenzia - che ha usato questo sistema anche con altri negozi della zona - delle persone a farci pressioni. Noi di fronte a ciò ci rifiutammo (perchè veramente non riuscivamo ad arrivare a quella somma)e per prima cosa ci mandò il 03/01/05 una lettera (sembra sottoscritta dal padre) da parte di un avvocato che determinava la scadenza del contratto il 22/07/05 e che per quella data avremmo dovuto lasciare il locale.
Di fronte a questa prospettiva, consultammo un ns. amico avvocato, il quale ci disse di stare tranquilli perchè se veramente fosse andato avanti in questo modo, doveva dimostrare la scadenza con una eventuale documentazione che non c'era mai stata.
Nel feb, 06, il proprietario morì, lasciando il locale ai 2 figli. Sapemmo così dalla figlia, sempre verbalmente, che non era vero che il padre ci voleva mandare via, ma al contrario quella era stata una manovra del fratello per riuscire a vendere prima che il padre morisse in modo da prendersi lui tutti i soldi.
In seguito è venuto diverse volte a fare pressioni: sia per gli aumenti che x la vendita. Noi abbiamo anche aumentato di ¤ 50 all'anno ma è stato tutto inutile e pretende ¤ 1.500 subito o ci caccia via.
Ci hanno mandato un'altra lettera, da parte di avvocati, dicendoci che il contratto è scaduto e che se non ci mettiamo d'accordo per un nuovo fitto provvederanno ad avviare la procedura di finita locazione.
L'unica documentazione che possiamo produrre è un contratto dell'acqua CHE CHIUDE I 2 PRECEDENTI UTENTI E NE FA UNO NUOVO E PARTE DA APRILE 87.
Può un proprietario costringerci a fare sempre come gli fa comodo? E' legale non tenere conto di quanti anni stiamo dentro e senza tener conto che siamo partiti dal 1987 e quindi con scadenza 2011?
Questa situazione, che va avanti dal 04, mi sta causando seri problemi di salute, è legale essere trattati così?
Fiduciosi che non ci lascerete senza risposta, inviamo cordiali saluti
Caterina, da Napoli (NA)

Risposta ADUC
non conosciamo la durata del contratto, ma se e' quella da lei indicata ed e' comprovabile in qualche modo (anche per testimoni), si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora chiedendo il risarcimento del danno:
clicca qui
Le consigliamo comunque di consultare il legale che gia' conosce la vicenda.
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