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Cara ADUC

Fiscalita' degli ETF's

14 settembre 2004
Domanda 14 settembre 2004
Spett. Aduc ho letto le Vs. risposte ai quesiti sulla fiscalita' degli ETF e sono rimasto sconcertato riguardo all'ennesima beffa per i piccoli risparmiatori. Recentemente la mia banca (Bnl) mi ha addebitato in un sol colpo delle somme a titolo di imposte (152 euro) senza alcun riferimento a specifiche operazioni. Dietro mia richiesta di informazioni mi e' stato riferito che si trattava di imposte su plusvalenze realizzate su precedenti operazioni di compravendita di ETF quotati in Borsa(c. d. armonizzati). Fatto presente che avevo, mio malgrado, realizzato delle minusvalenze per precedenti operazioni in azioni certificatemi con tanto di lettera fiscale con un credito di imposta virtuale di circa 2000 euro, mi veniva detto di ritornare per avere delle spiegazioni esaurienti. Dopo alcuni giorni ritorno e mi viene spiegato, non molto chiaramente, che il tributo e' dovuto sulla differenza tra NAV di acquisto e NAV di vendita. Dalle vostre risposte ho compreso che le plusvalenze sugli ETF realizzate come differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita in borsa non si compensano con eventuali minusvalenze realizzate in precedenza su titoli azionari. Quello che si puo' compensare e' il guadagno(capital gain), molto remoto, che si puo' realizzare se si riesce a comprare ad un prezzo al di sotto del NAV del giorno e rivendere ad un prezzo di borsa superiore al NAV di quel giorno. Ci troviamo di fronte ad una doppia tassazione della stessa operazione. La mia domanda e' se, facendo riferimento solo al NAV, sono tra loro compensabilili le minusvalenze realizzate con eventuali plusvalenze successive. Se la risposta e' negativa, come penso, la beffa fiscale e' perfetta. Se perdo ci rimetto il capitale, se guadagno pago inesorabilmente le tasse su questo reddito che i signori del fisco hanno equiparato ai dividendi con una disparita' di trattamento con le azioni sconcertante ed ingiustificabile.
A tutto cio' si aggiunge lo sberleffo finale della mia banca, ancora da chiarire, che da una parte mi ha operato l'addebito predetto, dall'altra mi ha inviato nel frattempo due lettere fiscali riferentisi ad operazioni successive nelle quali mi certifica le minusvalenze realizzate sugli ETF riferite ai prezzi di borsa con tanto di riconoscimento di credito d'imposta. E' il colmo! Dobbiamo proprio rinunciare a trattare questi strumenti finanziari cosi' tanto avversati dalle banche (tra le altre dividendi incassati con tre mesi di ritardo, a volte contabilizzazione delle operazioni con ritardi fino a 20 giorni) con la complicita' di un trattamento fiscale, ora scoperto, assurdo? Grazie.
Ferdinando, da S. Maria Capua Vetere

Risposta ADUC
La beffa di cui parla deriva, come ha letto nelle varie risposte, dall'inutile distinzione che il fisco effettua tra "redditi di capitale" e "redditi diversi" e dal fatto che le due categorie non sono compensabili tra di loro. La distinzione vale anche per le obbligazioni, ad esempio, e non sono rari i casi di complicazioni fiscali riguardanti i guadagni derivanti da titoli di Stato. In certi casi, poi, ci si mettono le banche (non sempre attrezzate per calcolare bene i guadagni ed a spiegarlo come si deve) a complicare il tutto. L'unica cosa da fare e' attendere la riforma, che finalmente eliminera' la distinzione, e sperare che non slitti ancora una volta.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta
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