Cara ADUC
Ferrovie dello Stato, ritardi e mancati rimborsi
Domanda
23 settembre 2008
Cara Aduc, invio per conoscenza le mie due mail inviate alle Ferrovie dello Stato in seguito al mancato rimborso del bonus.
XXXXX
Gentile Signor................,
per l'ennesima volta viene rigettata la mia richiesta, più che legittima, di ricevere un rimborso in seguito al forte ritardo del treno su cui viaggiavo. Le invio un'email che avevo gia' mandato qualche mese fa, per denunciare il medesimo ingiusto trattamento.
Mando in copia questa e mail anche ad alcune associazioni di categoria per la difesa dei consumatori affinché possano avere testimonianza ulteriore di come le Ferrovie dello Stato riescano sempre ad imputare ad altro (ad esempio, agenti atmosferici) la responsabilità delle proprie colpe, a scapito dei sempre più vituperati viaggiatori. Un consiglio: molto più onesto sarebbe, a questo punto, abolire la possibilità di ricevere risarcimenti per ritardi dei convogli, piuttosto che rifiutarli ogni volta accampando scuse basate su concause non dimostrabili.
Distinti saluti.
XXXXX
Gentile Signora.....................,
ricevo con un certo sconcerto il rigetto della mia richiesta di bonus, presentata in seguito al ritardo accumulato dal treno 9439 del giorno 01/11/2007. Questo per due motivi:
1) il personale presente sul treno ci aveva spiegato che le ragioni della forzata sosta di due ore da parte dell'Eurostar erano dovute ad un guasto dei binari;
2) al nostro arrivo c'era ad accoglierci una folta delegazione di impiegati delle ferrovie, i quali ci hanno porto i moduli per la richiesta assicurandoci, con un sorriso accattivante, che sarebbe stata accolta, in considerazione proprio della natura del ritardo.
Ora, o il seccante evento ha obnubilato le capacità intellettive del personale del treno o i due mesi trascorsi da quel giorno Vi hanno fatto dimenticare i reali motivi del disagio subito dai passeggeri.
L'esperienza accumulata in questi anni di estenuanti viaggi mi toglie purtroppo la voglia e l'energia di rincorrere pervicacemente la somma di circa 50 euro, portandomi a concludere, in maniera molto banale, che "le cose in Italia finiscono sempre così" e inserendomi tristemente tra le fila dei tanti "insoddisfatti e non rimborsati" che usufruiscono quotidianamente dei Vostri servizi. Vorrà dire che d'ora in poi mi sposterò in auto, privando le casse di Trenitalia di un'entrata che, Le assicuro, era di parecchio superiore alle 50 euro sopra citate. Sono certa che il mancato introito non sconvolgerà il Vostro patrimonio, ma ritengo che l'accoglimento della richiesta mia e dei miei compagni di sventura Vi avrebbe permesso di chiudere la questione con una correttezza ed un'eleganza che evidentemente Vi sono estranee.
La ringrazio comunque per la solerzia e Le porgo distinti saluti
Nicoletta, da Roma (RM)
XXXXX
Gentile Signor................,
per l'ennesima volta viene rigettata la mia richiesta, più che legittima, di ricevere un rimborso in seguito al forte ritardo del treno su cui viaggiavo. Le invio un'email che avevo gia' mandato qualche mese fa, per denunciare il medesimo ingiusto trattamento.
Mando in copia questa e mail anche ad alcune associazioni di categoria per la difesa dei consumatori affinché possano avere testimonianza ulteriore di come le Ferrovie dello Stato riescano sempre ad imputare ad altro (ad esempio, agenti atmosferici) la responsabilità delle proprie colpe, a scapito dei sempre più vituperati viaggiatori. Un consiglio: molto più onesto sarebbe, a questo punto, abolire la possibilità di ricevere risarcimenti per ritardi dei convogli, piuttosto che rifiutarli ogni volta accampando scuse basate su concause non dimostrabili.
Distinti saluti.
XXXXX
Gentile Signora.....................,
ricevo con un certo sconcerto il rigetto della mia richiesta di bonus, presentata in seguito al ritardo accumulato dal treno 9439 del giorno 01/11/2007. Questo per due motivi:
1) il personale presente sul treno ci aveva spiegato che le ragioni della forzata sosta di due ore da parte dell'Eurostar erano dovute ad un guasto dei binari;
2) al nostro arrivo c'era ad accoglierci una folta delegazione di impiegati delle ferrovie, i quali ci hanno porto i moduli per la richiesta assicurandoci, con un sorriso accattivante, che sarebbe stata accolta, in considerazione proprio della natura del ritardo.
Ora, o il seccante evento ha obnubilato le capacità intellettive del personale del treno o i due mesi trascorsi da quel giorno Vi hanno fatto dimenticare i reali motivi del disagio subito dai passeggeri.
L'esperienza accumulata in questi anni di estenuanti viaggi mi toglie purtroppo la voglia e l'energia di rincorrere pervicacemente la somma di circa 50 euro, portandomi a concludere, in maniera molto banale, che "le cose in Italia finiscono sempre così" e inserendomi tristemente tra le fila dei tanti "insoddisfatti e non rimborsati" che usufruiscono quotidianamente dei Vostri servizi. Vorrà dire che d'ora in poi mi sposterò in auto, privando le casse di Trenitalia di un'entrata che, Le assicuro, era di parecchio superiore alle 50 euro sopra citate. Sono certa che il mancato introito non sconvolgerà il Vostro patrimonio, ma ritengo che l'accoglimento della richiesta mia e dei miei compagni di sventura Vi avrebbe permesso di chiudere la questione con una correttezza ed un'eleganza che evidentemente Vi sono estranee.
La ringrazio comunque per la solerzia e Le porgo distinti saluti
Nicoletta, da Roma (RM)
Risposta ADUC
La ringraziamo della lettera che ci ha inviato per conoscenza e che pubblichiamo su Cara Aduc.
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