Cara ADUC
esami sbagliati e relazione medico legale scorretta
Domanda
30 gennaio 2015
Buongiorno, mentre stavo raggruppando tutto il percorso sanitario di questi ultimi anni relativo ad un mio famigliare, mi sono tornati alla mano una perizia medico legale che a suo tempo fu scartata per i motivi che esporrò a breve e degli esami sbagliati effettuati presso una clinica privata.
Per quanto riguarda la perizia medico legale,il medico doveva redarre perizia di parte da presentare all'assicurazione per il risarcimento.
Detto medico fece una perizia dove cambiò completamente i risultati ottenuti con gli esami e le visite mediche, scrisse tutto il contrario di quanto vi era in essi riportato, tenendo un punteggio basso,10-11. Detto medico, che lavora per la asl fornì la prestazione all'interno degli stessi uffici asl come attività libero professionale al costo di euro 260. Tutto questo a fine 2011.
Dopo aver tentato inizialmente di difendere il suo medico legale,l'avvocato di allora fu costretto ad arrendersi all'evidenza,andammo da un medico legale scelto da noi e non dall'avvocato, che con la stessa documentazione medica basandosi sulla guida ufficiale della Simla diede un punteggio di 30 per cento.
Per quanto riguarda la clinica privata convenzionata con la asl andammo a fare una risonanza ed una ecografia per vedere i motivi del dolore persistente non rilevato dall'ospedale. Poiché al solito per la mutua bisognava aspettare 2 mesi mentre a pagamento il posto era disponibile la settimana dopo la richiesta, andammo a pagamento.
L'ecografia fu fatta a febbraio 2011 al costo di euro 241,81. La risonanza a marzo 2011 al costo di euro 301,81.
Dalla relazione del medico, lo stesso per entrambi gli esami, non risultò nulla di rilevante.
Siccome il male persisteva decidemmo di fare delle risonanze in un'altra clinica e da queste risultò una versione completamente diversa da quella che era risultata dalla precedente risonanza ed ecografia.
Una ecografia fatta successivamente,questa volta tramite la mutua, (riuscimmo a trovare non so per miracolo di chi un posto a breve),confermò il progredire del danno che era stato rilevato dalle risonanze corrette.
Mi chiedevo se siamo ancora in tempo per agire contro gli errori sopra
elencati ed in che modo sarebbe possibile farlo.
Grazie per il Vostro consiglio.
Maria Pia, da Ghemme (NO)
Per quanto riguarda la perizia medico legale,il medico doveva redarre perizia di parte da presentare all'assicurazione per il risarcimento.
Detto medico fece una perizia dove cambiò completamente i risultati ottenuti con gli esami e le visite mediche, scrisse tutto il contrario di quanto vi era in essi riportato, tenendo un punteggio basso,10-11. Detto medico, che lavora per la asl fornì la prestazione all'interno degli stessi uffici asl come attività libero professionale al costo di euro 260. Tutto questo a fine 2011.
Dopo aver tentato inizialmente di difendere il suo medico legale,l'avvocato di allora fu costretto ad arrendersi all'evidenza,andammo da un medico legale scelto da noi e non dall'avvocato, che con la stessa documentazione medica basandosi sulla guida ufficiale della Simla diede un punteggio di 30 per cento.
Per quanto riguarda la clinica privata convenzionata con la asl andammo a fare una risonanza ed una ecografia per vedere i motivi del dolore persistente non rilevato dall'ospedale. Poiché al solito per la mutua bisognava aspettare 2 mesi mentre a pagamento il posto era disponibile la settimana dopo la richiesta, andammo a pagamento.
L'ecografia fu fatta a febbraio 2011 al costo di euro 241,81. La risonanza a marzo 2011 al costo di euro 301,81.
Dalla relazione del medico, lo stesso per entrambi gli esami, non risultò nulla di rilevante.
Siccome il male persisteva decidemmo di fare delle risonanze in un'altra clinica e da queste risultò una versione completamente diversa da quella che era risultata dalla precedente risonanza ed ecografia.
Una ecografia fatta successivamente,questa volta tramite la mutua, (riuscimmo a trovare non so per miracolo di chi un posto a breve),confermò il progredire del danno che era stato rilevato dalle risonanze corrette.
Mi chiedevo se siamo ancora in tempo per agire contro gli errori sopra
elencati ed in che modo sarebbe possibile farlo.
Grazie per il Vostro consiglio.
Maria Pia, da Ghemme (NO)
Risposta ADUC
le questioni che ci ha sottoposto riguardano una responsabilità, del medico nel primo caso, e della clinica privata nel secondo.
Sulla qualificazione di tale responsabilità è in corso acceso dibattito, ma, nell'ipotesi più restrittiva, il termine di prescrizione sarebbe di 5 anni, quindi è ancora nei termini per eventuali giudizi.
La materia è soggetta alla mediazione obbligatoria: un procedimento dinnanzi ad organismi specializzati (un elenco completo è reperibile sul sito del Ministero della Giustizia), che mira a trovare un accordo tra le parti prima di un processo.
Nel caso della responsabilità del medico occorrerebbero ulteriori informazioni concernenti la complessità degli accertamenti che ha dovuto svolgere, al fine di valutare la diligenza adottata o un'eventuale colpa. In base a quanto da Lei esposto, però, sembra che ci siano gli elementi sufficienti per l'affermazione della responsabilità del dottore che fece la prima perizia. Questo potrà essere condannato alla restituzione delle somme a lui corrisposte ed, eventualmente, all'ulteriore danno se patito.
Quanto, invece, al secondo caso della clinica, l'accertamento della responsabilità dovrebbe essere più agevole, dato che è supportato da documentazione. Anche qui la Clinica potrebbe essere condannata al rimborso delle spese, oltre al risarcimento di un danno ulteriore, se sussistente.
Tenga presente che i termini di prescrizione si interrompono mandando una lettera raccomandata, con ricevuta di ritorno, di messa in mora.
Sulla qualificazione di tale responsabilità è in corso acceso dibattito, ma, nell'ipotesi più restrittiva, il termine di prescrizione sarebbe di 5 anni, quindi è ancora nei termini per eventuali giudizi.
La materia è soggetta alla mediazione obbligatoria: un procedimento dinnanzi ad organismi specializzati (un elenco completo è reperibile sul sito del Ministero della Giustizia), che mira a trovare un accordo tra le parti prima di un processo.
Nel caso della responsabilità del medico occorrerebbero ulteriori informazioni concernenti la complessità degli accertamenti che ha dovuto svolgere, al fine di valutare la diligenza adottata o un'eventuale colpa. In base a quanto da Lei esposto, però, sembra che ci siano gli elementi sufficienti per l'affermazione della responsabilità del dottore che fece la prima perizia. Questo potrà essere condannato alla restituzione delle somme a lui corrisposte ed, eventualmente, all'ulteriore danno se patito.
Quanto, invece, al secondo caso della clinica, l'accertamento della responsabilità dovrebbe essere più agevole, dato che è supportato da documentazione. Anche qui la Clinica potrebbe essere condannata al rimborso delle spese, oltre al risarcimento di un danno ulteriore, se sussistente.
Tenga presente che i termini di prescrizione si interrompono mandando una lettera raccomandata, con ricevuta di ritorno, di messa in mora.
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