Cara ADUC
Ente Nazionale Microcredito
Domanda
8 novembre 2013
Sono interessato ad ottenere un micro-finanziamento una mia idea imprenditoriale, ho trovato notizie di un ente pubblico ma pare funzioni solo sulla carta. Potete indirizzarmici?
Aaa, da Roma (RM)
Aaa, da Roma (RM)
Risposta ADUC
Come troppo spesso accade, lo strumento c'è ma non si vede e, peggio ancora, non funziona quasi per niente.
Esiste infatti quasi solo sulla carta l'Ente nazionale per il microcredito, istituito nel 2005 e presieduto dall'ex parlamentare Udc ed ex Ministro della Funzione Pubblica Mario Baccini.
L'ente è considerato al punto tale che il disegno di legge di stabilità per il 2012 ne prevedeva l'abolizione, evitata tramite un emendamento in sede di conversione. Le intenzioni di cancellarlo derivavano dall'assurdo rapporto tra stanziamenti economici ricevuti ed erogazioni effettuate. Basti pensare che il milione ottocentomila euro ricevuti nel 2011 sono stati usati quasi tutti per sostenere spese, pagare gli stipendi e compensare una serie di studi commissionati a soggetti esterni. Soltanto 60.750 euro, quindi appena il 3%, sono materialmente finiti in interventi di microcredito. Chissà quanti degli otto milioni di euro dalla nascita incamerati sono stati realmente usati per gli scopi del fondo. Purtroppo si tratta di informazioni che il sito web dell'Ente, www.microcreditoitalia.org, nemmeno riporta.
L'idea del governo precedente, quindi, non appare campata in aria. Già, come in altri campi, non si avverte la necessità di un soggetto pubblico che si occupi di un'attività già svolta da soggetti appositamente preparati. Le cose peggiorano se il soggetto pubblico non brilla per efficienza.
Esiste infatti quasi solo sulla carta l'Ente nazionale per il microcredito, istituito nel 2005 e presieduto dall'ex parlamentare Udc ed ex Ministro della Funzione Pubblica Mario Baccini.
L'ente è considerato al punto tale che il disegno di legge di stabilità per il 2012 ne prevedeva l'abolizione, evitata tramite un emendamento in sede di conversione. Le intenzioni di cancellarlo derivavano dall'assurdo rapporto tra stanziamenti economici ricevuti ed erogazioni effettuate. Basti pensare che il milione ottocentomila euro ricevuti nel 2011 sono stati usati quasi tutti per sostenere spese, pagare gli stipendi e compensare una serie di studi commissionati a soggetti esterni. Soltanto 60.750 euro, quindi appena il 3%, sono materialmente finiti in interventi di microcredito. Chissà quanti degli otto milioni di euro dalla nascita incamerati sono stati realmente usati per gli scopi del fondo. Purtroppo si tratta di informazioni che il sito web dell'Ente, www.microcreditoitalia.org, nemmeno riporta.
L'idea del governo precedente, quindi, non appare campata in aria. Già, come in altri campi, non si avverte la necessità di un soggetto pubblico che si occupi di un'attività già svolta da soggetti appositamente preparati. Le cose peggiorano se il soggetto pubblico non brilla per efficienza.
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