Cara ADUC
DPCM 159/13 e retta Residenze sanitarie assistenziali
Domanda
30 giugno 2015
Ho una nonna di 98 anni, invalida al 100% e con una piccola pensione di circa 700 euro netti al mese e un accompagno da 400 euro al mese. L’unica figlia di mia nonna, ovvero mia madre, percepisce una pensione di reversibilità netta di circa 1.050 euro al mese.
Mia nonna ha bisogno di assistenza infermieristica e medica costante ed è quindi ricoverata da 4 anni presso una residenza sanitaria assistenziale (RSA) – ovvero l’unica soluzione italiana se hai bisogno di assistenza, ma purtroppo non sei miliardario.
Negli scorsi 4 anni, pagava una retta di 750/800 euro al mese. La retta era coperta quindi dalla sua pensione e da parte del suo accompagno. Con la restante parte del suo accompagno, si provvedeva all’acquisto dei farmaci “non passati” (una moltitudine), al pagamento dei consulti specialistici, all’acquisto dei prodotti per la persona, al pagamento di un parrucchiere per tagliare di tanto in tanto i capelli, etc. Ovviamente la restante parte del suo accompagno non bastava a fare tutto questo, e mia madre ha sempre contribuito con i propri scarsi mezzi al mantenimento di mia nonna.
Da quest’anno è cambiato il metodo di calcolo della retta delle RSA: non si usa più l’ISEE del paziente, ma un ISEE speciale, nel quale vengono inclusi anche i redditi dei figli. Visto che mia madre è figlia unica e che percepisce solo una pensione di reversibilità, non pensavamo di doverci preoccupare… E invece…. Nuova quota a carico del paziente: 1.860 euro netti mese.
Non siamo solo disperati, siamo anche esterrefatti! Ragionando in soldoni: sommando le pensioni di mia madre e mia nonna si arriva a 1.750 euro mese… Manca comunque qualcosa per coprire la retta di mia nonna ed in ogni caso: come vivrà mia madre? Come farà la spesa? Come garantirà le cure mediche basilari per la sua persona? Come pagherà la TASI, la TARI e non so neanche io cos’altro? Queste domande ovviamente le ho fatte anche ai servizi sociali del mio comune di appartenenza, ottenendo la seguente illuminante risposta: “la nuova legge dice questo”.
Esiste qualsiasi forma di tutela per noi? Cosa dobbiamo fare? Ho capito che la legge dice questo (e, per scrupolo, l'ISEE l'ho fatto controllare da 3 diversi CAAF/professionisti - che concordano sul fatto che sia giusto)... Ma allora dobbiamo solo aspettare di morire, magari il più velocemente possibile??? :((((
Saluti
Chiara, da Roma (RM)
Mia nonna ha bisogno di assistenza infermieristica e medica costante ed è quindi ricoverata da 4 anni presso una residenza sanitaria assistenziale (RSA) – ovvero l’unica soluzione italiana se hai bisogno di assistenza, ma purtroppo non sei miliardario.
Negli scorsi 4 anni, pagava una retta di 750/800 euro al mese. La retta era coperta quindi dalla sua pensione e da parte del suo accompagno. Con la restante parte del suo accompagno, si provvedeva all’acquisto dei farmaci “non passati” (una moltitudine), al pagamento dei consulti specialistici, all’acquisto dei prodotti per la persona, al pagamento di un parrucchiere per tagliare di tanto in tanto i capelli, etc. Ovviamente la restante parte del suo accompagno non bastava a fare tutto questo, e mia madre ha sempre contribuito con i propri scarsi mezzi al mantenimento di mia nonna.
Da quest’anno è cambiato il metodo di calcolo della retta delle RSA: non si usa più l’ISEE del paziente, ma un ISEE speciale, nel quale vengono inclusi anche i redditi dei figli. Visto che mia madre è figlia unica e che percepisce solo una pensione di reversibilità, non pensavamo di doverci preoccupare… E invece…. Nuova quota a carico del paziente: 1.860 euro netti mese.
Non siamo solo disperati, siamo anche esterrefatti! Ragionando in soldoni: sommando le pensioni di mia madre e mia nonna si arriva a 1.750 euro mese… Manca comunque qualcosa per coprire la retta di mia nonna ed in ogni caso: come vivrà mia madre? Come farà la spesa? Come garantirà le cure mediche basilari per la sua persona? Come pagherà la TASI, la TARI e non so neanche io cos’altro? Queste domande ovviamente le ho fatte anche ai servizi sociali del mio comune di appartenenza, ottenendo la seguente illuminante risposta: “la nuova legge dice questo”.
Esiste qualsiasi forma di tutela per noi? Cosa dobbiamo fare? Ho capito che la legge dice questo (e, per scrupolo, l'ISEE l'ho fatto controllare da 3 diversi CAAF/professionisti - che concordano sul fatto che sia giusto)... Ma allora dobbiamo solo aspettare di morire, magari il più velocemente possibile??? :((((
Saluti
Chiara, da Roma (RM)
Risposta ADUC
il calcolo che le hanno fatto ci sembra davvero strano. Secondo la nuova normativa infatti non si calcolano i redditi dei figli nella loro totalita', ma solo una componente aggiuntiva. Quanto al reddito di sua nonna, la soglia di franchigia che devono applicare e' alta, di 9.000,00 euro l'anno.
Le suggeriamo di leggere questi articoli sull'argomento:
http://avvertenze.aduc.it/osservatorio/rsa+nuovo+isee+determinazione+della+quota+sociale_22012.php
http://avvertenze.aduc.it/osservatorio/rette+residenze+sanitarie+assistenziali+nuovo+isee_22158.php
Consideri inoltre che ad oggi e' pendente un giudizio di secondo grado sulla legittimita' della nuova norma ISEE. La sentenza di primo grado statuisce che non si possono conteggiare i redditi non imponibili ai fini irpef, ed e' una sentenza immediatamente esecutiva, che quindi l'amministrazione e' tenuta ad applicare:
http://avvertenze.aduc.it/osservatorio/rsa+residenze+sanitarie+assistenziali+nuovo+isee_23077.php
C'e' qualcosa che non torna, e a nostro avviso le possibilita' di impugnazione della determinazione comunale fatta sulla base dell'ISEE ci sono.
Le suggeriamo di leggere questi articoli sull'argomento:
http://avvertenze.aduc.it/osservatorio/rsa+nuovo+isee+determinazione+della+quota+sociale_22012.php
http://avvertenze.aduc.it/osservatorio/rette+residenze+sanitarie+assistenziali+nuovo+isee_22158.php
Consideri inoltre che ad oggi e' pendente un giudizio di secondo grado sulla legittimita' della nuova norma ISEE. La sentenza di primo grado statuisce che non si possono conteggiare i redditi non imponibili ai fini irpef, ed e' una sentenza immediatamente esecutiva, che quindi l'amministrazione e' tenuta ad applicare:
http://avvertenze.aduc.it/osservatorio/rsa+residenze+sanitarie+assistenziali+nuovo+isee_23077.php
C'e' qualcosa che non torna, e a nostro avviso le possibilita' di impugnazione della determinazione comunale fatta sulla base dell'ISEE ci sono.
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