Cara ADUC
Domande sull'adesione al fondo Cometa e trasferimento del TFR
Domanda
7 gennaio 2007
Buongiorno. Ho 29 anni e sono un dipendente di una multinazionale dell'informatica, assunto nel 2001 (primo impiego) con contratto metalmeccanico, attualmente al VI livello. Vorrei porre alcune domande sui fondi pensione e la scelta della destinazione del tfr. Premetto che nutro un certo scetticismo nell'aderire ad un fondo negoziale, poichè:
- la formula sembra presupporre un rapporto di lavoro pari alla carriera del lavoratore, cosa al giorno d'oggi poco realistica.
- proprio la natura negoziale rende a mio avviso meno trasparenti eventuali conflitti di interessi e influenze sulla vita del fondo da parte dei promotori (ovvero i sindacati) rispetto ad un fondo aperto in cui è scoperto l'interesse economico del gestore.
- almeno per quanto riguarda Cometa, sembrano esserci una pletora di gestori, e mi chiedo se ciò non posso determinare un incremento dei costi
sono motivi di scetticismo validi?
inoltre piu' nello specificio tecnico mi chiedo:
1- che differenza c'e' tra la "retribuzione utile a fini TFR" e la "retribuzione convenzionale" sulla quale viene calcolato il 1,20% che l'azienda e' tentua a versare nel caso il dipendendente aderisca ad un fondo negoziale ?
2- qualora volessi mantenere il tfr in azienda (nel mio caso,essendo 50 dipendenti, in realtaà presso l'inps),
potrei comunque aderire ad un fondo pensione aperto?
se sì, godrei comunque di benefici fiscali? Qualora cambiassi lavoro dipendente e/o divenissi libero professionista potrei versare il mio tfr al fondo aperto
dalla fine del precende rapport di lavoro in poi?
3- la suddivisione dei vari fondi in comparti e/o la strategia degli investimenti (% obbligazionario vs % azionario).
possono cambiare in qualsiasi momento? O i cambiamenti devono essere approvati dalla covip? A quel punto si puo' solo cambiare fondo se non piacciano?
4- stesse domande per la rendita vitalizia: e' possibile che tutti i valori indicati nei regolamenti dei fondi
di qui a 40 anni siano del tutto cambiati ? In pratica e' un salto nel buio?
5- il comparto piu' aggressivo di Cometa e' un bilanciato (45% az 65% obbl). Puo' verosimilmente un fondo aperto, con maggiori commissioni, ma con maggior % di investimento azionario (esempio Arca previdenza) compensare la differenza di versamenti dovuta al fatto che per il fondo negoziale vi e' anche il versamento del datore di lavoro?
Grazie e cordiali saluti.
Pierantonio, da Erba
- la formula sembra presupporre un rapporto di lavoro pari alla carriera del lavoratore, cosa al giorno d'oggi poco realistica.
- proprio la natura negoziale rende a mio avviso meno trasparenti eventuali conflitti di interessi e influenze sulla vita del fondo da parte dei promotori (ovvero i sindacati) rispetto ad un fondo aperto in cui è scoperto l'interesse economico del gestore.
- almeno per quanto riguarda Cometa, sembrano esserci una pletora di gestori, e mi chiedo se ciò non posso determinare un incremento dei costi
sono motivi di scetticismo validi?
inoltre piu' nello specificio tecnico mi chiedo:
1- che differenza c'e' tra la "retribuzione utile a fini TFR" e la "retribuzione convenzionale" sulla quale viene calcolato il 1,20% che l'azienda e' tentua a versare nel caso il dipendendente aderisca ad un fondo negoziale ?
2- qualora volessi mantenere il tfr in azienda (nel mio caso,essendo 50 dipendenti, in realtaà presso l'inps),
potrei comunque aderire ad un fondo pensione aperto?
se sì, godrei comunque di benefici fiscali? Qualora cambiassi lavoro dipendente e/o divenissi libero professionista potrei versare il mio tfr al fondo aperto
dalla fine del precende rapport di lavoro in poi?
3- la suddivisione dei vari fondi in comparti e/o la strategia degli investimenti (% obbligazionario vs % azionario).
possono cambiare in qualsiasi momento? O i cambiamenti devono essere approvati dalla covip? A quel punto si puo' solo cambiare fondo se non piacciano?
4- stesse domande per la rendita vitalizia: e' possibile che tutti i valori indicati nei regolamenti dei fondi
di qui a 40 anni siano del tutto cambiati ? In pratica e' un salto nel buio?
5- il comparto piu' aggressivo di Cometa e' un bilanciato (45% az 65% obbl). Puo' verosimilmente un fondo aperto, con maggiori commissioni, ma con maggior % di investimento azionario (esempio Arca previdenza) compensare la differenza di versamenti dovuta al fatto che per il fondo negoziale vi e' anche il versamento del datore di lavoro?
Grazie e cordiali saluti.
Pierantonio, da Erba
Risposta ADUC
Ci pone veramente molte domande, cerchiamo di rispondere a tutte. Le ragioni di scetticiscmo sul Cometa che ci ha indicato, a nostro avviso, sono poco fondate. Salvo quella della scarsa trasparenza.
1) La retribuzione utile per il calcolo del TFR e' calcolata, ai sensi dell'art. 2120 c. 2 c.c., salva diversa previsione contrattuale, da tutti gli emolumenti corrisposti non occasionalmente in dipendenza del rapporto di lavoro, eccezion fatta per i rimborsi spese". La distinzione quindi e' relativa alla "non occasionalita'" degli emolumenti.
2) Puo' aderire ad un fondo aperto senza versare il TFR, ma in questo modo perde il contributo datoriale. I contributi versati sono deducibili. Potrebbe in teoria, versare l'eventuale TFR liquidato a seguito di un cambio di lavoro, ma sarebbe abbastanza assurdo sul piano fiscale. Potrebbe, invece, trasferire senza problemi il capitale accumulato sul fondo a cui trasferisce il TFR
3) La Covip non approva le scelte strategiche del fondo, ma i regolamenti. Interviene, cioe', sulle norme relative alla trasparenza ed alla stabiita' dei fondi. Quindi i fondi possono cambiare le linee con tutte le procedure di caranzia previste.
4) I coefficienti in rendita al momento dell'accesso alla prestazione possono certamente essere diversi da quelli attuali, ma il sottoscrittore puo' decidere di trasferire il capitale accumulato e utilizzare il fondo che ha i migliori coefficienti.
5) E' ben difficile che una presunta migliore capacita' di gestione, specialmente nel lungo termine, possa compensare l'assenza del contributo datoriale.
1) La retribuzione utile per il calcolo del TFR e' calcolata, ai sensi dell'art. 2120 c. 2 c.c., salva diversa previsione contrattuale, da tutti gli emolumenti corrisposti non occasionalmente in dipendenza del rapporto di lavoro, eccezion fatta per i rimborsi spese". La distinzione quindi e' relativa alla "non occasionalita'" degli emolumenti.
2) Puo' aderire ad un fondo aperto senza versare il TFR, ma in questo modo perde il contributo datoriale. I contributi versati sono deducibili. Potrebbe in teoria, versare l'eventuale TFR liquidato a seguito di un cambio di lavoro, ma sarebbe abbastanza assurdo sul piano fiscale. Potrebbe, invece, trasferire senza problemi il capitale accumulato sul fondo a cui trasferisce il TFR
3) La Covip non approva le scelte strategiche del fondo, ma i regolamenti. Interviene, cioe', sulle norme relative alla trasparenza ed alla stabiita' dei fondi. Quindi i fondi possono cambiare le linee con tutte le procedure di caranzia previste.
4) I coefficienti in rendita al momento dell'accesso alla prestazione possono certamente essere diversi da quelli attuali, ma il sottoscrittore puo' decidere di trasferire il capitale accumulato e utilizzare il fondo che ha i migliori coefficienti.
5) E' ben difficile che una presunta migliore capacita' di gestione, specialmente nel lungo termine, possa compensare l'assenza del contributo datoriale.
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