Cara ADUC
Un dipendente di banca sul caso Parmalat
Domanda
26 gennaio 2004
Sono Antonio. Ho gia' scritto e gia' mi avete inviato la newsletter e vi ringrazio molto.
Ho visto, seguendo i vari siti di altre associazioni consumatori e l'ultimo numero di Economy di Mondadori, che l'attenzione viene posta sulle banche e su chi ha consigliato titoli Parmalat, forse perche' e' la cosa piu' facile e possibile in questo momento. Ma io lavoro in banca (gruppo Intesa) e svolgo proprio la funzione di addetto titoli in una filiale. Secondo me la questione va posta piu' sul marcio che da molti anni ha accompagnato la contabilita' Parmalat, dal marcio dei revisori (in fondo, secondo Standard e Poor io ho piazzato dei titoli di affidabilita' medio alta e cio' fino a meta' dicembre!) e di banche d'affari (tipo Deutsche Bank che fino a meta' dicembre diceva che le azioni andavano acquistate perche' il loro target era 3 euro ed erano quindi offerte con forte sconto!) e non hanno ostacolato emissioni di bond per importi che superavano di gran lunga la capacita' di rimborso. I bancari come potevano prevedere? Dire oggi che si poteva prevedere e' assurdo: possibile che politici, banchieri (e non bancari) e addetti ai lavori non si sono accorti di nulla? In fondo Parmalat aveva un rating BBB-, uno dei gruppi italiani piu' grossi, sponsorizzato da molti addetti ai lavori, inoltre il tasso era solo poco piu' alto di quello che offriva un btp e questo dimostrava anche un livello di rischio abbastanza contenuto (siamo ben lontani dai tassi spropositati di Argentina e Brasile di qualche anno fa)... Anch'io sono rimasto con obbligazioni e azioni in portafoglio. Come posso essere rappresentato in azioni di chi punta soprattutto a lanciarsi contro le banche e contro chi ha proposto l'investimento? Inoltre nessun rimborso per chi sapeva che c'era rischio in investimenti di questo tipo. Ma rischio di che? Di frode, di truffa, di marcio? Questo tipo di rischio dovevo conoscere?
Vi ringrazio di una risposta (anche perche' mi sto interessando pure e soprattutto per qualche cliente che vorrei tutelare e che non mi sento di aver raggirato)...
Antonio, da Grottammare/Ascoli Piceno
Ho visto, seguendo i vari siti di altre associazioni consumatori e l'ultimo numero di Economy di Mondadori, che l'attenzione viene posta sulle banche e su chi ha consigliato titoli Parmalat, forse perche' e' la cosa piu' facile e possibile in questo momento. Ma io lavoro in banca (gruppo Intesa) e svolgo proprio la funzione di addetto titoli in una filiale. Secondo me la questione va posta piu' sul marcio che da molti anni ha accompagnato la contabilita' Parmalat, dal marcio dei revisori (in fondo, secondo Standard e Poor io ho piazzato dei titoli di affidabilita' medio alta e cio' fino a meta' dicembre!) e di banche d'affari (tipo Deutsche Bank che fino a meta' dicembre diceva che le azioni andavano acquistate perche' il loro target era 3 euro ed erano quindi offerte con forte sconto!) e non hanno ostacolato emissioni di bond per importi che superavano di gran lunga la capacita' di rimborso. I bancari come potevano prevedere? Dire oggi che si poteva prevedere e' assurdo: possibile che politici, banchieri (e non bancari) e addetti ai lavori non si sono accorti di nulla? In fondo Parmalat aveva un rating BBB-, uno dei gruppi italiani piu' grossi, sponsorizzato da molti addetti ai lavori, inoltre il tasso era solo poco piu' alto di quello che offriva un btp e questo dimostrava anche un livello di rischio abbastanza contenuto (siamo ben lontani dai tassi spropositati di Argentina e Brasile di qualche anno fa)... Anch'io sono rimasto con obbligazioni e azioni in portafoglio. Come posso essere rappresentato in azioni di chi punta soprattutto a lanciarsi contro le banche e contro chi ha proposto l'investimento? Inoltre nessun rimborso per chi sapeva che c'era rischio in investimenti di questo tipo. Ma rischio di che? Di frode, di truffa, di marcio? Questo tipo di rischio dovevo conoscere?
Vi ringrazio di una risposta (anche perche' mi sto interessando pure e soprattutto per qualche cliente che vorrei tutelare e che non mi sento di aver raggirato)...
Antonio, da Grottammare/Ascoli Piceno
Risposta ADUC
noi abbiamo fin da subito detto che il caso Parmalat era diverso rispetto dai casi Cirio e Argentina. Ovviamente in taluni casi il problema del conflitto di interessi esiste lo stesso (obbligazioni Parmalat vendute in contropartita diretta in conflitto di interessi e raggirando la normativa sull'emissione di obbligazioni). Comunque il problema principale, nel caso Parmalat riguarda la truffa degli amministratori e di chi li ha aiutati.
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