Cara ADUC
Consulenza tecnica
Domanda
13 dicembre 2008
Cara Aduc,
Lo scorso anno un collega di mio marito si è offerto per la redazione di una relazione tecnica comprovante un lavoro fatto in casa nostra non a regola d'arte. La relazione doveva esser consegnata all'avvocato per la causa in corso con la ex ditta appaltatrice, per descrivere anche a chi non è del mestiere cosa fosse che non andava e descrivere il danno provocato. Il lavoro è stato affidato, con relativa lettera di incarico, al tecnico 'amico' (iscritto ad un albo) con studio presso la sua abitazione ed è stato saldato 'in amicizia', come da sua richiesta, con una cifra irrisoria (da lui richiesta) proprio in virtù di una 'amicizia' e del fatto che stesse andando a lavorare con mio marito nello stesso ufficio. Trascorso un anno gli abbiamo chiesto una copia della relazione perchè non la trovavamo più tra i documenti e volevamo riconsegnarla allo stesso avvocato. Ha risposto che allora doveva farci la fattura, sparando una cifra inaspettata (10 volte tanto il vecchio compenso) e sopra le ns disponibilità in questo momento. Gli abbiamo risposto che facevamo a meno della copia e quindi poteva evitare di emettere la fattura. Dopo qualche giorno ci è stata recapitata la racc. a casa con la fattura in merito alla relazione redatta lo scorso anno e per di più a nome dello studio dove lavora con mio marito, non a nome del suo studio ne' con la cifra pattuita e pagata lo scorso anno (verbalmente ma con tanto di doc. scritto in cui afferma di aver percepito il compenso). Cosa fare?
Ivana, da Roma (RM)
Lo scorso anno un collega di mio marito si è offerto per la redazione di una relazione tecnica comprovante un lavoro fatto in casa nostra non a regola d'arte. La relazione doveva esser consegnata all'avvocato per la causa in corso con la ex ditta appaltatrice, per descrivere anche a chi non è del mestiere cosa fosse che non andava e descrivere il danno provocato. Il lavoro è stato affidato, con relativa lettera di incarico, al tecnico 'amico' (iscritto ad un albo) con studio presso la sua abitazione ed è stato saldato 'in amicizia', come da sua richiesta, con una cifra irrisoria (da lui richiesta) proprio in virtù di una 'amicizia' e del fatto che stesse andando a lavorare con mio marito nello stesso ufficio. Trascorso un anno gli abbiamo chiesto una copia della relazione perchè non la trovavamo più tra i documenti e volevamo riconsegnarla allo stesso avvocato. Ha risposto che allora doveva farci la fattura, sparando una cifra inaspettata (10 volte tanto il vecchio compenso) e sopra le ns disponibilità in questo momento. Gli abbiamo risposto che facevamo a meno della copia e quindi poteva evitare di emettere la fattura. Dopo qualche giorno ci è stata recapitata la racc. a casa con la fattura in merito alla relazione redatta lo scorso anno e per di più a nome dello studio dove lavora con mio marito, non a nome del suo studio ne' con la cifra pattuita e pagata lo scorso anno (verbalmente ma con tanto di doc. scritto in cui afferma di aver percepito il compenso). Cosa fare?
Ivana, da Roma (RM)
Risposta ADUC
si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di diffida:
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facendo valere il vecchio preventivo, se puo' dimostrarlo...
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