Cara ADUC
Come valutare l'incidenza dei costi sulla futura rendita pensionistica
Domanda
4 settembre 2006
Buongiorno, leggo in questo sito una avversione verso mediolanum "my pension", fondo che sto valutando tutt'ora. se non consideriamo il primo premio annuo (simile ad un costo per il riscatto), e' cosi' costosa? supponiamo di versare 2000 euro; /anno per 35anni (rif. Pag28) costi amministrativi: 2 euro; (indicizzati.). x 12 versamenti (numero consigliato dal promotore) =24 euro -> 1,2% del premio costi di sottoscrizione tabella2 (penso sia il calcolo sul primo versamento annuo) costi di sottoscrizione tabella3 9% x ogni anno (il 6% del "versato-24 euro; "?!) costi di switch se cambio profilo spese del fondo (inizialmente e' azionario) 2% Remunerazione della SGR (il capitale non e' investito tutto negli OICR quindi il max di 2.65% e' su una parte del capitae corretto?) Altri costi: non quantificati. Altra nota negativa i fondi sono investiti in fondi tassati 2 volte (come evidenziato in alcune lettere) questa e' l'analisi dei costi fatta da un "ateo" in materia cercando di capire il contratto nella versione benefit. Ho mal interpretato qualcosa? Sorvolando sui prospetti, tratti da riviste specialistiche, che ti danno in pasto i promotori questi fondi, nonostante i costi, rendono? I costi non potrebbero essere giustificati dalla "presenza" del consulente, sempre attivo e disponibile (almeno il mio)? La mia banca non mi ha mai proposto nulla se non su richiesta. Ringrazio per la risposta e per i dubbi sorti leggendo i vostri articoli, grazie.
Stefano, da Bassano del Grappa
Stefano, da Bassano del Grappa
Risposta ADUC
Prima di tutto: MyPension, come tutte le FIP, non e' un fondo pensione ma una polizza, piu' precisamente della tipologia unit-linked. Passiamo ai quesiti: invita a non considerare i caricamenti iniziali che mangiano quasi tutto il primo anno di versamenti. Ed invece bisogna considerarli, eccome. Togliere quella somma all'inizio e restituirla (ma solo in termini monetari) nel tempo porta ad una perdita finanziaria notevole: il capitale inizialmente investito, infatti, e' esiguo ed il rendimento si calcola sul capitale effettivamente investito e non su quello versato. E' la legge l'interesse composto. Le spese legate ai versamenti, poi, sono enormi in percentuale ed anche quelle si fanno sentire. Ancora, la natura di unit-linked (fondo interno che investe in altri fondi) moltiplica lo strato di costi a carico del sottoscrittore. Quelli che lei vede come costi piccoli, insomma, sono abnormi, e se ne puo' accorgere utilizzando il file excel allegato all'articolo sulla previdenza pubblicato alla pagina http://www.investire.aduc.it/php/mostra.php?id=141713
Provi a simulare quanto incide sulla futura pensione, a parita' delle altre condizioni, un punto percentuale in meno di rendimento (esempio: 5% contro 4%) e scoprira' il loro enorme impatto, una cosa che il pubblico non riesce a captare e che ovviamente i venditori tacciono perche' sono costretti a vendere polizze FIP e non fondi pensione, dove il loro guadagno e' minimo. Tenga conto che la stangata sul primo anno serve, oltre ad incastrare il cliente nel prodotto, a remunerare la rete di vendita. Ed ecco perche' i venditori di tutte le reti sono spinti a vendere polizze a chiunque. Se poi ritiene, dopo aver calcolato l'incidenza di tutti questi costi sulla futura rendita pensionistica, che la presenza del promotore giustifichi tutto cio', e' libero di sottoscrivere il prodotto che desidera. Secondo noi fa male a non rivolgersi a prodotti piu' validi (fondi pensione) su cui il promotore non guadagna niente ma di cio' sono responsabili le societa' e non vediamo come mai debba essere il cliente a farne le spese, ancora di piu' quando si parla della sua futura pensione.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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Provi a simulare quanto incide sulla futura pensione, a parita' delle altre condizioni, un punto percentuale in meno di rendimento (esempio: 5% contro 4%) e scoprira' il loro enorme impatto, una cosa che il pubblico non riesce a captare e che ovviamente i venditori tacciono perche' sono costretti a vendere polizze FIP e non fondi pensione, dove il loro guadagno e' minimo. Tenga conto che la stangata sul primo anno serve, oltre ad incastrare il cliente nel prodotto, a remunerare la rete di vendita. Ed ecco perche' i venditori di tutte le reti sono spinti a vendere polizze a chiunque. Se poi ritiene, dopo aver calcolato l'incidenza di tutti questi costi sulla futura rendita pensionistica, che la presenza del promotore giustifichi tutto cio', e' libero di sottoscrivere il prodotto che desidera. Secondo noi fa male a non rivolgersi a prodotti piu' validi (fondi pensione) su cui il promotore non guadagna niente ma di cio' sono responsabili le societa' e non vediamo come mai debba essere il cliente a farne le spese, ancora di piu' quando si parla della sua futura pensione.
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