Cara ADUC
Cellulare senza scontrino rifiutato da venditore e centro assistenza
Domanda
26 settembre 2008
Salve,
per l'ennesima volta ritengo di aver subito un torto da legittimo consumatore.
Ho acquistato il 06.10.2007 un cellulare Samsung presso Media World. Questo da qualche mese presenta un difetto, quindi vado alla ricerca dello scontrino per recarmi dal venditore e ricevere assistenza. Purtroppo l'ho smarrito, ma documentandomi sulle leggi relative alla garanzia legale, vengo a conoscenza del fatto che anche lo scatolo comprova l'acquisto del suddetto per rivalermi al venditore. Quindi qualche giorno fa, mi reco con pacco in mano e cellulare a seguito presso il negozio Media World. Questi mi rispondono che non possono darmi copia dello scontrino ma possono (risalendo alla data di acquisto tramite una loro CARD per raccogliere dei punti) rilasciarmi una dichiarazione di vendita. Ciò è stato fatto, con data 17.09.2008, testualmente dice:
"Si attesta che la sig.........in data 06.10.2007 ha acquistato c/o il nostro punto vendita il seguente prodotto - cod. art. xxxxxx prezzo euro xxxxx descrizione samsung mod. xxxxxx - Ringraziandola per averci scelto e sperando di riaverla come nostro cliente porgiamo distinti saluti. La presente dichiarazione non è valida ai fini del cambio del prodotto in punto vendita".
E chi vuole cambiarlo? Io voglio semplicemente avere assistenza su un prodotto che non funziona.....!
Inoltre con questa dichiarazione mi dicono che debbo presentarmi io personalmente presso il centro assistenza da loro indicato. Vecchia storia.... il venditore se n'è lavato le mani. Ma non è lui che dovrebbe per legge occuparsene? Il codice del consumo (d.lgs. 206/05) agli articoli dal 128 al 135 regola la garanzia legale sui beni di consumo venduti ai consumatori. Questa dice che in caso di rottura, malfunzionamento, difetti di conformità, debba rivalermi presso il venditore. Morale della favola, ci casco. Quindi giorno 23.09.2008 con il mio telefonino, e l'attestato di vendita stipulato da Media World, mi reco presso il centro assistenza. L'impiegato non mi fa aprire nemmeno bocca appena vede quel documento: mi dice che non è un scontrino fiscale e mi ribadisce il fatto che ai termini di legge se ho un problema devo rivolgermi al venditore: non ha tutti i torti. Ho solo un dubbio. La legge mi dice di rivolgermi al venditore ma non vorrei avere un'errata interpretazione della stessa. Per venditore s'intende il punto vendita dove il prodotto è stato acquistato e non in pratica la Casa Samsung! Penso che mi sia data già da sola la risposta, ma non vorrei essere contraddittoria. Comunque lo stesso giorno mi reco al punto vendita e raccontando l'accaduto avuto col centro assistenza mi rispondono così: loro non sono responsabili di accettare il bene difettoso, e sono sempre io che devo recarmi all'assistenza; che il bene difettoso lo devo presentare a loro entro una settimana, poi mi dicono entro un anno, ma con lo scontrino fiscale (e l'atto di vendita che loro stessi mi hanno rilasciato cosa comprova?), inoltre quest'ultima legge da dove se la sono uscita....? Gli ho detto che stavano dicendo delle grandi stupidaggini e che il codice al consumo non dice così (purtroppo avevo dimenticato di stampare la legge, altrimenti gliela buttavo sotto il naso), ribadivo il fatto che devo rivalermi a loro e posso contestare il difetto entro 26 mesi. Loro attestavano di essere sicuri di ciò che dicevano, ma ero sicura anche io. Ho detto che mi sono documentata grazie ai consigli di vari servizi consumatori e che se non avessero operato a mio favore avrei prontamente posto il caso presso di Voi. Dopo tutto ciò, cosa devo fare? Come posso agire contro di loro? Inoltre tra colleghi farfugliavano (visto la mia insistenza e le pretese di consumatore) che in futuro non avrebbero più rilasciato quel documento comprovante la vendita perchè, a detta loro (poverini!), ciò gli procura problemi. Ormai è troppo tardi! Io ho la prova in mano di acquisto e VOGLIO i miei diritti. Attendo con ansia Vs risposta, e porgo cordiali saluti.
Daniela, da Misterbianco (CT)
per l'ennesima volta ritengo di aver subito un torto da legittimo consumatore.
Ho acquistato il 06.10.2007 un cellulare Samsung presso Media World. Questo da qualche mese presenta un difetto, quindi vado alla ricerca dello scontrino per recarmi dal venditore e ricevere assistenza. Purtroppo l'ho smarrito, ma documentandomi sulle leggi relative alla garanzia legale, vengo a conoscenza del fatto che anche lo scatolo comprova l'acquisto del suddetto per rivalermi al venditore. Quindi qualche giorno fa, mi reco con pacco in mano e cellulare a seguito presso il negozio Media World. Questi mi rispondono che non possono darmi copia dello scontrino ma possono (risalendo alla data di acquisto tramite una loro CARD per raccogliere dei punti) rilasciarmi una dichiarazione di vendita. Ciò è stato fatto, con data 17.09.2008, testualmente dice:
"Si attesta che la sig.........in data 06.10.2007 ha acquistato c/o il nostro punto vendita il seguente prodotto - cod. art. xxxxxx prezzo euro xxxxx descrizione samsung mod. xxxxxx - Ringraziandola per averci scelto e sperando di riaverla come nostro cliente porgiamo distinti saluti. La presente dichiarazione non è valida ai fini del cambio del prodotto in punto vendita".
E chi vuole cambiarlo? Io voglio semplicemente avere assistenza su un prodotto che non funziona.....!
Inoltre con questa dichiarazione mi dicono che debbo presentarmi io personalmente presso il centro assistenza da loro indicato. Vecchia storia.... il venditore se n'è lavato le mani. Ma non è lui che dovrebbe per legge occuparsene? Il codice del consumo (d.lgs. 206/05) agli articoli dal 128 al 135 regola la garanzia legale sui beni di consumo venduti ai consumatori. Questa dice che in caso di rottura, malfunzionamento, difetti di conformità, debba rivalermi presso il venditore. Morale della favola, ci casco. Quindi giorno 23.09.2008 con il mio telefonino, e l'attestato di vendita stipulato da Media World, mi reco presso il centro assistenza. L'impiegato non mi fa aprire nemmeno bocca appena vede quel documento: mi dice che non è un scontrino fiscale e mi ribadisce il fatto che ai termini di legge se ho un problema devo rivolgermi al venditore: non ha tutti i torti. Ho solo un dubbio. La legge mi dice di rivolgermi al venditore ma non vorrei avere un'errata interpretazione della stessa. Per venditore s'intende il punto vendita dove il prodotto è stato acquistato e non in pratica la Casa Samsung! Penso che mi sia data già da sola la risposta, ma non vorrei essere contraddittoria. Comunque lo stesso giorno mi reco al punto vendita e raccontando l'accaduto avuto col centro assistenza mi rispondono così: loro non sono responsabili di accettare il bene difettoso, e sono sempre io che devo recarmi all'assistenza; che il bene difettoso lo devo presentare a loro entro una settimana, poi mi dicono entro un anno, ma con lo scontrino fiscale (e l'atto di vendita che loro stessi mi hanno rilasciato cosa comprova?), inoltre quest'ultima legge da dove se la sono uscita....? Gli ho detto che stavano dicendo delle grandi stupidaggini e che il codice al consumo non dice così (purtroppo avevo dimenticato di stampare la legge, altrimenti gliela buttavo sotto il naso), ribadivo il fatto che devo rivalermi a loro e posso contestare il difetto entro 26 mesi. Loro attestavano di essere sicuri di ciò che dicevano, ma ero sicura anche io. Ho detto che mi sono documentata grazie ai consigli di vari servizi consumatori e che se non avessero operato a mio favore avrei prontamente posto il caso presso di Voi. Dopo tutto ciò, cosa devo fare? Come posso agire contro di loro? Inoltre tra colleghi farfugliavano (visto la mia insistenza e le pretese di consumatore) che in futuro non avrebbero più rilasciato quel documento comprovante la vendita perchè, a detta loro (poverini!), ciò gli procura problemi. Ormai è troppo tardi! Io ho la prova in mano di acquisto e VOGLIO i miei diritti. Attendo con ansia Vs risposta, e porgo cordiali saluti.
Daniela, da Misterbianco (CT)
Risposta ADUC
il codice del consumo non prevede necessariamente l'esibizione dello scontrino per attivare la garanzia a carico del venditore e' sufficiente qualsiasi prova volta a dimostrare che l'acquisto e' stato effettuato presso un determinato punto vendita (per il produttore invece valgono le regole da questo predisposte nelle condizioni di garanzia). Riteniamo quindi che il comportamento posto in essere dal negozio integri gli estremi della pratica commerciale scorretta (art. 21 lettera G del codice del consumo). Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora:
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