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Cara ADUC

Cauzione trattenuta per motivi non chiari

2 marzo 2009
Domanda 2 marzo 2009
Buongiorno, vi scrivo dopo che, per la terza volta, l'amministratore condominiale mi ha chiuso il telefono in faccia, non rispondendo alle mie domande. Ho abbandonato l'appartamento il 1 dicembre 2008 dopo i regolari sei mesi di preavviso. Ho regolarmente pagato tutti i canoni mensili, che ogni mese variavano dalle 970 euro ai 110 euro; questa differenza dipendeva dal conguaglio, come disse la segretaria della società, che veniva dilazionato nei trimestri per evitare che si accumulasse in un'unica rata a gennaio. Quando entrai nel settembre 2006, notai che i muri erano da stuccare, in cucina era stato sradicato il lavandino di ceramica dal muro, nel pavimento c'erano buchi, da uno dei quali uscivano fili elettrici, l'impianto elettrico tutto era malfunzionante: frutti staccati, fili vaganti, mascherine rotte; il vetro soprastante la porta del bagno era rotto. L'amministratore si scusò per la condizione dell'appartamento,che però ci affittò, per via dei problemi che presentava, a buon prezzo. Nei giorni e nelle settimane seguenti al trasloco, chiamammo la società più volte: - il vetro del bagno era davvero pericoloso: venne mandato un operaio a toglierlo e a prendere le misure per sostituirlo. Non ci venne mai recapitato il vetro nuovo, nonostante i solleciti. -un'inquilina nel cambiare una lampadina, rimase attaccata alla corrente senza che scattasse il salvavita; non fu un'esperienza piacevole. Chiamammo l'amministratore che ci mandò l'elettricista. In mezza giornata di lavoro, l'operaio ebbe il tempo di concentrarsi solo su di una scatoletta elettica posta a terra, estemamente pericolosa, a suo dire. Sottolineò che le condizioni dell'impianto erano pessime. -la stessa inquilina rimase chiusa nella camera da letto per sette ore, con conseguente crisi di panico, perchè la serratura della porta, vecchia e difettosa, si era incastrata (non era chiusa a chiave!). Un'amica,con una gran spallata, riuscì ad aprire, ovviamente rovinando la maniglia e la serratura. Chiamammo l'amministratore per avvisarlo del problema che venne sminuito. Lasciammo l'appartamento e chiedemmo indietro la caparra di euro 1600. L'amministratore si rifiuta di restituirla dicendo che l'appartamento è in pessime condizioni. Mandò una raccomandata all'indirizzo dell'appartamento ormai vuoto, dove rimase per due mesi senza che noi ne sapessimo nulla. Ci avvisò poi lo stesso amministratore. Sulla lettera: "...Sono stati rilevati diversi danneggiamenti: n.3 maniglie rotte, n.2 interruttori sradicati dalla parete, n.1 vetro rotto della finestra del bagno". Disse poi a mio padre che l'appartamento era un gran via-vai di uomini. Dopo lunghe telefonate ci accordammo perchè ci venisse restituita metà caparra. Oggi l'amministratore mi avvisa del conguaglio relativo all'anno 2007-2008 che ammonta a euro 750 circa (non ricordava con precisione). Ma non era stato dilazionato nei trimestri? Mi verranno restituiti 50 euro su 1600. Ho le mani legate, non potendo dimostrare i fatti accaduti?
Valeria, da Travedona Monate (VA)

Risposta ADUC
se non puo' dimostrare in alcun modo quello che ci dice, non le conviene intentare azioni con il rischio che le si ritorcano contro. Se invece puo' farlo potrebbe chiedere la restituzione del giusto dovuto e l'eventuale risarcimento del danno subito.
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Ha risposto Alessandro Gallucci: clicca qui
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