Cara ADUC
Capo rovinato dalla lavanderia
Domanda
27 maggio 2009
Di seguito (tra virgolette) la lettera che ho scritto alla lavanderia dopo essermi recata presso la stessa e aver constatato che il capo risultava rovinato (sottolineo che tale lettera è stata firmata per accettazione dalla lavanderia).
"La presente costituisce la messa per iscritto dell'accordo verbale stipulato in relazione al capo Peuterey consegnato presso la Vostra lavanderia per il lavaggio.
In data 10 aprile 2009, Vi ho consegnato il mio giubbotto Peuterey. Al momento della consegna, ho sottolineato che tale capo era un capo di qualità, nuovo ed estremamente costoso ed ho espressamente chiesto se foste in grado di provvedere al Suo lavaggio. Avete affermato di non preoccuparmi, e mi avete rassicurato dicendomi che il capo sarebbe stato consegnato ad altra lavanderia specializzata nel lavaggio di capi di tale valore.
Pagato il costo del lavaggio, mi avete riferito che lo stesso non sarebbe stato disponibile prima di 15 giorni.
In data 29 aprile 2009, al momento del ritiro, ho avuto la sgradita "sorpresa" di ricevere un capo rotto (in parte scucito, in parte strappato) su di un lato.
Avendo consegnato per il lavaggio un giubbotto nuovo (tengo a sottolineare che tale giubbotto mi è stato regalato lo scorso natale) mi aspettavo che mi venisse restituito senza danni. La possibilità di ricucitura da Voi suggerita e in fase di lavorazione, forse può risolvere il problema della scucitura non però quello dello strappo che presuppone un restringimento del capo.
Se a seguito dell'intervento di ricucitura non dovessi essere soddisfatta e il capo non dovesse essere in perfetto stato o dovesse risultarmi stretto, chiedo che il giubbotto mi venga rimborsato per il suo intero valore pari a 520 Euro"
In data 22 maggio, non appena ricevuta comunicazione dell'avvenuta "riparazione" del capo danneggiato, mi sono recata presso il negozio al fine di verificare le conseguenze derivanti dai rammendi apportati al giaccone. A prima vista, la ricucitura mi è parsa fatta in modo accurato e non visibile ad un osservatore non preventivamente informato, tuttavia, indossando il capo constato che lo stesso risulta sensibilmente più stretto (non so quanto possa tenere la cucitura o se al minimo brusco movimento possa lasciarsi andare)
Inoltre noto sulla parte anteriore del capo la presenza di un'abrasione di colore bianco; tale ulteriore danno NON era presente ne' al momento della consegna per il lavaggio ne' prima delle operazioni di ricucitura. Su questo argomento la lavanderia dice che era già presente in origine (cosa assolutamente non vera!!).
Ora la lavanderia non vuole pagare l'intero valore del capo. Dice che si informerà con l'avvocato e con l'assicurazione e che alla meglio mi pagherà la metà del suo valore.
Volevo sapere se ho diritto all'intero valore del capo tenendo presente che lo stesso era in perfetto stato e sottolineando il fatto che la lavanderia ha firmato il documento sopra riportato tra virgolette.
Grazie anticipatamente.
Cordiali saluti
Deborah, da Rescaldina (MI)
"La presente costituisce la messa per iscritto dell'accordo verbale stipulato in relazione al capo Peuterey consegnato presso la Vostra lavanderia per il lavaggio.
In data 10 aprile 2009, Vi ho consegnato il mio giubbotto Peuterey. Al momento della consegna, ho sottolineato che tale capo era un capo di qualità, nuovo ed estremamente costoso ed ho espressamente chiesto se foste in grado di provvedere al Suo lavaggio. Avete affermato di non preoccuparmi, e mi avete rassicurato dicendomi che il capo sarebbe stato consegnato ad altra lavanderia specializzata nel lavaggio di capi di tale valore.
Pagato il costo del lavaggio, mi avete riferito che lo stesso non sarebbe stato disponibile prima di 15 giorni.
In data 29 aprile 2009, al momento del ritiro, ho avuto la sgradita "sorpresa" di ricevere un capo rotto (in parte scucito, in parte strappato) su di un lato.
Avendo consegnato per il lavaggio un giubbotto nuovo (tengo a sottolineare che tale giubbotto mi è stato regalato lo scorso natale) mi aspettavo che mi venisse restituito senza danni. La possibilità di ricucitura da Voi suggerita e in fase di lavorazione, forse può risolvere il problema della scucitura non però quello dello strappo che presuppone un restringimento del capo.
Se a seguito dell'intervento di ricucitura non dovessi essere soddisfatta e il capo non dovesse essere in perfetto stato o dovesse risultarmi stretto, chiedo che il giubbotto mi venga rimborsato per il suo intero valore pari a 520 Euro"
In data 22 maggio, non appena ricevuta comunicazione dell'avvenuta "riparazione" del capo danneggiato, mi sono recata presso il negozio al fine di verificare le conseguenze derivanti dai rammendi apportati al giaccone. A prima vista, la ricucitura mi è parsa fatta in modo accurato e non visibile ad un osservatore non preventivamente informato, tuttavia, indossando il capo constato che lo stesso risulta sensibilmente più stretto (non so quanto possa tenere la cucitura o se al minimo brusco movimento possa lasciarsi andare)
Inoltre noto sulla parte anteriore del capo la presenza di un'abrasione di colore bianco; tale ulteriore danno NON era presente ne' al momento della consegna per il lavaggio ne' prima delle operazioni di ricucitura. Su questo argomento la lavanderia dice che era già presente in origine (cosa assolutamente non vera!!).
Ora la lavanderia non vuole pagare l'intero valore del capo. Dice che si informerà con l'avvocato e con l'assicurazione e che alla meglio mi pagherà la metà del suo valore.
Volevo sapere se ho diritto all'intero valore del capo tenendo presente che lo stesso era in perfetto stato e sottolineando il fatto che la lavanderia ha firmato il documento sopra riportato tra virgolette.
Grazie anticipatamente.
Cordiali saluti
Deborah, da Rescaldina (MI)
Risposta ADUC
forse l'intero valore no. Da quanto ci dice il capo era in ottimo stato, ma era comunque un abito usato. Ad ogni modo, non escludiamo che un giudice, in una eventuale causa, possa darle ragione (vista anche la valutazione oggettiva firmata dalla lavanderia).
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