Cara ADUC
Canone TV, residenza, stato di famiglia e doppio canone.
Domanda
18 novembre 2010
In più occasioni, rispetto al problema sollevato da vari utenti ADUC circa il Canone TV, residenza e stato di famiglia, appare che il pagamento del canone per l'abbonamento alla televisione sia legato ai conviventi presenti nello stato di famiglia e non ai titolari/detentori/possessori a qualunque titolo di apparecchi televisivi.
Mi permetto di far notare che questo aspetto è evidenziato solo dalla RAI in quanto, ovviamente, interessata a riscuotere il numero maggiore di canoni.
Tuttavia, dalla disamina delle norme che regolano il pagamento dell'abbonamento RAI tale aspetto non emerge. Infatti, l’art 27, comma 2°, del 06/08/1990, n. 223, prevede che “il pagamento del canone di abbonamento alla televisione consente la detenzione di uno o più apparecchi televisivi ad uso privato da parte dello stesso soggetto nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora”. Per cui, appare evidente che se un soggetto ha la residenza presso X ma dimora abitualmente in C e convive con altri colà residenti, ha facoltà di detenere “uno o più apparecchi televisivi ad uso privato nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora”, ovvero in C, a prescindere dall'appartenenza al medesimo nucleo familiare.
É evidente che una richiesta da parte della RAI rivolta ad uno dei residenti in C di contrarre un nuovo abbonamento alla televisione, ovvero il secondo nella medesima dimora, non ha pregio né fondamento giuridico in quanto l’obbligo è già assolto da altro convivente ancorché residente presso X e non risultante dallo stato di famiglia. A mio parere, non credo sia corretto affermare che si debbano corrispondere due canoni di abbonamento.
In ogni caso, sarebbe gradito conoscere quale sia il fondamento giuridico, ovvero l’articolo di legge specifico che impone ai dimoranti abituali e conviventi non risultanti nello stato di famiglia di corrispondere ognuno di essi un canone di abbonamento televisivo.
Distinti saluti e grazie
Roberto, da Guidonia Montecelio (RM)
Mi permetto di far notare che questo aspetto è evidenziato solo dalla RAI in quanto, ovviamente, interessata a riscuotere il numero maggiore di canoni.
Tuttavia, dalla disamina delle norme che regolano il pagamento dell'abbonamento RAI tale aspetto non emerge. Infatti, l’art 27, comma 2°, del 06/08/1990, n. 223, prevede che “il pagamento del canone di abbonamento alla televisione consente la detenzione di uno o più apparecchi televisivi ad uso privato da parte dello stesso soggetto nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora”. Per cui, appare evidente che se un soggetto ha la residenza presso X ma dimora abitualmente in C e convive con altri colà residenti, ha facoltà di detenere “uno o più apparecchi televisivi ad uso privato nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora”, ovvero in C, a prescindere dall'appartenenza al medesimo nucleo familiare.
É evidente che una richiesta da parte della RAI rivolta ad uno dei residenti in C di contrarre un nuovo abbonamento alla televisione, ovvero il secondo nella medesima dimora, non ha pregio né fondamento giuridico in quanto l’obbligo è già assolto da altro convivente ancorché residente presso X e non risultante dallo stato di famiglia. A mio parere, non credo sia corretto affermare che si debbano corrispondere due canoni di abbonamento.
In ogni caso, sarebbe gradito conoscere quale sia il fondamento giuridico, ovvero l’articolo di legge specifico che impone ai dimoranti abituali e conviventi non risultanti nello stato di famiglia di corrispondere ognuno di essi un canone di abbonamento televisivo.
Distinti saluti e grazie
Roberto, da Guidonia Montecelio (RM)
Risposta ADUC
non se la prenda con noi... ma, nella logica delle cose, il suo ragionamento tornerebbe nel caso in cui il dimorante pagasse una propria imposta/canone li' dove ha la propria residenza. Se cio' non avviene, il fatto di non essere residente li' dove co-possiede comunque un apparecchio tv e' ininfluente, perche' si paga per il possesso nella propria residenza o in qualunque altra dimora (mancando il pagamento nel primo caso, lo si pretende nel secondo).
Le norme sono quelle che trova sul sito ad hoc della Rai, approvate anche dalla Corte Costituzionale.
E' una schifezza, ce ne rendiamo conto, ma solo una modifica legislativa puo' modificare la situazione.
Qui il settore specifico sul canone Rai: http://tlc.aduc.it/rai/
Le norme sono quelle che trova sul sito ad hoc della Rai, approvate anche dalla Corte Costituzionale.
E' una schifezza, ce ne rendiamo conto, ma solo una modifica legislativa puo' modificare la situazione.
Qui il settore specifico sul canone Rai: http://tlc.aduc.it/rai/
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