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Cara ADUC

Canone Rai: richiesta di accesso nella mia abitazione a seguito di disdetta

24 febbraio 2009
Domanda 24 febbraio 2009
Gentile ADUC,
ho seguito le procedure da voi indicate per la "disdetta" del canone rai; ciononostante nei giorni scorsi mi è pervenuta a mezzo posta prioritaria una missiva dell'Agenzia delle entrate -Sportello abbonamenti alla televione- che mi ha lasciato molto perplesso.
Innanzitutto vi è una sorta di specchietto riepilogativo con delle sigle che non ho compreso e che vi riproduco fedelmente al fine di avere delle delucidazioni:
NUMERO ABBONAMENTO: xxxxxxxxx
EV. EG: 704;
DATA TIMBRO POSTALE:19/12/2008 (effettivamente ho inviato in tale data la richiesta di disdetta)
DATA EG.: 08/01/2009;
SCAD. PAG: 12/2008
SALDO: 54,86
Poi mi si comunica che "per rendere efficace la denuncia di cessazione e consentire alle Autorità competenti di effettuare il suggellamento dell'apparecchio in suo possesso, dovrà restituire a questo ufficio, entro 15 giorni dal ricevimento, l'unita dichiarazione debitamente compilata e sottoscritta, indicando inoltre un recapito telefonico per concordare le operazioni tecniche"; dovrei,inoltre, inviare una fotocopia del documento di identità ed indicare, sotto la mia personale responsabilità (ai sensi dell'art. 76 D.P.R. 445/2000) le residenze e le dimore di tutti i componenti del mio nucleo familiare, altrimenti non si potrà procedere alla chiusura dell'abbonamento.
La dichiarazione prestampata che mi si chiede di compilare e firmare, in particolare, contiene la seguente dicitura. " il sottoscritto (...) CHIEDE che la Guardia di Finanza e gli altri organi competenti ACCEDANO NELLE RESIDENZE E DIMORE SOTTOINDICATE per procedere alle operazioni di controllo e suggellamento di n... apparecchi televisivi ivi detenuti..."
Non conosco i passi successivi all'invio della richiesta di suggellamento ma la missiva pervenutami sembra costituire un subdolo tentativo di ottenere il consenso ad entrare nella mia abitazione (evitando una denuncia per violazione di domicilio) per verificare l'esistenza di apparecchi radiotelevisivi, aggirando la necessità di ottenere un mandato dall'Autorità Giudiziaria, dal momento che il suggellamento del televisore può anche essere effettuato al di fuori della privata dimora (ad es. sul pianerottolo, in cortile, ecc.).
Vi chiedo, pertanto, se tale comportamento della RAI sia censurabile e se, in ogni caso, devo rispondere alla missiva o ignorarla completamente dal momento che non vi è nessuna prova che mi sia pervenuta (si trattava di posta prioritaria e non di raccomandata con avviso di ricevimento).
Vi chiedo, infine, delucidazioni su quella somma di 54,86 euro indicata nello specchietto a titolo di "saldo", visto che non capisco se la debbo pagare o mi deve essere restituita, anche perchè in caso di necessità di pagamento non vorrei questo fosse artatamente considerato come sottoscrizione di un nuovo abbonamento vanificando la disdetta inviata precedentemente.
Spero di essere stato chiaro e spero di ottenere presto suggerimenti.
Ringraziandovi anticipatamente porgo Cordiali Saluti.
Raffaele, da Bacoli (NA)

Risposta ADUC
Prima di tutto, per la legge non e' necessaria alcuna dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta'. Basta la lettera raccomandata di disdetta. Quello della Rai e' solo un tentativo di sfiancare il cittadino e spingerlo per stanchezza a pagare ulteriori canoni (inclusa la minaccia di avere migliaia di finanzieri sguinzagliati per le case degli italiani a caccia di televisori).
Per quieto vivere, si potra' semplicemente compilare la dichiarazione e rispedirla per raccomandata a/r. Includere nella busta anche una lettera in cui si spiega: a. che la disdetta fatta era del tutto regolare; b. la compilazione del modulo viene fatta solo per quieto vivere; c. si diffida da chiedere canoni successivi all'invio della disdetta originale.
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