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BTPi indicizzati alla inflazione europea e BTPi alla inflazione italiana
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Lettera 
12 giugno 2019 0:00
 
Buongiorno. vi scrivo questa richiesta specifica perchè a una mia recente di consigli sulla composizione della quota di protezione del portafoglio avete eccepito che la richiesta era troppo generica.
Vorrei chiedere se a vostro parere è ancora attuale (come consigliavate anni fa) la validità e l'opportunità di investire in BTPi indicizzati all'inflazione europea e BTPi all'inflazione italiana, una quota del proprio portafoglio di "protezione" del capitale (obiettivo: capitale garantito a scadenza e recupero dell'inflazione; lungo termine, per cui in caso di eccessivo ribasso del prezzo potrei attendere la scadenza del titolo).
In caso di vostro parere favorevole, è preferibile uno dei due (Europa o Italia) o suddividere la quota investita in parti uguali?
Per entrambi mi lascia perplesso la variabile prezzo di acquisto e il fatto che - se ho compreso bene - il valore percentuale di rivalutazione annuale attribuito in aggiunta al corrispettivo dell'inflazione (del capitale nel caso del BTPi europa e della cedola nel caso del BTPi italia) sia costante e predefinito alla emissione; per cui, se titoli di nuova nuova emissione hanno un valore di tale "bonus extra inflazione" superiore al titolo da me acquistato, il prezzo del mio titolo scende. Tuttavia, come anzidetto, potrei in tal caso mantenere il titolo a scadenza.
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Grazie.
Sergio, dalla provincia di BA

Risposta:
la sua domanda è molto complessa e richiederebbe un articolo intero, forse più di uno per essere sviscerata come meriterebbe.
Dal punto di vista strettamente tecnico, non c'è strumento migliore per soddisfare l'esigenza di garantire la copertura dal rischio inflazione dei titoli governativi legati all'inflazione.
Le questioni che si pongono sono: 1) quanto sia percepito o meno il "rischio italia" e 2) se l'inflazione nei prossimi anni sarà effettivamente un rischio importante da coprire.
Sono due questioni non tecniche, ma di valutazione discrezionale nelle quali non possiamo entrare in questa sede (e comunque il nostro parare sarebbe solo uno dei tanti pareri e non crediamo che abbia particolare valore rispetto a quello di molti altri). Certamente il problema attuale e dei prossimi anni non sembra certo l'inflazione, ma semmai il suo opposto. Questo per problemi legati alla tecnologia che strutturalmente abbassa i costi di produzione nonché la demografia nella zona euro che tende ad un continuo allungamento dell'età media della popolazione.
Tecnicamente, se l'obbiettivo è proteggersi dall'inflazione nel lungo/lunghissimo periodo non sarebbe necessario utilizzare per forza titoli di stato italiani. Titoli legati all'inflazione li emettono anche altri stati nell'area euro come la Francia con gli OAT. Ovviamente rendono molto, molto meno.
Comprendiamo bene che lei vorrebbe una risposta molto più assertiva, ma purtroppo non è affatto facile poterle dire ciò che lei si aspetterebbe da noi, ancora meno in questa sede.
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Ha risposto Alessandro Pedone: https://investire.aduc.it/info/pedone.php
 
 
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