Cara ADUC
Blocco stampante inkjet Epson stylus color c66
Domanda
31 maggio 2008
Chiedo a codesta associazione se si ravvisano comportamenti di commercio sleale o fraudolento in quanto accadutomi.
Nel 2005 ho comprato una stampante Epson Stylus color C66, che ho utilizzato in modo egregio anche se con alti costi delle cartucce, e da alcuni giorni, in fase di avvio stampa, è iniziato ad apparire un errore 'parti all'interno della stampante sono al termine della durata utile'. E si indicava di rivolgersi ad un loro centro assistenza e da ieri la stampante ha smesso di funzionare malgrado fino a qualche ora prima stampava in modo egregio.
Dal Sito della Epson (esupport.epson-europe.com) si indica che "Il messaggio fa riferimento ai tamponi di inchiostro, ossia tamponi porosi posti all'interno della stampante che raccolgono, distribuiscono e contengono l'inchiostro che non viene utilizzato sulla pagina stampata. L'inchiostro viene raccolto da tali tamponi durante l'installazione iniziale del prodotto, durante i cicli di pulizia e nella stampa di foto senza margini." E la stampante smette di funzionare dopo che il messaggio viene visualizzato perché "La stampante è progettata per interrompere il funzionamento quando un ulteriore uso comporterebbe rischi di potenziali danni alla proprietà causati da fuoriuscite di inchiostro o problemi di sicurezza legati all'eccesso di inchiostro a contatto con i componenti elettrici. Epson si impegna ad assicurare il funzionamento corretto di tutti i dispositivi prodotti al fine di ridurre al minimo i rischi di danni alla proprietà o di lesioni personali durante la durata utile del prodotto".
Tale prospettiva non mi è mai stata prospettata in fase di acquisto. Dai forum frequentati per capire il fenomeno, che molto ampio, si evince che nelle stampanti esiste una vaschetta con spugnetta per la raccolta dell'inchiostro nella fase di pulizia delle testine e che un programma software calcola un eventuale potenziale riempimento della vaschetta. Per eliminare il problema non basta pulire la spugnetta ma occorre resettare il software della stampante presso un centro assistenza Epson che mi ha chiesto la modica somma di ¤45+iva per la sostituzione della spugnetta, reset e sostituzione cartucce o in alternativa ¤ 36+iva senza sostituzione di cartucce originali. Ho scelto la seconda soluzione perché le cartucce montate erano nuove, anche se non Epson, e perché ritengo illegittimo imporre il blocco programmato di un attrezzatura efficiente, senza avvisi in fase di acquisto, e perché si impone forzosamente un costo, quasi quanto all'acquisto di una nuova stampante.
Chiedo se esistono gli estremi per una citazione in giudizio che ponga fine a quella che ritengo una pratica scorretta.
Saluti
Mario, da Catania (CT)
Nel 2005 ho comprato una stampante Epson Stylus color C66, che ho utilizzato in modo egregio anche se con alti costi delle cartucce, e da alcuni giorni, in fase di avvio stampa, è iniziato ad apparire un errore 'parti all'interno della stampante sono al termine della durata utile'. E si indicava di rivolgersi ad un loro centro assistenza e da ieri la stampante ha smesso di funzionare malgrado fino a qualche ora prima stampava in modo egregio.
Dal Sito della Epson (esupport.epson-europe.com) si indica che "Il messaggio fa riferimento ai tamponi di inchiostro, ossia tamponi porosi posti all'interno della stampante che raccolgono, distribuiscono e contengono l'inchiostro che non viene utilizzato sulla pagina stampata. L'inchiostro viene raccolto da tali tamponi durante l'installazione iniziale del prodotto, durante i cicli di pulizia e nella stampa di foto senza margini." E la stampante smette di funzionare dopo che il messaggio viene visualizzato perché "La stampante è progettata per interrompere il funzionamento quando un ulteriore uso comporterebbe rischi di potenziali danni alla proprietà causati da fuoriuscite di inchiostro o problemi di sicurezza legati all'eccesso di inchiostro a contatto con i componenti elettrici. Epson si impegna ad assicurare il funzionamento corretto di tutti i dispositivi prodotti al fine di ridurre al minimo i rischi di danni alla proprietà o di lesioni personali durante la durata utile del prodotto".
Tale prospettiva non mi è mai stata prospettata in fase di acquisto. Dai forum frequentati per capire il fenomeno, che molto ampio, si evince che nelle stampanti esiste una vaschetta con spugnetta per la raccolta dell'inchiostro nella fase di pulizia delle testine e che un programma software calcola un eventuale potenziale riempimento della vaschetta. Per eliminare il problema non basta pulire la spugnetta ma occorre resettare il software della stampante presso un centro assistenza Epson che mi ha chiesto la modica somma di ¤45+iva per la sostituzione della spugnetta, reset e sostituzione cartucce o in alternativa ¤ 36+iva senza sostituzione di cartucce originali. Ho scelto la seconda soluzione perché le cartucce montate erano nuove, anche se non Epson, e perché ritengo illegittimo imporre il blocco programmato di un attrezzatura efficiente, senza avvisi in fase di acquisto, e perché si impone forzosamente un costo, quasi quanto all'acquisto di una nuova stampante.
Chiedo se esistono gli estremi per una citazione in giudizio che ponga fine a quella che ritengo una pratica scorretta.
Saluti
Mario, da Catania (CT)
Risposta ADUC
si', in mancanza di alcuna indicazione sul materiale informativo, ci sarebbero gli estremi per rivalersi. Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora: clicca qui
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