Cara ADUC
Banca Intesa e accordo con alcune associazioni di consumatori per il caso Cirio, Parmalat e Giacomelli
Domanda
17 febbraio 2004
Alla cortese attenzione del Dr. Pedone.
Salve Signori.
Tra ieri sera e stamattina i mezzi di comunicazione e la stampa hanno informato che anche Banca Intesa - d'accordo con le varie associazioni di consumatori - ha deciso di procedere al rimborso delle obbligazioni Cirio, Parmalat e Giacomelli in percentuali differenziate a seconda dei casi e in base a modalita' e criteri che non sono ancora del tutto chiari, comunque subordinati alla tipologia dell'investitore/cliente, nonche' alla sua propensione al rischio desunta da precedenti investimenti e movimenti sul deposito titoli.
La prima domanda che desidero porre e' se anche l'Aduc rientra fra le associazioni che hanno concordato in tal senso con l'apposito servizio "relazioni con le associazioni di consumatori" di cui e' responsabile, in Banca Intesa, il Dr. Ugolini.
La seconda domanda e' se almeno per quanto riguarda i titoli Cirio - che comunque non avrebbero dovuto essere venduti/scaricati sulla clientela con varia propensione al rischio in quanto essendo senza rating e percio' destinati esclusivamente ad investitori istituzionali - le associazioni (e percio' anche l'Aduc) faranno le dovute "pressioni" per far si' che il rimborso avvenga, per la piu' larga parte di investitori possibile, con la piu' elevata percentuale possibile.
Fra l'altro la banca in questione mi aveva inviato, lo scorso 31 ottobre 2003, una lettera con la quale mi informava - in qualita' di acquirente/possessore di bond Cirio (3.000 Cirio Holding 6, 25% 2004 e 3.000 Cirio 7, 75% 02/05) - che il Trustee Law Debenture Trust Co di Londra (organo rappresentativo degli interessi degli obbligazionisti) poteva agire per la tutela degli interessi de creditori.
Pertanto che lo stesso organismo era implicitamente autorizzato (dal giudice delegato e dai commissari giudiziali) a presentare direttamente la domanda di ammissione al passivo per ciascuna serie di obbligazioni emesse, evitando cosi' ai diretti interessati (gli obbligazionisti) l'incombenza di espletare adempimenti di sorta in tal senso.
La terza domanda e' quindi la seguente: l'annunciata transazione fra associazioni di consumatori e Banca Intesa per la negoziare i rimborsi (seppure con varie modalita' e criteri) esula o meno dalla suddetta azione di insinuazione al passivo?
Piu' problematica potrebbe risultare invece un eventuale rimborso di obbligazioni Parmalat (nel mio caso, come gia' comunicatovi il 1 gennaio 2004, 5.000 Parfin 6% 2006 e 2.000 Parfin 6, 25% 2005) anche perche' quando in portafoglio figurano, oltre a tali titoli, anche bond Cirio e obbligazioni Argentina, la banca ritiene che il cliente/investitore piu' che essere un risparmiatore sia una sorta di speculatore!
Grato se vorrete cortesemente fornire una risposta ai quesiti posti e comunque chiarimenti in merito.
Cordialmente Antonio
Salve Signori.
Tra ieri sera e stamattina i mezzi di comunicazione e la stampa hanno informato che anche Banca Intesa - d'accordo con le varie associazioni di consumatori - ha deciso di procedere al rimborso delle obbligazioni Cirio, Parmalat e Giacomelli in percentuali differenziate a seconda dei casi e in base a modalita' e criteri che non sono ancora del tutto chiari, comunque subordinati alla tipologia dell'investitore/cliente, nonche' alla sua propensione al rischio desunta da precedenti investimenti e movimenti sul deposito titoli.
La prima domanda che desidero porre e' se anche l'Aduc rientra fra le associazioni che hanno concordato in tal senso con l'apposito servizio "relazioni con le associazioni di consumatori" di cui e' responsabile, in Banca Intesa, il Dr. Ugolini.
La seconda domanda e' se almeno per quanto riguarda i titoli Cirio - che comunque non avrebbero dovuto essere venduti/scaricati sulla clientela con varia propensione al rischio in quanto essendo senza rating e percio' destinati esclusivamente ad investitori istituzionali - le associazioni (e percio' anche l'Aduc) faranno le dovute "pressioni" per far si' che il rimborso avvenga, per la piu' larga parte di investitori possibile, con la piu' elevata percentuale possibile.
Fra l'altro la banca in questione mi aveva inviato, lo scorso 31 ottobre 2003, una lettera con la quale mi informava - in qualita' di acquirente/possessore di bond Cirio (3.000 Cirio Holding 6, 25% 2004 e 3.000 Cirio 7, 75% 02/05) - che il Trustee Law Debenture Trust Co di Londra (organo rappresentativo degli interessi degli obbligazionisti) poteva agire per la tutela degli interessi de creditori.
Pertanto che lo stesso organismo era implicitamente autorizzato (dal giudice delegato e dai commissari giudiziali) a presentare direttamente la domanda di ammissione al passivo per ciascuna serie di obbligazioni emesse, evitando cosi' ai diretti interessati (gli obbligazionisti) l'incombenza di espletare adempimenti di sorta in tal senso.
La terza domanda e' quindi la seguente: l'annunciata transazione fra associazioni di consumatori e Banca Intesa per la negoziare i rimborsi (seppure con varie modalita' e criteri) esula o meno dalla suddetta azione di insinuazione al passivo?
Piu' problematica potrebbe risultare invece un eventuale rimborso di obbligazioni Parmalat (nel mio caso, come gia' comunicatovi il 1 gennaio 2004, 5.000 Parfin 6% 2006 e 2.000 Parfin 6, 25% 2005) anche perche' quando in portafoglio figurano, oltre a tali titoli, anche bond Cirio e obbligazioni Argentina, la banca ritiene che il cliente/investitore piu' che essere un risparmiatore sia una sorta di speculatore!
Grato se vorrete cortesemente fornire una risposta ai quesiti posti e comunque chiarimenti in merito.
Cordialmente Antonio
Risposta ADUC
l'Aduc non ha partecipato a questa iniziativa e pertanto non ne conosciamo i dettagli.
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