Animali
L'INFLUENZA AVIARIA
Ultimo aggiornamento: 22/12/2025
Cos'è?
L'influenza aviaria è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce principalmente gli uccelli (selvatici e domestici). È causata da virus influenzali di tipo A. Il ceppo attualmente più preoccupante a livello globale è l'H5N1 ad alta patogenicità (HPAI), che ha causato epidemie senza precedenti per estensione e mortalità.
Come si trasmette?
Tra animali: Attraverso il contatto diretto con secrezioni respiratorie, feci o superfici contaminate (acqua, mangimi, attrezzature).
Dagli animali all'uomo: Il contagio umano è raro e avviene quasi esclusivamente tramite contatto stretto e prolungato con animali infetti (vivi o morti) o ambienti pesantemente contaminati.
Cibo: Non c'è rischio nel mangiare carni di pollo o uova ben cotte. Il virus è termolabile e viene distrutto dalle normali temperature di cottura (70°C).
Dove si trova? (Situazione globale)
A differenza del passato, il virus non è più limitato all'Asia. È diventato panzoonotico (globale):
È stabilmente presente in Europa, Americhe, Africa e Asia.
Recentemente è stato rilevato persino in Antartide.
In Italia, la sorveglianza è costante, specialmente nelle zone umide e negli allevamenti del Nord.
Il salto di specie (Mammiferi)
Questa è la novità più rilevante degli ultimi anni: il virus H5N1 ha iniziato a infettare con frequenza crescente i mammiferi (visoni, leoni marini, volpi, gatti e persino bovini da latte negli Stati Uniti). Questo aumenta il rischio che il virus si adatti meglio all'uomo.
Come si manifesta nelle persone?
L'infezione umana può variare da forme lievi (congiuntivite, sintomi influenzali) a forme molto gravi (polmonite severa, insufficienza multi-organo). Il tasso di mortalità nei casi umani confermati è storicamente superiore al 50%, sebbene le varianti più recenti sembrino mostrare una casistica più ampia di sintomi lievi.
Esistono cure e vaccini?
Farmaci: Esistono farmaci antivirali (come l'oseltamivir) efficaci se somministrati precocemente.
Vaccini per l'uomo: Non sono inclusi nel normale vaccino stagionale, ma le autorità sanitarie (come l'EMA) hanno già approvato vaccini pre-pandemici da utilizzare in caso di emergenza o per le categorie a rischio (es. allevatori).
Vaccini per animali: In alcuni Paesi (inclusa l'UE per casi specifici) è iniziata la vaccinazione di alcune specie avicole per ridurre la circolazione virale.
Dobbiamo preoccuparci?
Il rischio per la popolazione generale rimane attualmente basso. Tuttavia, l'allerta è alta per il rischio di una futura pandemia qualora il virus acquisisse la capacità di trasmettersi facilmente da uomo a uomo (capacità che al momento non possiede).
Cosa fare? (Consigli pratici)
Non toccare mai uccelli selvatici morti o visibilmente malati a mani nude.
Segnalare eventuali ritrovamenti di carcasse di uccelli ai servizi veterinari della ASL locale.
Igiene: Lavarsi accuratamente le mani dopo il contatto con animali o ambienti rurali.
Allevatori: Seguire rigorosamente le norme di biosicurezza per evitare il contatto tra uccelli domestici e selvatici.
Cos'è?
L'influenza aviaria è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce principalmente gli uccelli (selvatici e domestici). È causata da virus influenzali di tipo A. Il ceppo attualmente più preoccupante a livello globale è l'H5N1 ad alta patogenicità (HPAI), che ha causato epidemie senza precedenti per estensione e mortalità.
Come si trasmette?
Tra animali: Attraverso il contatto diretto con secrezioni respiratorie, feci o superfici contaminate (acqua, mangimi, attrezzature).
Dagli animali all'uomo: Il contagio umano è raro e avviene quasi esclusivamente tramite contatto stretto e prolungato con animali infetti (vivi o morti) o ambienti pesantemente contaminati.
Cibo: Non c'è rischio nel mangiare carni di pollo o uova ben cotte. Il virus è termolabile e viene distrutto dalle normali temperature di cottura (70°C).
Dove si trova? (Situazione globale)
A differenza del passato, il virus non è più limitato all'Asia. È diventato panzoonotico (globale):
È stabilmente presente in Europa, Americhe, Africa e Asia.
Recentemente è stato rilevato persino in Antartide.
In Italia, la sorveglianza è costante, specialmente nelle zone umide e negli allevamenti del Nord.
Il salto di specie (Mammiferi)
Questa è la novità più rilevante degli ultimi anni: il virus H5N1 ha iniziato a infettare con frequenza crescente i mammiferi (visoni, leoni marini, volpi, gatti e persino bovini da latte negli Stati Uniti). Questo aumenta il rischio che il virus si adatti meglio all'uomo.
Come si manifesta nelle persone?
L'infezione umana può variare da forme lievi (congiuntivite, sintomi influenzali) a forme molto gravi (polmonite severa, insufficienza multi-organo). Il tasso di mortalità nei casi umani confermati è storicamente superiore al 50%, sebbene le varianti più recenti sembrino mostrare una casistica più ampia di sintomi lievi.
Esistono cure e vaccini?
Farmaci: Esistono farmaci antivirali (come l'oseltamivir) efficaci se somministrati precocemente.
Vaccini per l'uomo: Non sono inclusi nel normale vaccino stagionale, ma le autorità sanitarie (come l'EMA) hanno già approvato vaccini pre-pandemici da utilizzare in caso di emergenza o per le categorie a rischio (es. allevatori).
Vaccini per animali: In alcuni Paesi (inclusa l'UE per casi specifici) è iniziata la vaccinazione di alcune specie avicole per ridurre la circolazione virale.
Dobbiamo preoccuparci?
Il rischio per la popolazione generale rimane attualmente basso. Tuttavia, l'allerta è alta per il rischio di una futura pandemia qualora il virus acquisisse la capacità di trasmettersi facilmente da uomo a uomo (capacità che al momento non possiede).
Cosa fare? (Consigli pratici)
Non toccare mai uccelli selvatici morti o visibilmente malati a mani nude.
Segnalare eventuali ritrovamenti di carcasse di uccelli ai servizi veterinari della ASL locale.
Igiene: Lavarsi accuratamente le mani dopo il contatto con animali o ambienti rurali.
Allevatori: Seguire rigorosamente le norme di biosicurezza per evitare il contatto tra uccelli domestici e selvatici.
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