Venerdì 5 giugno 2026
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Ambiente

OGM - ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI

Scheda · Primo Mastrantoni ·
Ultimo aggionramento: 18/12/2025

Diventeremo simili a quegli strani personaggi visti nel film Guerre stellari o ci cresceranno le orecchie analogamente agli attori di Star trek dopo aver mangiato pomodori geneticamente modificati? Certo che no, ma il dubbio fa presa nelle menti di molti e il timore che prodotti alimentari geneticamente modificati "facciano male", è diffusissimo. Vero o falso? Ci affidiamo al lavoro di due commissioni: la prima costituita in sede comunitaria, presso la Direzione generale della ricerca, l'altra è quella delle Accademie nazionali dei Lincei e delle Scienze. Riportiamo la sintesi del lavoro delle due Commissioni rimandando la lettura dei testi completi ai siti ove sono pubblicati. Anche l'OMS (Organizzazione mondiale della sanità) si è espressa in merito. Per ultimo si riportano alcuni dati sulla diffusione delle coltivazioni geneticamente modificate, forniti dall'ISAAA.

LA COMMISSIONE DELL'UNIONE EUROPEA - DIREZIONE GENERALE DELLA RICERCA
La Commissione Europea ha promosso e finanziato numerose ricerche sulla biosicurezza delle piante geneticamente modificate. Negli ultimi 15 anni, sono stati 81 i progetti di ricerca, che hanno impegnato oltre 400 team (composti di ricercatori che operano in strutture pubbliche europee) e hanno comportato investimenti per circa 70 milioni di Euro.
Nel valutare, nel suo complesso, questa accurata attività di studio e di indagine, la Commissione Europea giunge alle seguenti conclusioni:
"Queste ricerche dimostrano che le piante geneticamente modificate e i prodotti sviluppati e commercializzati fino ad oggi, secondo le usuali procedure di valutazione del rischio non presentano alcun rischio per la salute umana o per l'ambiente. Anzi l'uso di una tecnologia più precisa e le più accurate valutazioni in fase di regolamentazione rendono probabilmente queste piante e questi prodotti ancora più sicuri di quelli convenzionali. Se esistono effetti imprevisti sull'ambiente, questi non si sono ancora manifestati, ma l'auspicio è che i sistemi di sorveglianza esistenti possano essere rapidamente in grado di individuarli".
Il documento discute problemi e introduce raccomandazioni limitatamente agli OGM vegetali.
La Commissione ha approfondito questo tema nell'ambito di una riflessione sulla sostenibilità dell'agricoltura e sulla necessità di proteggere gli ecosistemi naturali e la salute degli esseri umani nella garanzia della sicurezza d'uso delle derrate da piante transgeniche.

LA COMMISSIONE CONGIUNTA DELLE ACCADEMIE NAZIONALI DEI LINCEI E DELLE SCIENZE
Le considerazioni finali del rapporto della Commissione congiunta delle Accademie nazionali dei Lincei e delle Scienze su "Le biotecnologie vegetali e le varietà OGM", sono le seguenti:
"Una prima considerazione è tanto generale da sfuggire ai più: l'agricoltura, anche senza far ricorso agli OGM, può comportare effetti indesiderati sull'ambiente; non è dunque, nella sua multifunzionalità, un'attività a rischio zero. Nel pianeta, d'altra parte, questi effetti si accumulano proporzionalmente alla crescita delle popolazioni umane. Di conseguenza, le agrotecnologie- davanti alla entità e immediatezza delle attese e alla complessità dei problemi - devono adeguarsi e rinnovarsi. Studi e ricerche interdisciplinari, innovazioni e sperimentazioni efficaci e molteplici richiedono poderosi investimenti e un efficiente impegno globale della comunità internazionale.
Le soluzioni vanno trovate in relazione anche alle differenti situazioni agroecologiche, sociali e strutturali e, in primo luogo, nella conoscenza del contenitore dell'attività agricola: i sistemi floristici e faunistici naturali. A tal riguardo, è auspicabile, come premessa alla loro protezione, che il loro stato di conservazione venga parametrato quantitativamente, possibilmente ricorrendo a metodi di diagnostica molecolare. La riflessione sulla transgenosi vegetale in agricoltura offre, cioè, la possibilità di riconsiderare i rapporti tra ricerca, agricoltura e ambiente, nel contesto di una migliorata capacità scientifica di generare e gestire conoscenza biologica.
In discussioni anche pubbliche si è sostenuto che gli organismi GM non sono valutati accuratamente. Questa commissione ritiene il giudizio non motivato.
Il rilascio nell'ambiente di OGM vegetali avviene, sia in America che in Europa, dopo saggi condotti secondo protocolli sperimentali che giustificano le decisioni. In Europa sono al lavoro commissioni di valutazione centrali e altre sono attive in ciascuno dei paesi membri dell'Unione. Inoltre, le valutazioni vengono effettuate indipendentemente per le richieste di rilascio ambientale, per il permesso di coltivazione e la richiesta d'uso alimentare del prodotto. 
La recente revisione della direttiva CEE 90/220 sul rilascio degli OGM nell'ambiente, approvata il 17.04.2001, considera:
  • il controllo del rischio ambientale;
  • il principio di azione preventiva;
  • il principio di precauzione;
  • l'adozione di decisioni caso per caso;
  • il monitoraggio post-rilascio;
  • l'immissione graduale degli OGM nell'ambiente;
  • la verifica degli effetti degli OGM sugli ecosistemi prima della concessione di autorizzazione alla vendita;
  • gli obblighi di rintracciabilità dell'OGM;
  • la concessione dell'autorizzazione per periodi limitati di tempo;
  • il parere del gruppo europeo per l'etica della scienza.
La concessione di coltivare OGM non esclude il monitoraggio a lungo termine dei casi approvati; monitoraggio da effettuare in condizioni di presenza quantitativamente significativa dell'OGM nel biotopo agricolo.
L'attuale impegno della Commissione europea nelle ricerche sul monitoraggio degli OGM può essere definito sostanziale.
Malgrado emerga poco nelle discussioni e dai media, autorevoli istituzioni prevedono che nell'arco di 20 anni l'approvvigionamento in quantità sufficienti di derrate alimentari possa diventare un problema.
Molte decisioni devono quindi essere prese in questi anni e sarebbe utile che le stesse fossero quanto più possibile condivise internazionalmente.
Su questo specifico punto il forum EU-US sulle biotecnologie sostiene la responsabilità pubblica per un governo globale della biotecnologia, come contributo alla produzione sostenibile di una quantità sufficiente di alimenti. La comunità scientifica ha la responsabilità di collaborare, criticare, spiegare, produrre e valutare dossier sperimentali trasparenti e completi relativi a prodotti GM. La stessa comunità deve accettare, sull'argomento OGM, i pareri dei rappresentanti della società civile e dei comitati etici. Poiché la conoscenza dei fenomeni naturali è cruciale nella valutazione delle varietà GM - così come di quelle convenzionali - i governi devono sostenere la ricerca di settore per assicurare la massima scientificità all'intervento pubblico, particolarmente quando è in discussione la previsione della sostenibilità dei sistemi agricoli o delle innovazioni tecniche.
È anche necessario richiamare il ricercatore pubblico e privato, coinvolto nella costituzione, valutazione e gestione di organismi GM, alla responsabilità individuale («bisogno di massima cura»). La progettazione della novità tecnologica deve, in questo senso, già includere criteri di sicurezza intrinseca.

Rischi e benefici degli OGM non sono né certi né universali:
possono variare nel tempo, con le diverse situazioni geografiche e caso per caso. È necessario tener presente queste variabili per aggiornare e adattare le strategie di gestione di rischi e benefici. Il processo normativo deve avere elevata credibilità per assicurarsi la fiducia del cittadino. È bene quindi che contenga rigorose norme di sicurezza per la salute umana e dell'ambiente; che sia trasparente e strutturalmente informativo verso la società civile. L'etichettatura del prodotto GM è una componente necessaria a un sistema di regolazione trasparente, così come l'accettazione del principio «de minimis» può aiutare nella gestione della corrispondenza, in un prodotto, tra contenuti dichiarati ed effettivi di materiali GM.

Valori assoluti di assenza-presenza sono difficili da osservare e impossibili da provare.
La Commissione che lo ha elaborato auspica che, pur con i limiti degli estensori e nella considerazione della specialità del settore considerato, questo documento contribuisca ad illustrare il ruolo positivo della scienza nello sviluppo della società umana. I cambiamenti introdotti in agricoltura nell'ultimo secolo, in sinergia con i progressi sociali, economici, politici di vari Paesi in sviluppo, hanno affrancato larga parte del mondo dalla fame, contribuendo così ad un maggior rispetto della dignità dell'uomo. Se oggi la conoscenza dell'insostenibilità della produzione agroalimentare è elemento di vera preoccupazione, il problema può porsi e risolversi facendo ricorso a opzioni già disponibili, comprese quelle offerte dagli sviluppi della biologia avanzata.
Nella consapevolezza che siano giudicate espressioni conformi alle leggi della Natura quelle operazioni scientifiche e tecniche che traducono e valorizzano - mediante azioni convincenti, condivise ed adottate nel rispetto Natura."

L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ
Anche l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) è intervenuta sull'argomento, rispondendo alla domanda:
Gli organismi geneticamente modificati sono sicuri?
I cibi geneticamente modificati, normalmente disponibili sul mercato internazionale, sono stati oggetto di valutazioni e non presentano rischi per la salute umana.

QUADRO NORMATIVO EUROPEO AGGIORNATO
Normativa Europea Fondamentale

Direttiva 2001/18/CE - Emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati, che ha sostituito la precedente direttiva 90/220/CEE introducendo procedure più rigorose di valutazione del rischio e monitoraggio post-commercializzazione.
Regolamento (CE) n. 1829/2003 - Disciplina l'autorizzazione e la vigilanza degli alimenti e dei mangimi geneticamente modificati nonché la loro etichettatura. Come chiarito dalla Corte di Giustizia UE (sent. n. 481/2013), "al fine di proteggere la salute umana e degli animali e di garantire condizioni di concorrenza eque e leali, gli alimenti e i mangimi che contengono organismi geneticamente modificati o che sono costituiti o prodotti a partire da tali organismi dovrebbero essere sottoposti a una valutazione della sicurezza, prima di essere immessi sul mercato dell'Unione europea, secondo una procedura comunitaria unica, efficiente e trasparente".
Regolamento (CE) n. 1830/2003 - Disciplina la tracciabilità e l'etichettatura degli organismi geneticamente modificati e la tracciabilità di alimenti e mangimi ottenuti da organismi geneticamente modificati.
Evoluzione Giurisprudenziale Significativa
Nuove Tecniche di Mutagenesi
La Corte di Giustizia UE (sent. n. 583/2018) ha chiarito che "gli organismi ottenuti mediante tecniche o metodi di mutagenesi costituiscono organismi geneticamente modificati ai sensi dell'articolo 2, punto 2, della direttiva 2001/18/CE". Tuttavia, la deroga prevista dalla direttiva "si applica esclusivamente agli organismi ottenuti con tecniche o metodi di mutagenesi utilizzati convenzionalmente in varie applicazioni con una lunga tradizione di sicurezza". Le nuove tecniche di mutagenesi, sviluppatesi dopo l'adozione della direttiva 2001/18/CE, sono quindi soggette agli obblighi di valutazione del rischio.
Competenze Statali e Misure di Emergenza
La giurisprudenza europea ha stabilito che "quando sia manifesto che prodotti autorizzati possono comportare un grave rischio per la salute umana, per la salute degli animali o per l'ambiente, sono adottate misure conformemente alle procedure previste agli articoli 53 e 54 del regolamento n. 178/2002". Tuttavia, come chiarito dalla Corte di Giustizia UE (sent. n. 676/2017), le misure di emergenza richiedono "un serio rischio che ponga a repentaglio in modo manifesto la salute umana, la salute degli animali o l'ambiente, constatato sulla base di nuovi elementi fondati su dati scientifici attendibili".
Misure di Coesistenza
L'articolo 26 bis della direttiva 2001/18/CE consente agli Stati membri di adottare misure che vietano la coltivazione di OGM autorizzati, ma esclusivamente per "evitare la presenza involontaria di organismi geneticamente modificati in altri prodotti al fine di garantire ai produttori e ai consumatori la scelta tra prodotti provenienti da colture geneticamente modificate e prodotti provenienti da colture biologiche o convenzionali".

DIFFUSIONE DELLA COLTIVAZIONE DI PIANTE GENETICAMENTE MODIFICATE NEL MONDO - AGGIORNAMENTO
AGGIORNAMENTO DATI 2024:
Secondo i più recenti rapporti dell'ISAAA (International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications), a livello globale le superfici coltivate con piante geneticamente modificate hanno raggiunto oltre 190 milioni di ettari nel 2023, con un incremento costante negli ultimi anni.
Le coltivazioni biotecnologiche sono ora presenti in oltre 30 paesi, con una crescita significativa nei paesi in via di sviluppo che rappresentano circa il 50% delle superfici globali coltivate con OGM.
I paesi con più colture geneticamente modificate (dati aggiornati): Stati Uniti rimangono al primo posto con circa 70 milioni di ettari, seguiti da Brasile (circa 55 milioni di ettari), Argentina (circa 24 milioni di ettari), Canada (circa 12 milioni di ettari) e India (circa 12 milioni di ettari).
Le principali colture geneticamente modificate (aggiornamento)
La soia rimane la principale coltura geneticamente modificata con oltre 95 milioni di ettari (circa 50% del totale), seguita da mais (circa 60 milioni di ettari), cotone (circa 25 milioni di ettari) e colza (circa 10 milioni di ettari).
Oggi oltre il 90% della soia mondiale, l'80% del cotone, il 30% del mais e il 25% della colza sono geneticamente modificati.
Le caratteristiche delle colture geneticamente modificate
La resistenza agli erbicidi rimane la principale caratteristica delle colture transgeniche (circa 85% delle superfici), seguita dalla resistenza agli insetti (circa 15% delle superfici). Sempre più diffuse sono le varietà "stacked" che combinano multiple caratteristiche.

NORMATIVA EUROPEA AGGIORNATA
Normativa Europea
Direttiva 2001/18/CE del 12 marzo 2001 - Emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati (ha sostituito la direttiva 90/220/CEE).
Regolamento (CE) n. 1829/2003 del 22 settembre 2003 - Alimenti e mangimi geneticamente modificati.
Regolamento (CE) n. 1830/2003 del 22 settembre 2003 - Tracciabilità e etichettatura degli organismi geneticamente modificati.
Regolamento (UE) 2018/848 del 30 maggio 2018 - Produzione biologica e etichettatura dei prodotti biologici, che all'art. 24 disciplina l'autorizzazione di prodotti e sostanze nella produzione biologica.
Normativa Nazionale
Decreto Legislativo 8 luglio 2003, n. 224 - Attuazione della direttiva 2001/18/CE concernente l'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati.
Decreto Legislativo 21 marzo 2005, n. 70 - Attuazione dei regolamenti (CE) n. 1829/2003 e n. 1830/2003 relativi agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati.

Principio di Precauzione e Valutazione del Rischio
La giurisprudenza europea ha chiarito che il principio di precauzione non può essere utilizzato per eludere le condizioni più stringenti previste per i prodotti già autorizzati. Come stabilito dalla Corte di Giustizia UE (ord. n. 900/2017), il principio di precauzione "non conferisce agli Stati membri la facoltà di adottare misure di emergenza provvisorie sul solo fondamento di tale principio, senza che siano soddisfatte le condizioni sostanziali previste dall'articolo 34 del regolamento n. 1829/2003".

Controlli e Autorizzazioni
L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) è l'organismo competente per la valutazione scientifica degli OGM a livello europeo. Come evidenziato dalla giurisprudenza, "per garantire una valutazione scientifica armonizzata degli alimenti e dei mangimi geneticamente modificati, tale valutazione dovrebbe essere effettuata dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare".

CLASSIFICAZIONE IARC E EVIDENZE SCIENTIFICHE
L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) non ha classificato gli OGM come cancerogeni, diversamente da quanto avvenuto per i campi elettromagnetici. La valutazione della sicurezza degli OGM si basa su studi specifici di tossicità, allergenicità e impatto ambientale.

CONCLUSIONI AGGIORNATE
Il quadro normativo europeo sugli OGM ha raggiunto una maturità consolidata, con procedure di autorizzazione armonizzate che garantiscono elevati standard di sicurezza. La giurisprudenza europea del periodo 2010-2022 ha chiarito definitivamente i rapporti tra competenze europee e nazionali, stabilendo che:
  • Le nuove tecniche di mutagenesi sono soggette alla disciplina degli OGM se non hanno una lunga tradizione di sicurezza
  • Le misure di emergenza nazionali sono ammesse solo in presenza di rischi gravi e manifesti basati su evidenze scientifiche
  • Le misure di coesistenza possono limitare la coltivazione solo per garantire la scelta tra prodotti GM e non-GM
  • L'autorizzazione europea prevale su eventuali restrizioni nazionali non giustificate
La normativa attuale rappresenta un equilibrio maturo tra esigenze di precauzione sanitaria e ambientale e necessità di sviluppo tecnologico, con l'Europa che mantiene uno dei sistemi di controllo più rigorosi al mondo pur consentendo l'innovazione biotecnologica basata su solide evidenze scientifiche.
L'evoluzione più significativa riguarda la definitiva chiarezza giurisprudenziale sulla ripartizione delle competenze e sui limiti del principio di precauzione, che non può essere invocato per eludere le procedure scientifiche di valutazione del rischio stabilite a livello europeo.
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