Sabato 6 giugno 2026
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Istanza di interpello all'Agenzia delle Entrate: come presentarla

Scheda · Redazione ·

L'interpello è uno strumento previsto dall'art. 11 dello Statuto dei diritti del contribuente (Legge 212/2000) che permette al contribuente di chiedere all'Agenzia delle Entrate un parere preventivo su un caso concreto e personale, prima di tenere un comportamento fiscalmente rilevante. Se l'Agenzia risponde, la risposta vincola gli uffici per quel caso specifico; se non risponde nei termini, vale il silenzio-assenso sulla soluzione proposta dal contribuente. La riforma del 2023 (D.Lgs. 219/2023) ha trasformato l'istituto. Questa scheda spiega le tipologie di interpello, come si presenta l'istanza e mette a disposizione il fac-simile.

 

Indice:
A COSA SERVE L'INTERPELLO
LE QUATTRO TIPOLOGIE
A CHI SI PRESENTA
IL CONTENUTO DELL'ISTANZA
TERMINI E SILENZIO-ASSENSO
CONTRIBUTO E TRIBUTI LOCALI
RIFERIMENTI NORMATIVI E SCHEDE CORRELATE

 


A COSA SERVE L'INTERPELLO
L'interpello è una richiesta di parere preventivo. Prima di tenere un comportamento fiscalmente rilevante (vendere un immobile, optare per un regime fiscale, dedurre una spesa), il contribuente che ha un dubbio interpretativo su una norma tributaria può chiedere all'Agenzia delle Entrate come la norma vada applicata al suo caso specifico.

La risposta dell'Agenzia vincola tutti gli uffici dell'Amministrazione (compresa la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate-Riscossione) limitatamente al caso concreto del richiedente. Se il contribuente si attiene alla risposta, non possono essere emessi atti impositivi o sanzionatori difformi.

La risposta non vincola invece il contribuente, che può decidere di non uniformarsi (assumendosene il rischio in caso di accertamento). La risposta non è impugnabile, salvo nel caso dell'interpello disapplicativo.

 


LE QUATTRO TIPOLOGIE
Dopo la riforma del D.Lgs. 219/2023, l'art. 11 della Legge 212/2000 distingue quattro tipi di interpello:

1. Interpello interpretativo (art. 11 comma 1 lett. a): richiede l'interpretazione di una norma tributaria quando vi sono obiettive condizioni di incertezza. Non è ammesso se l'Amministrazione ha già fornito chiarimenti per fattispecie analoghe tramite circolari, risoluzioni o risposte ad altri interpelli pubblicate.

2. Interpello qualificatorio (art. 11 comma 1 lett. b): chiede la corretta qualificazione tributaria di una fattispecie concreta (es. è una donazione o una compravendita?), quando il dubbio non riguarda la norma ma l'inquadramento dei fatti.

3. Interpello anti-abuso (art. 11 comma 1 lett. c): chiede se un'operazione che si intende compiere costituisce abuso del diritto ai sensi dell'art. 10-bis Legge 212/2000.

4. Interpello disapplicativo (art. 11 comma 2): chiede la disapplicazione di norme antielusive che limitano deduzioni, detrazioni, crediti d'imposta o altre posizioni giuridiche, dimostrando che nel caso specifico gli effetti elusivi non si verificano.


A CHI SI PRESENTA
L'istanza va presentata alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate competente in base al domicilio fiscale del contribuente. La modalità preferita è la PEC all'indirizzo della Direzione Regionale (consultabile sul sito agenziaentrate.gov.it). In alternativa, è possibile usare:

- raccomandata A/R senza busta;
- consegna a mano presso l'ufficio competente;
- servizi telematici dell'Agenzia (con SPID, CIE, CNS o credenziali Entratel/Fisconline).

Eccezioni: i soggetti non residenti, le società di grandi dimensioni, le Amministrazioni centrali dello Stato e gli enti pubblici a rilevanza nazionale presentano l'istanza direttamente alla Divisione Contribuenti dell'Agenzia (Roma).


IL CONTENUTO DELL'ISTANZA
L'istanza, redatta in carta libera ed esente da bollo, deve contenere a pena di inammissibilità:

- i dati identificativi del contribuente (e dell'eventuale legale rappresentante o procuratore), inclusi codice fiscale e/o partita IVA;
- l'indicazione della tipologia di interpello tra le quattro previste;
- la circostanziata e specifica descrizione della fattispecie concreta (tutti i fatti rilevanti);
- le specifiche disposizioni di cui si chiede l'interpretazione, applicazione o disapplicazione;
- l'esposizione chiara e univoca della soluzione che il contribuente ritiene corretta;
- i recapiti anche telematici per le comunicazioni e la risposta;
- la sottoscrizione;
- la documentazione rilevante in allegato.

È fondamentale descrivere i fatti in modo completo: la risposta dell'Agenzia vincola solo se i fatti accertati corrispondono a quelli rappresentati nell'istanza. Una descrizione lacunosa o reticente fa decadere il vincolo.


TERMINI E SILENZIO-ASSENSO
L'Agenzia deve rispondere:
- entro 90 giorni per l'interpello interpretativo e qualificatorio;
- entro 120 giorni per l'interpello anti-abuso e disapplicativo.

I termini decorrono dalla data di ricezione dell'istanza. Se l'Agenzia chiede integrazioni documentali, il termine si interrompe e ricomincia a decorrere dalla data di ricezione della documentazione integrativa.

Se l'Agenzia non risponde nei termini, opera il silenzio-assenso: la soluzione proposta dal contribuente nell'istanza si considera condivisa dall'Amministrazione e vincola gli uffici.

La presentazione dell'interpello non sospende i termini di legge: scadenze, termini di decadenza e di prescrizione continuano a decorrere normalmente.


CONTRIBUTO E TRIBUTI LOCALI
Contributo per la presentazione. La riforma del 2023 (D.Lgs. 219/2023) ha introdotto un contributo a carico del richiedente per la presentazione dell'istanza di interpello. L'importo è parametrato alla tipologia di contribuente, al volume di affari/ricavi e alla materia oggetto dell'istanza, secondo quanto stabilito da apposito decreto. Verificare l'importo aggiornato sul portale dell'Agenzia delle Entrate prima della presentazione.

Tributi locali. L'interpello ex art. 11 Legge 212/2000 si presenta all'Agenzia delle Entrate solo per i tributi erariali (IRPEF, IVA, IRES, IRAP, imposta di registro, ecc.). Per i tributi locali (IMU, TARI, addizionali comunali, ecc.) l'istanza va indirizzata direttamente all'ente locale competente (Comune, Regione), che applica una procedura analoga sulla base dei propri regolamenti.


RIFERIMENTI NORMATIVI E SCHEDE CORRELATE
- Art. 11 Legge 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)
- D.Lgs. 30 dicembre 2023, n. 219 (riforma dell'interpello in attuazione della L. 111/2023)
- Provvedimento Direttore AdE 4 gennaio 2016 e successive modifiche (modalità di presentazione)
- Circolare AdE 9/E del 1° aprile 2016 (chiarimenti applicativi)

Risorse correlate:

 

 


Fac-simile dell'istanza

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Raccomandata A/R o PEC

All'Agenzia delle Entrate
Direzione Regionale di _______________________
Via _______________________ — CAP _______________________ — Città _______________________
PEC: _______________________


Oggetto: istanza di interpello ai sensi dell'art. 11 della Legge 27 luglio 2000, n. 212


Il/la sottoscritto/a _______________________ (cognome e nome), nato/a a _______________________ il _______________________, residente in _______________________ (via, CAP, città), tel. _______________________, e-mail/PEC _______________________, codice fiscale _______________________,
(eventualmente: partita IVA _______________________, in qualità di legale rappresentante della società _______________________ con sede in _______________________, codice fiscale _______________________, partita IVA _______________________)

domicilio per le comunicazioni e per la risposta (se diverso dalla residenza): _______________________,

presenta istanza di interpello ai sensi dell'art. 11 della Legge 212/2000, nella seguente tipologia:

   [ ] interpretativo — applicazione e corretta interpretazione di disposizioni tributarie (art. 11 c. 1 lett. a)
   [ ] qualificatorio — corretta qualificazione di una fattispecie (art. 11 c. 1 lett. b)
   [ ] anti-abuso — abuso del diritto (art. 11 c. 1 lett. c)
   [ ] disapplicativo — disapplicazione di norme antielusive (art. 11 c. 2)


FATTISPECIE CONCRETA (descrizione circostanziata e specifica del caso):

_______________________________________________________________
_______________________________________________________________
_______________________________________________________________

DISPOSIZIONI DI CUI SI CHIEDE L'INTERPRETAZIONE/APPLICAZIONE/DISAPPLICAZIONE:

_______________________________________________________________

SOLUZIONE PROPOSTA DAL SOTTOSCRITTO:

Il sottoscritto ritiene che il caso prospettato debba essere risolto nel modo seguente:
_______________________________________________________________
_______________________________________________________________

e pertanto ritiene di dover adottare il seguente comportamento:
_______________________________________________________________
_______________________________________________________________


Il sottoscritto sottopone il caso a codesta Direzione con l'avvertenza che, qualora non riceva risposta entro il termine di cui all'art. 11 Legge 212/2000, si atterrà all'interpretazione sopra esposta, con tutte le garanzie di legge (silenzio-assenso).


Si allega la documentazione rilevante: _______________________.


Luogo _______________________ Data _______________________


Firma _______________________________
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