Cara ADUC
Wind richiesta pagamento adsl
Domanda
1 aprile 2008
Sono titolare di un'azienda e quello per cui chiedo consiglio risale a 2 anni fa. Ho stipulato un contratto con Wind nel marzo del 2004 per telefonia ed adsl. Nel marzo del 2006 mi accingevo a disdirlo nei termini e modalità previsti da quello che loro stessi mi avevano suggerito: lettera raccomandata e, per eccesso di zelo anche fax ad un numero verde fornito da loro. Nell'aprile successivo sono arrivate ancora bollette relative all'adsl; interrogata la Wind per la questione, mi sento rispondere che sicuramente c'era stato un errore e che non avrei dovuto prendere in considerazione quanto arrivato. Nel giugno del 2006 arriva un sollecito per il pagamento di 3 fatture relative ai mesi in cui io non usufruivo più del servizio; chiamo nuovamente la Wind e questa volta mi sento rispondere che avrei dovuto comunicare con l'agenzia che si era occupata del mio contratto.. che però nel frattempo aveva cambiato azienda. Nell'ottobre dello stesso anno vengo raggiunta dalla lettera di un avvocato che mi intimava di pagare addirittura n. 6 fatture insolute. A quel punto, visto l'impossibilità di parlare con la Wind ho deciso di scrivere chiedendo spiegazioni in merito sia all'avvocato che, per conoscenza alla Wind.. e non ho ricevuto mai risposta.
Dopo un anno (settembre 2007) ricevo la lettera di una società di recupero credito che mi chiedeva di pagare, nel termine ultimo di 15 giorni n. 3 fatture (questa volta erano 3); vengo anche contattata telefonicamente da una signorina che, dopo avermi intimato di pagare altrimenti, nel caso contrario, sarei incorsa in guai neanche ripetibili, chiude perentoriamente la conversazione senza neanche lasciarmi la possibilità controbattere. E veniamo agli ultimi giorni. Un mese fa ricevo la lettera di un avvocato che sosteneva il mio debito nei confronti della Wind; stufa di dover affrontare di nuovo l'odissea di sempre, ho ignorato la lettera sperando che prima o poi la Wind prenda in mano la mia documentazione e si ravveda in merito. Questo pomeriggio, poi, mi chiama una dottoressa dello studio legale da cui proveniva la lettera: vengo aggredita già alla prima parola, mi viene impedito di spiegare le mie ragioni e, tra l'altro, mi viene categoricamente ed insistentemente domandato se voglio chiudere bonariamente pagando quelle famose 3 fatture (per un totale di 122 euro). Ho provato ancora a spiegare quello che è successo, ma non me n'è stata data la possibilità: si continuava ad aggredirmi impedendomi di parlare ed accusandomi di non voler sentire ragioni quando, al contrario ho ascoltato attivamente quello che la dottoressa sosteneva. La stessa diceva che io non avrei rispettato i termini per la disdetta (che diceva essere di 60 giorni prima del rinnovo automatico e tacito che avverrebbe di anno in anno). A dire la verità è stata la prima volta, in 2 anni che va avanti questa storia, che mi è stata riferita una cosa del genere; faccio presente che sul contratto in mio possesso non c'è scritto nulla del genere e che comunque la disdetta è stata fatta dalla sottoscritta nei termini e nei modi che mi sono stati suggeriti direttamente dalla Wind. Come mi devo comportare? C'è la possibilità che una parte di ragione possa esserci oppure è un mero tentativo per recuperare del danaro non dovuto? Potreste suggerirmi come agire per piacere?
Grazie per l'attenzione
Tiziana, da Buttrio (UD)
Dopo un anno (settembre 2007) ricevo la lettera di una società di recupero credito che mi chiedeva di pagare, nel termine ultimo di 15 giorni n. 3 fatture (questa volta erano 3); vengo anche contattata telefonicamente da una signorina che, dopo avermi intimato di pagare altrimenti, nel caso contrario, sarei incorsa in guai neanche ripetibili, chiude perentoriamente la conversazione senza neanche lasciarmi la possibilità controbattere. E veniamo agli ultimi giorni. Un mese fa ricevo la lettera di un avvocato che sosteneva il mio debito nei confronti della Wind; stufa di dover affrontare di nuovo l'odissea di sempre, ho ignorato la lettera sperando che prima o poi la Wind prenda in mano la mia documentazione e si ravveda in merito. Questo pomeriggio, poi, mi chiama una dottoressa dello studio legale da cui proveniva la lettera: vengo aggredita già alla prima parola, mi viene impedito di spiegare le mie ragioni e, tra l'altro, mi viene categoricamente ed insistentemente domandato se voglio chiudere bonariamente pagando quelle famose 3 fatture (per un totale di 122 euro). Ho provato ancora a spiegare quello che è successo, ma non me n'è stata data la possibilità: si continuava ad aggredirmi impedendomi di parlare ed accusandomi di non voler sentire ragioni quando, al contrario ho ascoltato attivamente quello che la dottoressa sosteneva. La stessa diceva che io non avrei rispettato i termini per la disdetta (che diceva essere di 60 giorni prima del rinnovo automatico e tacito che avverrebbe di anno in anno). A dire la verità è stata la prima volta, in 2 anni che va avanti questa storia, che mi è stata riferita una cosa del genere; faccio presente che sul contratto in mio possesso non c'è scritto nulla del genere e che comunque la disdetta è stata fatta dalla sottoscritta nei termini e nei modi che mi sono stati suggeriti direttamente dalla Wind. Come mi devo comportare? C'è la possibilità che una parte di ragione possa esserci oppure è un mero tentativo per recuperare del danaro non dovuto? Potreste suggerirmi come agire per piacere?
Grazie per l'attenzione
Tiziana, da Buttrio (UD)
Risposta ADUC
se sul suo contratto non c'era scritto nulla in merito, in particolare sulle penali per la disdetta anticipata, allora ignori le richieste, al massimo, proceda con una diffida: clicca qui. In caso contrario, dovra' pagare.
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