Cara ADUC
Wind: modem non funzionante, restituito, mi chiedono di pagarlo
Domanda
23 ottobre 2019
Buongiorno,
mi chiamo Manuele e vi scrivo da Bologna.
Sono rimasto col modem non funzionante dal 15/12/2017, per cui il 22/01/2018 decido di lasciare Wind Tre e cambiare operatore telefonico. Il contratto era 'All Inclusive Unlimited Fibra 1 GIGA'.
Mi sono state recapitate nei bimestri successivi fatture per servizi che non mi fornivano; chiamando il loro Servizio Clienti sono riuscito a farmeli stornare.
In data 09/06/2018 vengo contattato telefonicamente da un'addetta degli uffici amministrativi Wind che mi dice che erano necessarie 2 ultime cose, per cessare i rapporti con Wind Tre:
- rispedire a loro il modem
- pagare una somma pari a 65 euro, per i costi di disattivazione/disdetta del loro servizio.
Ho spedito il modem all'indirizzo fornitomi in data 14/06/2018, (ho mantenuto la ricevuta di spedizione), monitorando la consegna sul sito web di Poste italiane, avvenuta il 20/06/2019.
Ma all'arrivo della fattura successiva, emessa il 20/08/2018, oltre ai costi di disattivazione è presente un'ulteriore voce: Rata finale fattura n. xxx, dell'importo di 140 euro, che si riferisce al modem che ho restituito.
In data 30/08/2018 mi rivolgo al servizio clienti della Wind, di cui conosco il codice della chiamata, per ottenere spiegazioni.
Cito gli estremi della spedizione del modem per un loro controllo che non riescono a fare sul momento, ma mi rassicurano dicendo che se la spedizione era avvenuta, mi avrebbero contattato telefonicamente o tramite posta, per lo storno dei 140 euro.
Passa parecchio tempo e nella primavera del 2019 iniziano a chiamarmi insistentemente per avere la somma totale della fattura.
Tutte le volte spiego che il loro Servizio Clienti mi ha detto che dovevo solo una parte (i 65 euro). Chiamato insistentemente, ho chiesto di poter parlare con un loro responsabile, per capire il perché, ma mi è sempre stato negata tale possibilità.
A settembre le chiamate insistenti sono terminate, ma il 17/10/2019 mi è arrivata la richiesta di pagamento da parte di una società incaricata da Wind Tre s.p.a., con interessi di mora e oneri per fattura insoluta, con oggetto: COSTITUZIONE IN MORA/ULTIMO AVVISO AZIONI GIUDIZIALI. La lettera mi è arrivata
tramite il servizio Postatime e non tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.
Il giorno seguente mi ha chiamato un'incaricata di tale società e mi spiega (finalmente) perché pretendono il pagamento. Il modem mi era stato fornito con una vendita rateizzata e secondo l'art.6 delle condizioni generali di Contratto Wind, devo pagare.
A questo punto mi sorgono i seguenti dubbi:
1) Perché mi hanno richiesto indietro il modem se si tratta di vendita?
2) Poi, se lo avessi tenuto, è lecito far pagare un bene per l'intero valore quando non è funzionante?
Come mi devo comportare?
Non vorrei pagare un oggetto che ho restituito su loro richiesta e peraltro non funzionante.
Grazie per l'attenzione concessami
Cordiali saluti
Manuele, dalla provincia di BO
mi chiamo Manuele e vi scrivo da Bologna.
Sono rimasto col modem non funzionante dal 15/12/2017, per cui il 22/01/2018 decido di lasciare Wind Tre e cambiare operatore telefonico. Il contratto era 'All Inclusive Unlimited Fibra 1 GIGA'.
Mi sono state recapitate nei bimestri successivi fatture per servizi che non mi fornivano; chiamando il loro Servizio Clienti sono riuscito a farmeli stornare.
In data 09/06/2018 vengo contattato telefonicamente da un'addetta degli uffici amministrativi Wind che mi dice che erano necessarie 2 ultime cose, per cessare i rapporti con Wind Tre:
- rispedire a loro il modem
- pagare una somma pari a 65 euro, per i costi di disattivazione/disdetta del loro servizio.
Ho spedito il modem all'indirizzo fornitomi in data 14/06/2018, (ho mantenuto la ricevuta di spedizione), monitorando la consegna sul sito web di Poste italiane, avvenuta il 20/06/2019.
Ma all'arrivo della fattura successiva, emessa il 20/08/2018, oltre ai costi di disattivazione è presente un'ulteriore voce: Rata finale fattura n. xxx, dell'importo di 140 euro, che si riferisce al modem che ho restituito.
In data 30/08/2018 mi rivolgo al servizio clienti della Wind, di cui conosco il codice della chiamata, per ottenere spiegazioni.
Cito gli estremi della spedizione del modem per un loro controllo che non riescono a fare sul momento, ma mi rassicurano dicendo che se la spedizione era avvenuta, mi avrebbero contattato telefonicamente o tramite posta, per lo storno dei 140 euro.
Passa parecchio tempo e nella primavera del 2019 iniziano a chiamarmi insistentemente per avere la somma totale della fattura.
Tutte le volte spiego che il loro Servizio Clienti mi ha detto che dovevo solo una parte (i 65 euro). Chiamato insistentemente, ho chiesto di poter parlare con un loro responsabile, per capire il perché, ma mi è sempre stato negata tale possibilità.
A settembre le chiamate insistenti sono terminate, ma il 17/10/2019 mi è arrivata la richiesta di pagamento da parte di una società incaricata da Wind Tre s.p.a., con interessi di mora e oneri per fattura insoluta, con oggetto: COSTITUZIONE IN MORA/ULTIMO AVVISO AZIONI GIUDIZIALI. La lettera mi è arrivata
tramite il servizio Postatime e non tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.
Il giorno seguente mi ha chiamato un'incaricata di tale società e mi spiega (finalmente) perché pretendono il pagamento. Il modem mi era stato fornito con una vendita rateizzata e secondo l'art.6 delle condizioni generali di Contratto Wind, devo pagare.
A questo punto mi sorgono i seguenti dubbi:
1) Perché mi hanno richiesto indietro il modem se si tratta di vendita?
2) Poi, se lo avessi tenuto, è lecito far pagare un bene per l'intero valore quando non è funzionante?
Come mi devo comportare?
Non vorrei pagare un oggetto che ho restituito su loro richiesta e peraltro non funzionante.
Grazie per l'attenzione concessami
Cordiali saluti
Manuele, dalla provincia di BO
Risposta ADUC
questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
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