Cara ADUC
wind e costi di cessazione
Domanda
17 maggio 2018
Buongiorno, in data 13 gennaio ho inviato una Pec per cessata linea telefonica e internet per la mia azienda causa cessata attivita' della stessa, non ricevo risposta, il 23 febbraio chiamo e mi dicono che il giorno dopo avrebbero staccato la linea e successivamente mi arriva una fattura come mi richiede il pagamento dell' abbonamento per il periodo che va dal 14 gennaio al 23 febbraio e il pagamento di € 65 come costi cessazione servizio.
Ho chiamato ma dicono che hanno tempo un mese per disattivare la linea e i costi gli sono dovuti.
Ma non erano stati eliminati con la legge Bersani?
Elena, da Arconate (MI)
Ho chiamato ma dicono che hanno tempo un mese per disattivare la linea e i costi gli sono dovuti.
Ma non erano stati eliminati con la legge Bersani?
Elena, da Arconate (MI)
Risposta ADUC
Lei ha ragione. La legge Bersani del 2007 ha abolito le "penali" per recesso anticipato dei contratti di telecomunicazione (telefonia, pay-tv, etc.), ed ha eliminato i termini di durata dei contratti.
La stessa legge ha tenuto però una “porta aperta” ai gestori telefonici precisando che sono addebitabili le “spese di disattivazione”, a patto che siano giustificate.
Negli anni l’Autorità garante si è espressa in molti modi al riguardo, così come il Tar e il Consiglio di stato, considerando che molto spesso i gestori hanno camuffato le penali sotto forma di spese. Il succo è che le spese sono dovute se quantificate dal contratto (piano tariffario) e/o dalla carta dei servizi del gestore e approvate dall'AGCOM.
Inoltre dopo la disdetta non possono essere richiesti costi di abbonamento o prestazioni erogate dalla data del recesso. Quindi può respingere la bolletta per tali motivi con diffida a/r
questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
La stessa legge ha tenuto però una “porta aperta” ai gestori telefonici precisando che sono addebitabili le “spese di disattivazione”, a patto che siano giustificate.
Negli anni l’Autorità garante si è espressa in molti modi al riguardo, così come il Tar e il Consiglio di stato, considerando che molto spesso i gestori hanno camuffato le penali sotto forma di spese. Il succo è che le spese sono dovute se quantificate dal contratto (piano tariffario) e/o dalla carta dei servizi del gestore e approvate dall'AGCOM.
Inoltre dopo la disdetta non possono essere richiesti costi di abbonamento o prestazioni erogate dalla data del recesso. Quindi può respingere la bolletta per tali motivi con diffida a/r
questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
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