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Cara ADUC

Wind, chiusura contratto ritenuta non valida

9 febbraio 2008
Domanda 9 febbraio 2008
Nel 2004 ho chiuso un contratto di telefonia con Wind Infostrada inviando,come indicato dal centro Wind della mia città, lettera raccomandata con ricevuta di ritorno a "Wind Telecomunicazioni casella postale 158, 00184 Roma". Di tale raccomandata posseggo tuttora ricevuta controfirmata da Wind. Alla fine del 2005 Wind attraverso una agenzia di recupero crediti mi ha chiesto di pagare tutte le bollette arretrate. Contattata questa prima agenzia di recupero crediti ho spiegato di possedere ricevuta dell'invio della comunicazione di chiusura del contratto e dopo aver loro inviato la fotocopia della ricevuta nessuno si è più fatto vivo. Ora a distanza di 2 anni una nuova agenzia di recupero crediti mi chiede il pagamento di tutte le bollette non pagate ma contattandoli sono venuto a sapere che secondo loro l'invio della chiusura del contratto non sarebbe valido in quanto inviato ad un indirizzo Wind errato. Leggendo il contratto che ho in mano ho scoperto che l'indirizzo a cui avrei dovuto inviare il tutto era a Milano e non Roma.. ma che "in caso di recesso del contratto di abbonamento da parte del cliente nei confronti di Telecom... comporta automaticamente la cessazione del servizio.. e non sarà possibile (da parte di Wind) mantenere attivo il servizio". Ora si da il caso che la linea Telecom su cui era appoggiato il contratto in questione sia stata chiusa in data 10/10/2003 come mi ha confermato Telecom.
Cosa posso fare?
Conviene rinviare a Wind, magari al nuovo indirizzo, l'attestazione dell'invio della comunicazione di cessazione contratto?
Grazie
Roberto, da Valdagno (VI)

Risposta ADUC
si', esattamente e facendo loro presente che se la sede romana dove ha spedito la raccomandata era sede operativa, secondo i principi di buona fede nell'esecuzione del contratto, avrebbero dovuto girarla alla sede competente e non archiviarla.
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di diffida: clicca qui
In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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