Cara ADUC
Vodafone recesso contratto aziendale
Domanda
2 settembre 2008
Il 5.3.08 ho firmato un contratto aziendale (per due SIM), tramite un agente passato nel mio negozio, per il passaggio di portabilità da TIM a VODAFONE con accessori dei telefoni "COSTO 0", senza obbligo di chiamate, con un contributo statale di 6 euro mensili. Dopo l'invio dei telefoni mi vengono recapitate 2 fatture di 285 euro cadauna. Chiamo V. chiedendo spiegazioni (se avrebbero spedito delle note di credito di pari importo visto che i telefoni erano a "COSTO 0") e mi rispondono che i telefoni "li devo pagare a rate mensili". Invio disdetta, tramite racc. A/R, il 2 aprile u.s. (effettivamente nei termini di legge 30 giorni) dove ribadivo che non corrispondeva a quanto dichiarato dall'agente V. in sede di stipula del contratto e restavo in attesa per la restituzione dei due telefoni. Dopo l'invio della disdetta a fine maggio mi viene recapitata una fattura di 251 euro per un periodo 19.3-9.5.2008 senza aver: 1) mai ricevuto comunicazione dalla V. che la linea era stata attivata dal momento che TIM era sempre funzionante; 2) mai usato le loro schede SIM proprio perché funzionava TIM; 3) mai usato i loro telefoni perché erano da restituire. A questo punto, invio un fax a V. per avere spiegazioni dicendo loro che non avevo mai usufruito dei loro servizi in quando TIM non ha mai cessato la sua portabilità e a cosa era dovuta la fattura che mi era stata inviata e che rimanevo in attesa di loro comunicazione entro 7 gg. per la risoluzione definitiva del contratto. Dopo aver contattato il S.Clienti Vod. invio, all'indirizzo email che mi è stato fornito, la richiesta per il reso dei telefoni che ricevo poco dopo, ma dopo averlo rinviato mi dicono che "l'autorizzazione è stata rifiutata". Nel mese di luglio u.s. ricevo dalla Vod. un sollecito di pagamento che riportava "per evitare la disattivazione del servizio e l'affidamento della pratica ad una società di recupero crediti". Invio, stupita, a questo punto un nuovo fax nel quale ribadivo il fatto che "dopo i miei invani tentativi di comun. con V. per la restit. dei telefoni e delle SIM mai usate, dopo 2 mesi di tacito assenso a riguardo del fax inviato prec., dopo aver inviato il modulo di reso (poi rifiutato) e che non capivo perché avrei dovuto pagare una somma di 251 euro per servizi e periodi inesistenti visto che TIM FUNZIONAVA ININTERROTTAMENTE chiedendo un riscontro URGENTISSIMO al fax che stavo inviando per l'ennesima volta per la risol. def. del contratto o sarei stata costretta ad adire le vie legali a loro carico ed infor. le Aut.Comp. in materia. Il 1° agosto u.s. mi viene recapitata una nuova ft V. di 169 euro per un periodo 10.5-9.7.2008 chiedendo a cosa era dovuto questo nuovo importo dal momento che avevo disdetto 5 mesi prima. L'oper. del S.Clienti controllando la mia pratica mi conferma la disdetta registrata da V. l'8.5.08 (ft emessa 2 gg dopo la chiusura) e che mi sarebbero state riaccreditate tutte le somme (N.C.a storno ft.da loro emesse). Credendo (ingenuamente) che la storia era finita, in data 28.8.08 (giorno in cui rientravo dalle ferie) trovo, sotto la serranda del negozio, una lettera (NON racc. A/R) della S.Rec.Cr. della Vod. con data 22.08.08 che mi chiede di pagare, entro 7 gg, la somma di 488,33 euro o avreb. proceduto presso l'Aut.Giud.Comp. con annesse conseguenze. Chiamo la S.Rec.Cr. per inform. ma mi dicono che il contratto è per due anni, quindi, sono obbligata a pagare per recesso antic.. C'è un modo per poter chiudere definitivamente questa storia visto che va avanti da 6 mesi. Perché devo pagare queste somme per servizi inesistenti dal momento che V. non mi ha mai contattata per dirmi che le SIM erano state attivate dal 19 marzo u.s. se la SIM della TIM funzionava? E poi. Perché ho dovuto inviare una racc. A/R per la disdetta e la S.Rec.Cr. può inviare una semplice lettera invece di una racc. A/R? Non è obbligatorio la racc.? Spero di essere stata in grado di spiegarmi bene ciò che mi succede e che possiate aiutarmi veramente in qualche modo. Ringraziandovi
Stefania, da Roma (RM)
Stefania, da Roma (RM)
Risposta ADUC
le consigliamo di ignorare la lettera della societa' di recupero crediti. Eventualmente, se il gestore ritiene che gli importi siano dovuti, li richiedera' in forma ufficiale (racc. a/r oppure attivando egli stesso il tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Corecom regionale:
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