Cara ADUC
VODAFONE, portabilità a metà strada
Domanda
6 ottobre 2008
1) Nei primi giorni di giugno 2008 sono entrato nel negozio Vodafone. La mia domanda era la seguente: sapere se era possibile trasferire il mio numero aziendale Telecom Italia in Vodafone, e subito dopo (dato che sapevo già che avrei ceduto la ditta) trasferirlo ad una mia ditta individuale, che stavo per aprire. Mi è stato risposto che era possibile fare questi due "passaggi". Allora ho preso un paio di settimane, per parlare con Telecom e capire se lasciavano migrare il numero, perché in caso di diniego, avrei optato per il cosiddetto "trasloco" da una sede ad un'altra, restando in Telecom, pagando solo 60 ¤.
2) Avendo avuto risposta positiva da Telecom, sono ritornato verso fine giugno nello stesso negozio ed ho stipulato il contratto, e per farlo ho dovuto attivare anche un numero mobile Vodafone, di cui non avevo esigenza, ma mi è stato detto che era indispensabile.
3) Dopo che il numero Telecom è stato trasferito in Vodafone, sono ritornato nel negozio ed ho compilato i moduli per la cessione del contratto: gli stessi moduli li ho spediti per raccomandata alla Vodafone.
4) Verso la metà - fine agosto, non ricevendo risposte né comunicazioni ufficiali, ho chiesto informazioni al 190, venendo a conoscenza che il subentro nel contratto della mia ditta individuale sarebbe stato probabilmente impossibile.
QUESTO ASPETTO ERA INDISPENSABILE NELLA SCELTA DI TRASFERIRE IL MIO NUMERO DA TELECOM VERSO VODAFONE. Invece il numero è rimasto intestato alla vecchia società.
Ultimamente, dai primi di settembre in poi, non essendo stato informato più di nulla, sono dovuto andare alcune volte presso il negozio n oggetto per far sì che si rendessero parte attiva nella soluzione del problema, ma mi hanno risposto che il negozio non si farà carico del danno subito.
Cosa devo fare? Aspetto un vostro suggerimento. Grazie. Cordiali saluti.
Antonio , da Vignate (MI)
2) Avendo avuto risposta positiva da Telecom, sono ritornato verso fine giugno nello stesso negozio ed ho stipulato il contratto, e per farlo ho dovuto attivare anche un numero mobile Vodafone, di cui non avevo esigenza, ma mi è stato detto che era indispensabile.
3) Dopo che il numero Telecom è stato trasferito in Vodafone, sono ritornato nel negozio ed ho compilato i moduli per la cessione del contratto: gli stessi moduli li ho spediti per raccomandata alla Vodafone.
4) Verso la metà - fine agosto, non ricevendo risposte né comunicazioni ufficiali, ho chiesto informazioni al 190, venendo a conoscenza che il subentro nel contratto della mia ditta individuale sarebbe stato probabilmente impossibile.
QUESTO ASPETTO ERA INDISPENSABILE NELLA SCELTA DI TRASFERIRE IL MIO NUMERO DA TELECOM VERSO VODAFONE. Invece il numero è rimasto intestato alla vecchia società.
Ultimamente, dai primi di settembre in poi, non essendo stato informato più di nulla, sono dovuto andare alcune volte presso il negozio n oggetto per far sì che si rendessero parte attiva nella soluzione del problema, ma mi hanno risposto che il negozio non si farà carico del danno subito.
Cosa devo fare? Aspetto un vostro suggerimento. Grazie. Cordiali saluti.
Antonio , da Vignate (MI)
Risposta ADUC
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora: clicca qui. In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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