Cara ADUC
Vodafone - Attivazione servizio non richiesta
Domanda
28 febbraio 2018
Buongiorno
vi scrivo in relazione al modello D inviato questa mattina alla AGCOM. Si tratta di una vicenda per la quale non ho trovato modo di effettuare reclami presso Vodafone. Qualora il modello non dovesse aprirsi correttamente, provo a copiarvi di seguito il contenuto. Spero la questione venga posta all'attenzione anche grazie al vostro prezioso aiuto.
In data 13/06/2015 ho sottoscritto l'attivazione di una linea dati ricaricabile con Vodafone Italia.
Il pacchetto prevedeva un pagamento anticipato di 129 euro per poter navigare in internet nei 12 mesi successivi con una disponibilità di 7 GB al mese alla velocità del 4G. Al momento del secondo rinnovo nel giugno del 2017 decido per altra opzione di navigazione casalinga su altra SIM dati ricaricabile presso il medesimo operatore. In data 30 gennaio 2018 ho erroneamente ricaricato 20 euro da home banking sulla vecchia SIM, quella relativa al pacchetto sottoscritto il 13/06/2015. Mi sono recata in negozio per chiedere di girare il credito sulla SIM ricaricabile che sto effettivamente usando, ma mi è stato risposto che sul numero erroneamente ricaricato risulto in debito di circa 108 euro (129 euro - 20 eur - 0,95 eur residui) e che il giro della posizione avrebbe implicato il trasferimento dell'intero debito. Neppure attendendo la disattivazione della SIM per inattività mi sarà possibile recuperare i 20 euro. Ho fatto presente che la mia è una ricaricabile e che non è configurabile alcun debito personale nei confronti della compagnia. Quindi, pur non essendoci alcuna possibilità di sequela da parte di Vodafone Italia, il mio conto risulta "virtualmente" in rosso rispetto all'utilizzo di un pacchetto internet che non ho chiesto di attivare e per il quale non ho alcun obbligo, configurando una penale di recesso occulta. Consultando il profilo dalla sezione "fai da te" disponibile on-line, ho effettivamente appurato che il pacchetto era stato rinnovato automaticamente pur in assenza del credito
residuo sufficiente, in assenza di notifiche/preavvisi di alcun tipo e che la disattivazione sarà anch'essa automatica e avverrà in data 30/05/2018. Non ho effettuato reclami perché non è possibile: la procedura è unicamente on-line e nell'elenco delle categorie di lamentela non è contemplata la casistica presentata, neppure se intendessi circoscrivere la richiesta alla/al restituzione/trasferimento dei 20 euro. Ho accertato, dunque, che la medesima dinamica di rinnovo automatico si presenta per la SIM dati ricaricabile attualmente in uso e che si tratta di una prassi che Vodafone Italia applica a tutti i contratti ricaricabili.
Vi ringrazio infinitamente per l'attenzione e l'aiuto.
Silvia, da Genova (GE)
vi scrivo in relazione al modello D inviato questa mattina alla AGCOM. Si tratta di una vicenda per la quale non ho trovato modo di effettuare reclami presso Vodafone. Qualora il modello non dovesse aprirsi correttamente, provo a copiarvi di seguito il contenuto. Spero la questione venga posta all'attenzione anche grazie al vostro prezioso aiuto.
In data 13/06/2015 ho sottoscritto l'attivazione di una linea dati ricaricabile con Vodafone Italia.
Il pacchetto prevedeva un pagamento anticipato di 129 euro per poter navigare in internet nei 12 mesi successivi con una disponibilità di 7 GB al mese alla velocità del 4G. Al momento del secondo rinnovo nel giugno del 2017 decido per altra opzione di navigazione casalinga su altra SIM dati ricaricabile presso il medesimo operatore. In data 30 gennaio 2018 ho erroneamente ricaricato 20 euro da home banking sulla vecchia SIM, quella relativa al pacchetto sottoscritto il 13/06/2015. Mi sono recata in negozio per chiedere di girare il credito sulla SIM ricaricabile che sto effettivamente usando, ma mi è stato risposto che sul numero erroneamente ricaricato risulto in debito di circa 108 euro (129 euro - 20 eur - 0,95 eur residui) e che il giro della posizione avrebbe implicato il trasferimento dell'intero debito. Neppure attendendo la disattivazione della SIM per inattività mi sarà possibile recuperare i 20 euro. Ho fatto presente che la mia è una ricaricabile e che non è configurabile alcun debito personale nei confronti della compagnia. Quindi, pur non essendoci alcuna possibilità di sequela da parte di Vodafone Italia, il mio conto risulta "virtualmente" in rosso rispetto all'utilizzo di un pacchetto internet che non ho chiesto di attivare e per il quale non ho alcun obbligo, configurando una penale di recesso occulta. Consultando il profilo dalla sezione "fai da te" disponibile on-line, ho effettivamente appurato che il pacchetto era stato rinnovato automaticamente pur in assenza del credito
residuo sufficiente, in assenza di notifiche/preavvisi di alcun tipo e che la disattivazione sarà anch'essa automatica e avverrà in data 30/05/2018. Non ho effettuato reclami perché non è possibile: la procedura è unicamente on-line e nell'elenco delle categorie di lamentela non è contemplata la casistica presentata, neppure se intendessi circoscrivere la richiesta alla/al restituzione/trasferimento dei 20 euro. Ho accertato, dunque, che la medesima dinamica di rinnovo automatico si presenta per la SIM dati ricaricabile attualmente in uso e che si tratta di una prassi che Vodafone Italia applica a tutti i contratti ricaricabili.
Vi ringrazio infinitamente per l'attenzione e l'aiuto.
Silvia, da Genova (GE)
Risposta ADUC
l'allegato modello 2016 non è apribile.
Il codice del consumo e succ. modifiche prevedono informazioni obbligatorie da apporre nel contratto tra cui la durata e le condizioni di rinnovo e cessazione.
DURATA DEL CONTRATTO
Una grossa novità attiva dal 2015 è che ai consumatori non può essere imposto, per i contratti inerenti servizi di comunicazioni elettroniche, impegni iniziali in termini di durata superiori a 24 mesi.
Allo stesso tempo dev'essere data agli utenti la possibilità di aderire ad almeno un contratto che preveda durata massima iniziale di 12 mesi.
I termini per la comunicazione della disdetta imposti agli utenti NON devono essere superiori ai 30 giorni dalla scadenza del periodo di durata del vincolo contrattuale.
L'utente deve essere avvisato dall'operatore relativamente all'approssimarsi di tale termine almeno trenta giorni prima.
Se nel suo contratto non è stabilito il rinnovo automatico, esso non è valido. Quindi lei può rifiutarlo con relativo rimborso di quanto addebitato mediante diffida racc.ta a/r .
questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
Il codice del consumo e succ. modifiche prevedono informazioni obbligatorie da apporre nel contratto tra cui la durata e le condizioni di rinnovo e cessazione.
DURATA DEL CONTRATTO
Una grossa novità attiva dal 2015 è che ai consumatori non può essere imposto, per i contratti inerenti servizi di comunicazioni elettroniche, impegni iniziali in termini di durata superiori a 24 mesi.
Allo stesso tempo dev'essere data agli utenti la possibilità di aderire ad almeno un contratto che preveda durata massima iniziale di 12 mesi.
I termini per la comunicazione della disdetta imposti agli utenti NON devono essere superiori ai 30 giorni dalla scadenza del periodo di durata del vincolo contrattuale.
L'utente deve essere avvisato dall'operatore relativamente all'approssimarsi di tale termine almeno trenta giorni prima.
Se nel suo contratto non è stabilito il rinnovo automatico, esso non è valido. Quindi lei può rifiutarlo con relativo rimborso di quanto addebitato mediante diffida racc.ta a/r .
questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
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