Cara ADUC
Visita pseudo-medica
Domanda
30 agosto 2008
Buongiorno,
oggi mi sono recata presso un ambulatorio della ASL di Firenze per effettuare una visita dermatologica di controllo dei nei. In particolare per aver notato da qualche mese un ingrossamento in un neo, e poi per un controllo generale suggerito anche dal medico generico dato che ne ho molti su tutto il corpo.
Mi è stato chiaro un minuto dopo essere entrata che la dottoressa non aveva la minima intenzione di visitarmi. Intanto ha immediatamente sentenziato dopo la prima occhiata che ero troppo abbronzata per fare questo genere di visita, nessuno mi aveva avvisato di questa controindicazione che tra l'altro dopo essermi informata meglio mi risulta assolutamente infondata. Dopo di che senza neppure farmi accomodare sul lettino mi ha fatto togliere la maglietta e mi ha dato un'occhiata molto superficiale durata, senza esagerare, un minuto. L'unico neo che mi ha esaminato con l'apparecchio per l'epiluminescenza è quello che ho segnalato come ingrossato affermando che non è un neo ma un follicolo pilifero ingrossato. Io però sono sicura di avere di avere quel neo da anni e l'ho notato ingrossato solo di recente. E mi domando come mai non ho dovuto togliere i pantaloni? Forse sulle gambe non ci sono nei? Mi sono informata e ho saputo che spesso per le donne proprio sulle gambe ci sono i nei più soggetti a cambiamento. In sostanza la "visita" si è ridotta ad una filippica di 20 minuti sulle creme solari protettive, abbastanza irritante per il tono saccente della dottoressa che evidentemente ha pensato di avere di fronte una persona stupida. Pare che l'unica cosa rilevante fosse la mia abbronzatura. Vorrei precisare che sono appena rientrata da due settimane di ferie in cui sono andata al mare solo di mattina e nemmeno tutti i giorni, ho usato regolarmente una crema protettiva, e non ho mai fatto una lampada abbronzante in tutta la mia vita. Ho 37 anni. Semplicemente sono di carnagione olivastra, quindi divento scura, non credo di dovermi giustificare col dottore di questo. Rimane il fatto che ho pagato un ticket per una prestazione medica che non ho ricevuto e che mi toccherà rifare una visita con un dottore più competente perchè non sono affatto convinta della teoria del follicolo. Il neo c'è, è ingrossato e mi da prurito. Premesso che sono molto irritata con me stessa per non aver risposto immediatamente a tono all'atteggiamento spocchioso della dottoressa (purtroppo sono rimasta piuttosto spiazzata e non ho reagito prontamente), mi chiedo come ci si può difendere da questi comportamenti, se posso in qualche maniera effettuare una protesta con la direzione sanitaria della asl o richiedere di effettuare di nuovo la visita con un altro dottore. E in questo caso devo ripagare il ticket? Non lo trovo giusto, ma purtroppo credo che si tratterebbe della sua parola contro la mia, ma è mai possibile che si debba sempre rimanere impotenti davanti a queste cose? Perchè si deve sempre giocare sulla rassegnazione delle persone?
Vi ringrazio in anticipo per la vostra disponibilità.
Maria Luisa, da Sesto Fiorentino (FI)
oggi mi sono recata presso un ambulatorio della ASL di Firenze per effettuare una visita dermatologica di controllo dei nei. In particolare per aver notato da qualche mese un ingrossamento in un neo, e poi per un controllo generale suggerito anche dal medico generico dato che ne ho molti su tutto il corpo.
Mi è stato chiaro un minuto dopo essere entrata che la dottoressa non aveva la minima intenzione di visitarmi. Intanto ha immediatamente sentenziato dopo la prima occhiata che ero troppo abbronzata per fare questo genere di visita, nessuno mi aveva avvisato di questa controindicazione che tra l'altro dopo essermi informata meglio mi risulta assolutamente infondata. Dopo di che senza neppure farmi accomodare sul lettino mi ha fatto togliere la maglietta e mi ha dato un'occhiata molto superficiale durata, senza esagerare, un minuto. L'unico neo che mi ha esaminato con l'apparecchio per l'epiluminescenza è quello che ho segnalato come ingrossato affermando che non è un neo ma un follicolo pilifero ingrossato. Io però sono sicura di avere di avere quel neo da anni e l'ho notato ingrossato solo di recente. E mi domando come mai non ho dovuto togliere i pantaloni? Forse sulle gambe non ci sono nei? Mi sono informata e ho saputo che spesso per le donne proprio sulle gambe ci sono i nei più soggetti a cambiamento. In sostanza la "visita" si è ridotta ad una filippica di 20 minuti sulle creme solari protettive, abbastanza irritante per il tono saccente della dottoressa che evidentemente ha pensato di avere di fronte una persona stupida. Pare che l'unica cosa rilevante fosse la mia abbronzatura. Vorrei precisare che sono appena rientrata da due settimane di ferie in cui sono andata al mare solo di mattina e nemmeno tutti i giorni, ho usato regolarmente una crema protettiva, e non ho mai fatto una lampada abbronzante in tutta la mia vita. Ho 37 anni. Semplicemente sono di carnagione olivastra, quindi divento scura, non credo di dovermi giustificare col dottore di questo. Rimane il fatto che ho pagato un ticket per una prestazione medica che non ho ricevuto e che mi toccherà rifare una visita con un dottore più competente perchè non sono affatto convinta della teoria del follicolo. Il neo c'è, è ingrossato e mi da prurito. Premesso che sono molto irritata con me stessa per non aver risposto immediatamente a tono all'atteggiamento spocchioso della dottoressa (purtroppo sono rimasta piuttosto spiazzata e non ho reagito prontamente), mi chiedo come ci si può difendere da questi comportamenti, se posso in qualche maniera effettuare una protesta con la direzione sanitaria della asl o richiedere di effettuare di nuovo la visita con un altro dottore. E in questo caso devo ripagare il ticket? Non lo trovo giusto, ma purtroppo credo che si tratterebbe della sua parola contro la mia, ma è mai possibile che si debba sempre rimanere impotenti davanti a queste cose? Perchè si deve sempre giocare sulla rassegnazione delle persone?
Vi ringrazio in anticipo per la vostra disponibilità.
Maria Luisa, da Sesto Fiorentino (FI)
Risposta ADUC
le consigliamo di segnalare la questione alla direzione dell'Asl competente, con lettera raccomandata a/r, chiedendo a titolo di risarcimento il rimborso di quanto pagato per la visita (che dovra' ripetere altrove):
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