Cara ADUC
Venezia: la beffa dell'imob e l'arroganza di ACTV
Domanda
21 maggio 2009
Buongiorno.
Volevo segnalarvi un clamoroso caso di violazione della privacy e di abuso di posizione dominante da parte dell'Azienda del Consorzio Trasporti Veneziano, meglio nota come ACTV.
Di recente l'ACTV ha introdotto FORZOSAMENTE una geniale tessera elettronica chiamata "imob" che risolve un sacco di problemi che prima non avevamo e che non manca di crearcene di nuovi.
C'e' chi sostiene che la controversia sulla violazione della privacy sia una questione tutt'ora aperta. A dire il vero la questione e' bella che chiusa e la risposta e' semplicissima: si, l'imob viola le piu' elementari principi in termini di privacy.
Sembrera' strano ma ad ammetterlo e' la stessa ACTV la quale, nel vano e patetico tentativo di negare che la privacy viene violata, ammette candidamente che la tracciatura avviene. Nel suo sito alla domanda se con l'imob si puo' essere tracciati c'e' scritto esattamente questo:
"No, perche' proprio in relazione ad una precisa prescrizione sulla privacy, i dati, oltre ad essere assolutamente riservati, dopo 72 ore vengono disassociati e cancellati, cioè dopo 3 giorni non è più possibile associare quell'abbonato a quel viaggio ed a quell'ora [...]"
Che tradotto significa:
"Si, perche' proprio in barba ad una precisa prescrizione sulla privacy, i dati (che nessuno vi garantira' che rimarranno riservati e che verranno cancellati) rimangono registrati per almeno per 72 ore e quindi e' possibile associare quell'abbonato a quel viaggio ed a quell'ora [...]"
Il concetto in realta' e' molto semplice. Prima dell'imob esistevano documenti ben distinti e principalmente il biglietto cartaceo, la Carta Venezia e l'abbonamento. E non era possibile in nessun modo associare ad esempio i dati del titolare di un abbonamento o di una Carta Venezia ai viaggi che questa persona effettuava. La tecnologia che sta alla base dell'imob invece permette proprio questo. L'ACTV puo' sapere chi fa cosa e tenere traccia di tutto: chi siete, quale mezzo avete preso, dove siete saliti, probabilmente anche dove siete scesi, in che giorno, a che ora e perfino con chi eravate!
A questo problema se ne aggiunge un altro. Mentre in qualsiasi altra citta' per difendersi da questo sistema e' possibile scegliere di non utilizzare i mezzi pubblici, a Venezia il discorso e' piu' complesso. Per molte persone esiste sempre l'alternativa di "farsela a piedi" ma ad esempio un disabile o una persona anziana si trova nelle condizioni di non avere scelta. Se poi dovete raggiungere le isole (Lido, Murano, ecc.) e non avete uno stipendio da calciatore cosi' da potervi permettere di prendere ogni volta un taxi acqueo, anche voi sarete costretti ad accettare la vessazione e rinunciare alla vostra privacy. L'ACTV opera infatti in regime di assoluto monopolio: o fate come dice lei o andate a nuoto.
La domanda e': cosa possiamo fare? E' possibile percorrere la strada della Class Action ed indurre l'ACTV a ripristinare un sistema meno pervasivo?
Grazie
Wasabi, da Venezia (VE)
Volevo segnalarvi un clamoroso caso di violazione della privacy e di abuso di posizione dominante da parte dell'Azienda del Consorzio Trasporti Veneziano, meglio nota come ACTV.
Di recente l'ACTV ha introdotto FORZOSAMENTE una geniale tessera elettronica chiamata "imob" che risolve un sacco di problemi che prima non avevamo e che non manca di crearcene di nuovi.
C'e' chi sostiene che la controversia sulla violazione della privacy sia una questione tutt'ora aperta. A dire il vero la questione e' bella che chiusa e la risposta e' semplicissima: si, l'imob viola le piu' elementari principi in termini di privacy.
Sembrera' strano ma ad ammetterlo e' la stessa ACTV la quale, nel vano e patetico tentativo di negare che la privacy viene violata, ammette candidamente che la tracciatura avviene. Nel suo sito alla domanda se con l'imob si puo' essere tracciati c'e' scritto esattamente questo:
"No, perche' proprio in relazione ad una precisa prescrizione sulla privacy, i dati, oltre ad essere assolutamente riservati, dopo 72 ore vengono disassociati e cancellati, cioè dopo 3 giorni non è più possibile associare quell'abbonato a quel viaggio ed a quell'ora [...]"
Che tradotto significa:
"Si, perche' proprio in barba ad una precisa prescrizione sulla privacy, i dati (che nessuno vi garantira' che rimarranno riservati e che verranno cancellati) rimangono registrati per almeno per 72 ore e quindi e' possibile associare quell'abbonato a quel viaggio ed a quell'ora [...]"
Il concetto in realta' e' molto semplice. Prima dell'imob esistevano documenti ben distinti e principalmente il biglietto cartaceo, la Carta Venezia e l'abbonamento. E non era possibile in nessun modo associare ad esempio i dati del titolare di un abbonamento o di una Carta Venezia ai viaggi che questa persona effettuava. La tecnologia che sta alla base dell'imob invece permette proprio questo. L'ACTV puo' sapere chi fa cosa e tenere traccia di tutto: chi siete, quale mezzo avete preso, dove siete saliti, probabilmente anche dove siete scesi, in che giorno, a che ora e perfino con chi eravate!
A questo problema se ne aggiunge un altro. Mentre in qualsiasi altra citta' per difendersi da questo sistema e' possibile scegliere di non utilizzare i mezzi pubblici, a Venezia il discorso e' piu' complesso. Per molte persone esiste sempre l'alternativa di "farsela a piedi" ma ad esempio un disabile o una persona anziana si trova nelle condizioni di non avere scelta. Se poi dovete raggiungere le isole (Lido, Murano, ecc.) e non avete uno stipendio da calciatore cosi' da potervi permettere di prendere ogni volta un taxi acqueo, anche voi sarete costretti ad accettare la vessazione e rinunciare alla vostra privacy. L'ACTV opera infatti in regime di assoluto monopolio: o fate come dice lei o andate a nuoto.
La domanda e': cosa possiamo fare? E' possibile percorrere la strada della Class Action ed indurre l'ACTV a ripristinare un sistema meno pervasivo?
Grazie
Wasabi, da Venezia (VE)
Risposta ADUC
ancora lo strumento della class action non e' utilizzabile. Qui la nostra posizione al riguardo:
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