Cara ADUC
Utenza telefonica Vodafone
Domanda
16 settembre 2017
l'8 settembre 2016 ho inviato disdetta a Vodafone relativa al numero di telefono 055xx. Si tratta di Vodafone casa: una SIM da inserire in un apposito telefono a cornetta associata a un numero di rete fissa ma in realtà non collegata alla rete terrestre ma a quella mobile.
La disdetta è avvenuta a seguito della mia sottoscrizione di un’offerta TIM che, nel frattempo, aveva attivato la copertura ADSL nella zona.
Vodafone mi ha successivamente contattato telefonicamente offrendomi di mantenere gratuitamente il loro telefono per sei mesi e, se non nuovamente disdetto, avrei dovuto pagare un nuovo canone ridotto di 11 euro mensili. Poiché con TIM erano nel frattempo insorti problemi tecnici, ho accettato. Vodafone ha registrato la conversazione e mi ha comunicato che per recedere dalla nuova offerta, serviva una nuova raccomandata e che la precedente dell’8 settembre era da ritenersi nulla.
A fine ottobre 2016 TIM mi ha allacciato la nuova linea telefonica fissa; il 28 ottobre ho inviato una nuova raccomandata RR a Vodafone in cui confermavo la precedente disdetta dell’8 settembre. Detta raccomandata risulta ricevuta in data 7 novembre 2016 come da timbri sulla ricevuta di ritorno.
Per alcuni mesi non avuto alcuna notizia da Vodafone fino a marzo quando ho ricevuto una fattura di euro 28,02 relativa al canone dei mesi di Gennaio e marzo 2017. Detta fattura non è stata da me pagata contestando l’addebito su carta di credito e risulta insoluta. Da notare che sono in possesso anche di una chiavetta Vodafone con relativa SIM che utilizzo occasionalmente e di cui non ho mai inviato disdetta, i cui costi sono fatturati insieme alla linea fissa disdetta e che è stata anch’essa disattivata a seguito del mancato pagamento della fattura mentre invece avrei voluto pagare mantenendola in essere.
Il 5 aprile 2017 scrivo un reclamo all’ufficio reclami Vodafone ma non ho mai ricevuto risposta.
L'8 aprile 2017 invio una ulteriore raccomandata RR in cui chiedo a Vodafone di rispettare la mia volontà di disdire il contratto espressa nelle mie precedenti raccomandate e li diffido da effettuare ulteriori addebiti sulla mia carta di credito.
Non ho mai avuto alcuna risposta a ben quattro raccomandate RR ma nel frattempo sono stato contattato dal servizio clienti Vodafone che mi chiedeva spiegazioni sul mancato pagamento della fattura e sosteneva di non aver mai ricevuto la raccomandata del 28/10/2016 e che io non avrei correttamente disdetto la linea.
Vodafone continua a sollecitare i pagamenti e effettuare addebiti sulla mia carta di credito per altre fatture: una di euro 17,53 del 13 giugno 2017, da me contestata e riaccreditata e l’altra di euro 51,24 del 16 agosto, mentre io ho chiesto di saldare soltanto gli importi relativi alla chiavetta SIM. All’inizio di settembre ho ricevuto una lettera da Gestione Rischi Srl in cui si sollecita il pagamento di euro 33,02 e, la fattura Vodafone di euro 51,24.
Allego alla presente copia delle documentazione.
F, da Firenze (FI)
La disdetta è avvenuta a seguito della mia sottoscrizione di un’offerta TIM che, nel frattempo, aveva attivato la copertura ADSL nella zona.
Vodafone mi ha successivamente contattato telefonicamente offrendomi di mantenere gratuitamente il loro telefono per sei mesi e, se non nuovamente disdetto, avrei dovuto pagare un nuovo canone ridotto di 11 euro mensili. Poiché con TIM erano nel frattempo insorti problemi tecnici, ho accettato. Vodafone ha registrato la conversazione e mi ha comunicato che per recedere dalla nuova offerta, serviva una nuova raccomandata e che la precedente dell’8 settembre era da ritenersi nulla.
A fine ottobre 2016 TIM mi ha allacciato la nuova linea telefonica fissa; il 28 ottobre ho inviato una nuova raccomandata RR a Vodafone in cui confermavo la precedente disdetta dell’8 settembre. Detta raccomandata risulta ricevuta in data 7 novembre 2016 come da timbri sulla ricevuta di ritorno.
Per alcuni mesi non avuto alcuna notizia da Vodafone fino a marzo quando ho ricevuto una fattura di euro 28,02 relativa al canone dei mesi di Gennaio e marzo 2017. Detta fattura non è stata da me pagata contestando l’addebito su carta di credito e risulta insoluta. Da notare che sono in possesso anche di una chiavetta Vodafone con relativa SIM che utilizzo occasionalmente e di cui non ho mai inviato disdetta, i cui costi sono fatturati insieme alla linea fissa disdetta e che è stata anch’essa disattivata a seguito del mancato pagamento della fattura mentre invece avrei voluto pagare mantenendola in essere.
Il 5 aprile 2017 scrivo un reclamo all’ufficio reclami Vodafone ma non ho mai ricevuto risposta.
L'8 aprile 2017 invio una ulteriore raccomandata RR in cui chiedo a Vodafone di rispettare la mia volontà di disdire il contratto espressa nelle mie precedenti raccomandate e li diffido da effettuare ulteriori addebiti sulla mia carta di credito.
Non ho mai avuto alcuna risposta a ben quattro raccomandate RR ma nel frattempo sono stato contattato dal servizio clienti Vodafone che mi chiedeva spiegazioni sul mancato pagamento della fattura e sosteneva di non aver mai ricevuto la raccomandata del 28/10/2016 e che io non avrei correttamente disdetto la linea.
Vodafone continua a sollecitare i pagamenti e effettuare addebiti sulla mia carta di credito per altre fatture: una di euro 17,53 del 13 giugno 2017, da me contestata e riaccreditata e l’altra di euro 51,24 del 16 agosto, mentre io ho chiesto di saldare soltanto gli importi relativi alla chiavetta SIM. All’inizio di settembre ho ricevuto una lettera da Gestione Rischi Srl in cui si sollecita il pagamento di euro 33,02 e, la fattura Vodafone di euro 51,24.
Allego alla presente copia delle documentazione.
F, da Firenze (FI)
Risposta ADUC
questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione, dove potrà anche ottenere gli indennizzi per mancata gestione dei suoi reclami (1 Euro al giorno per ogni giorno di ritardo):
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
2. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
1. fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione, dove potrà anche ottenere gli indennizzi per mancata gestione dei suoi reclami (1 Euro al giorno per ogni giorno di ritardo):
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
2. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
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