Cara ADUC
usucapione con distruzione
Domanda
2 marzo 2015
Con altri 4 eredi siamo proprietari di un terreno agricolo a uva da tavola ereditato dai nonni, fino a 6 anni fa era coltivato direttamente dal nonno. Questi oggi non c'è più da 4 anni e gli ultimi 2 li ha passati lontano dalla vigna causa lo stato di salute. Noi eredi viviamo in altre città per lavoro, personalmente tutte le estati faccio ritorno e non manco di raccogliere dal fondo un po' d'uva. Non essendo del mestiere mi limito a raccogliere i frutti che la vigna mi regala e ad eliminare le erbacce quando eccessive.
Tutto questo ha fatto pensare al proprietario del terreno adiacente il nostro di approfittarne per mezzo di usucapione, quando circa 1 anno fa ci siamo accorti che la vigna era stata letteralmente rasa al suolo lasciando il terreno completamente spoglio!
A quel punto ci siamo interrogati e abbiamo chiesto in giro nel paese. Abbiamo saputo chi fosse il colpevole ma senza poter contare su alcuna testimonianza ufficiale. Abbiamo poi prodotto presso la locale stazione dei carabinieri denuncia verso ignoti citando anche le voci di piazza raccolte.
A inizio 2015 un mio coerede ha contattato telefonicamente il presunto autore dell'accaduto ricevendo in risposta l'ammissione dell'atto e successivamente di esser stato autorizzato ad occuparsi del terreno da mio nonno (ora defunto) circa 20 anni fa; voglio precisare che il terreno in questione apparteneva a mia nonna, deceduta nel 1991, le sue proprietà, ivi compreso il suddetto terreno, sono state ereditate in buona parte da mio nonno, il coniuge, ma in parte anche dai figli e da questi, quando sono mancati, a i nipoti come me.
Dunque se mio nonno ha concesso delle prerogative al "vicino" (decisamente improbabile), credo che questi avrebbe dovuto interpellare anche gli altri eredi e legittimi proprietari (e ce n'erano altri 5 da contattare).
Abbiamo così deciso di sentire un avvocato che ci ha suggerito di effettuare almeno un lieve intervento al fondo, documentato e tangibile e successivamente di diffidare con lettera il "vicino" dal metter mano per qualsivoglia motivo nella nostra proprietà.
Condivido il suggerimento dell'avvocato ma non basta: ho ragionato dell'accaduto con amici e conoscenti coltivatori e mi hanno spiegato che il danno ricevuto è abbastanza ingente in quanto oltre il valore della vigna che è stata pur seminata, innestata, curata e coltivata nel corso degli anni, c'è il valore dell'impianto, il cosiddetto "tendone" che su un terreno seppur "piccolo" come il nostro corrispondente a circa 1900 mq si aggira intorno a qualche migliaio di euro. Ma l'avvocato da noi contattato per motivi che non ho compreso bene ci ha sconsigliato di procedere ad un risarcimento.
Io in questi giorni sto cercando di quantificare i costi reali per riportare la situazione esattamente com'era prima dell'accaduto.
Vorrei quindi da Voi un consiglio su come procedere e che assistenza posso richiedere ad un legale.
Grazie
Leonardo, da Adelfia (BA)
Tutto questo ha fatto pensare al proprietario del terreno adiacente il nostro di approfittarne per mezzo di usucapione, quando circa 1 anno fa ci siamo accorti che la vigna era stata letteralmente rasa al suolo lasciando il terreno completamente spoglio!
A quel punto ci siamo interrogati e abbiamo chiesto in giro nel paese. Abbiamo saputo chi fosse il colpevole ma senza poter contare su alcuna testimonianza ufficiale. Abbiamo poi prodotto presso la locale stazione dei carabinieri denuncia verso ignoti citando anche le voci di piazza raccolte.
A inizio 2015 un mio coerede ha contattato telefonicamente il presunto autore dell'accaduto ricevendo in risposta l'ammissione dell'atto e successivamente di esser stato autorizzato ad occuparsi del terreno da mio nonno (ora defunto) circa 20 anni fa; voglio precisare che il terreno in questione apparteneva a mia nonna, deceduta nel 1991, le sue proprietà, ivi compreso il suddetto terreno, sono state ereditate in buona parte da mio nonno, il coniuge, ma in parte anche dai figli e da questi, quando sono mancati, a i nipoti come me.
Dunque se mio nonno ha concesso delle prerogative al "vicino" (decisamente improbabile), credo che questi avrebbe dovuto interpellare anche gli altri eredi e legittimi proprietari (e ce n'erano altri 5 da contattare).
Abbiamo così deciso di sentire un avvocato che ci ha suggerito di effettuare almeno un lieve intervento al fondo, documentato e tangibile e successivamente di diffidare con lettera il "vicino" dal metter mano per qualsivoglia motivo nella nostra proprietà.
Condivido il suggerimento dell'avvocato ma non basta: ho ragionato dell'accaduto con amici e conoscenti coltivatori e mi hanno spiegato che il danno ricevuto è abbastanza ingente in quanto oltre il valore della vigna che è stata pur seminata, innestata, curata e coltivata nel corso degli anni, c'è il valore dell'impianto, il cosiddetto "tendone" che su un terreno seppur "piccolo" come il nostro corrispondente a circa 1900 mq si aggira intorno a qualche migliaio di euro. Ma l'avvocato da noi contattato per motivi che non ho compreso bene ci ha sconsigliato di procedere ad un risarcimento.
Io in questi giorni sto cercando di quantificare i costi reali per riportare la situazione esattamente com'era prima dell'accaduto.
Vorrei quindi da Voi un consiglio su come procedere e che assistenza posso richiedere ad un legale.
Grazie
Leonardo, da Adelfia (BA)
Risposta ADUC
dovete compiere un atto di esercizio del vostro diritto di proprietà per interrompere la prescrizione e, quindi, l'acquisto del terreno per usucapione da parte di colui che, indebitamente, lo sta utilizzando. Si deve trattare di un atto concreto, documentato e conoscibile dai terzi.
Potete altresì inviare, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, una formale diffida a colui che ritenete sia l'utilizzatore con l'intimazione di astenersi per il futuro da atti di disposizione, conservandone copia.
L'alternativa è un'azione giudiziaria di accertamento del vostro diritto, con negazione dei diritti altrui, con la quale potete chiedere anche l'inibitoria degli atti di turbativa o molestia alla vostra proprietà e il risarcimento dei danni. Tale azione, tuttavia, come ogni giudizio, deve essere provata, come d'altronde anche la responsabilità di colui che convenite in tribunale. Un'ammissione orale del vostro vicino per telefono non appare, purtroppo, sufficientemente forte a sostenere da sola un giudizio. Occorrerebbero maggiori informazioni e, soprattutto, documenti che possano sorreggere in un processo le vostre affermazioni.
Potete altresì inviare, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, una formale diffida a colui che ritenete sia l'utilizzatore con l'intimazione di astenersi per il futuro da atti di disposizione, conservandone copia.
L'alternativa è un'azione giudiziaria di accertamento del vostro diritto, con negazione dei diritti altrui, con la quale potete chiedere anche l'inibitoria degli atti di turbativa o molestia alla vostra proprietà e il risarcimento dei danni. Tale azione, tuttavia, come ogni giudizio, deve essere provata, come d'altronde anche la responsabilità di colui che convenite in tribunale. Un'ammissione orale del vostro vicino per telefono non appare, purtroppo, sufficientemente forte a sostenere da sola un giudizio. Occorrerebbero maggiori informazioni e, soprattutto, documenti che possano sorreggere in un processo le vostre affermazioni.
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