Cara ADUC
Unicreditcard plus
Domanda
12 maggio 2009
Cara Aduc, la mia odissea si chiama UNICREDITCARD PLUS.
Tutto ha inizio nel gennaio 2008 all'atto della chiusura del c/c UNICREDIT intenzionalmente effettuato in data successiva l'addebito RID per consentire, appunto, l'estinzione della CARD stessa. Nella logica dei fatti sarebbe stata questa un'operazione normale e priva di conseguenze. Invece. all'atto della chiusura (08/01/08 addebito RID 05/01/08) la somma presente in c/c, utile all'effettuazione del pagamento RID, mi viene restituita comunicandomi che per effettuare il saldo della CARD avrei dovuto attendere comunicazione da parte della "Consumer Financing - ex CLARIMA" che mi avrebbe fornito, nel merito, importo e termine entro il quale effettuare il versamento. Tale missiva l'ho ricevuta circa un mese dopo la chiusura del c/c e, per giunta, fatta pervenire per via posta ordinaria anziché, come prevedibile per casi analoghi, utilizzare una raccomandata a/r ove poter verificare con esattezza la data sia di trasmissione che soprattutto quella di ricezione. In base a quanto mi veniva richiesto ho effettuato un bonifico bancario dell'importo richiesto attenendomi scrupolosamente a quanto dalla "Consumer Financing - ex CLARIMA" richiesto in termini di debito e in termini di tempo (3 gg. dalla ricezione) (Nota: Non avvalorati da alcun documento circa l'effettiva data di ricezione della missiva in quanto giunta per via posta ordinaria, come possono loro stabilire se il versamento è stato effettuato nei tempi richiesti? (Questa non è una considerazione personale trascurabile nel proseguo dell'odissea. Infatti..) Da quel momento è stato un continuo calvario di richieste di ulteriori somme di denaro che la Consumer Financing pretendeva per motivi mai realmente spiegati nonostante le mie richieste di chiarimenti sia sul perché non era stato onorato il pagamento RID, sia sulle motivazioni della attuali richieste di denaro. Si evidenzia che tutta la corrispondenza da loro inviata, oltre ad essere effettuata sempre per via posta ordinaria, recava sempre scritta la dicitura "la banca ha respinto l'addebito RID. (c/c ufficialmente chiuso in data 08/01/08). e che pertanto la sua CARTA è bloccata... (CARTA ufficialmente restituita ad incaricato UNICREDIT in data 21/12/07).l'importo dovuto entro e non oltre 3 giorni dalla ricezione della presente.(non avvalorata, però, da alcun documento certo in quanto trasmessa per via posta ordinaria) Io penso, che nella logica di ogni individuo che si trovi nelle condizioni di dover "dare" una somma ad altro individuo e/o Società, voglia, innanzitutto, sapere il perché di tale richiesta. Questo, è in pratica, quello che io ho cercato di fare con la Consumer Financing, in altri termini non ho mai negato di voler effettuare il pagamento, chiedevo solo il perché di tale ulteriore richiesta, avendo già saldato il tutto mediante il bonifico nei tempi ed importo da loro stessi richiesto. Purtroppo non ho mai avuto il piacere di saperlo. Oltretutto, si tiene a sottolineare, che il sistema da loro adottato per pretese di ulteriori somme oltre a quanto già avevo corrisposto, era piuttosto ambiguo in quanto, trasmettevano missive, sempre per posta ordinaria, allegando un bollettino postale, utile per effettuare il pagamento, con stampata una scadenza già abbondantemente scaduta (cito esempio: lettera trasmessa in data 15/02/08, ricevuta in data 25/02/08, scadenza del pagamento 05/02/08) con questo sistema, avevo il timore che, nel momento in cui avessi effettuato il versamento pur di farla finita (vista anche la cifra richiesta piuttosto bassa ¤.53,52) avrei avvalorato però:
1. la loro ingiustificata richiesta (avevo già saldato il tutto, il RID non era stato effettuato dalla UNICREDIT e non per responsabilità personali ma per motivi che a me non sono stati mai chiariti.
2. mi sarei messo nelle condizioni di pagare una cifra, pur se onerosamente bassa, ma ben consapevole che la effettuavo al di là della sua scadenza, quindi, messo nelle condizioni di dover comunque subire una ulteriore richiesta di denaro derivante, appunto, dalla morosità nell'effettuazione di pagamento di quest'ultimo bollettino postale innescando una serie continua di richieste di somme future.
Morale, per salvaguardare i miei interessi e nella vana ed insperata ricerca di un perché avvengano certi soprusi, mi sono ritrovato inconsapevolmente vittima della macchinazione diabolica nel trovarmi, a seguito di una mia successiva (settembre 2008) richiesta di finanziamento presso una finanziaria, iscritto nel CAI come "cattivo pagatore".
Domanda: sulla base di quale "potere" questi Colossi possono a loro arbitrio rovinare le persone a loro comodo e piacimento senza un controllo "super partes" che ne stabilisca i limiti entro i quali è possibile o meno segnalare nominativi nelle Centrali Rischi? E' possibile che un individuo che non ha commesso alcuna morosità certa e dimostrabile nei confronti della Consumer Financing, come in questo caso specifico, ma ha solo voluto conoscere il perché di determinate situazione createsi all'indomani dell'effettuazione del saldo a loro dovuto scoprirsi, per giunta, colpevolizzato di chissà quale colpa e condannato senza appello alcuno a dover subire le frustrazioni di trovarsi segnalato in una di queste Centrali Rischi?
Nel ringraziarVi per l'aiuto e il consiglio che eventualmente vorrete fornirmi, Vi porgo i miei distinti saluti.
Mario, da Brindisi (BR)
Tutto ha inizio nel gennaio 2008 all'atto della chiusura del c/c UNICREDIT intenzionalmente effettuato in data successiva l'addebito RID per consentire, appunto, l'estinzione della CARD stessa. Nella logica dei fatti sarebbe stata questa un'operazione normale e priva di conseguenze. Invece. all'atto della chiusura (08/01/08 addebito RID 05/01/08) la somma presente in c/c, utile all'effettuazione del pagamento RID, mi viene restituita comunicandomi che per effettuare il saldo della CARD avrei dovuto attendere comunicazione da parte della "Consumer Financing - ex CLARIMA" che mi avrebbe fornito, nel merito, importo e termine entro il quale effettuare il versamento. Tale missiva l'ho ricevuta circa un mese dopo la chiusura del c/c e, per giunta, fatta pervenire per via posta ordinaria anziché, come prevedibile per casi analoghi, utilizzare una raccomandata a/r ove poter verificare con esattezza la data sia di trasmissione che soprattutto quella di ricezione. In base a quanto mi veniva richiesto ho effettuato un bonifico bancario dell'importo richiesto attenendomi scrupolosamente a quanto dalla "Consumer Financing - ex CLARIMA" richiesto in termini di debito e in termini di tempo (3 gg. dalla ricezione) (Nota: Non avvalorati da alcun documento circa l'effettiva data di ricezione della missiva in quanto giunta per via posta ordinaria, come possono loro stabilire se il versamento è stato effettuato nei tempi richiesti? (Questa non è una considerazione personale trascurabile nel proseguo dell'odissea. Infatti..) Da quel momento è stato un continuo calvario di richieste di ulteriori somme di denaro che la Consumer Financing pretendeva per motivi mai realmente spiegati nonostante le mie richieste di chiarimenti sia sul perché non era stato onorato il pagamento RID, sia sulle motivazioni della attuali richieste di denaro. Si evidenzia che tutta la corrispondenza da loro inviata, oltre ad essere effettuata sempre per via posta ordinaria, recava sempre scritta la dicitura "la banca ha respinto l'addebito RID. (c/c ufficialmente chiuso in data 08/01/08). e che pertanto la sua CARTA è bloccata... (CARTA ufficialmente restituita ad incaricato UNICREDIT in data 21/12/07).l'importo dovuto entro e non oltre 3 giorni dalla ricezione della presente.(non avvalorata, però, da alcun documento certo in quanto trasmessa per via posta ordinaria) Io penso, che nella logica di ogni individuo che si trovi nelle condizioni di dover "dare" una somma ad altro individuo e/o Società, voglia, innanzitutto, sapere il perché di tale richiesta. Questo, è in pratica, quello che io ho cercato di fare con la Consumer Financing, in altri termini non ho mai negato di voler effettuare il pagamento, chiedevo solo il perché di tale ulteriore richiesta, avendo già saldato il tutto mediante il bonifico nei tempi ed importo da loro stessi richiesto. Purtroppo non ho mai avuto il piacere di saperlo. Oltretutto, si tiene a sottolineare, che il sistema da loro adottato per pretese di ulteriori somme oltre a quanto già avevo corrisposto, era piuttosto ambiguo in quanto, trasmettevano missive, sempre per posta ordinaria, allegando un bollettino postale, utile per effettuare il pagamento, con stampata una scadenza già abbondantemente scaduta (cito esempio: lettera trasmessa in data 15/02/08, ricevuta in data 25/02/08, scadenza del pagamento 05/02/08) con questo sistema, avevo il timore che, nel momento in cui avessi effettuato il versamento pur di farla finita (vista anche la cifra richiesta piuttosto bassa ¤.53,52) avrei avvalorato però:
1. la loro ingiustificata richiesta (avevo già saldato il tutto, il RID non era stato effettuato dalla UNICREDIT e non per responsabilità personali ma per motivi che a me non sono stati mai chiariti.
2. mi sarei messo nelle condizioni di pagare una cifra, pur se onerosamente bassa, ma ben consapevole che la effettuavo al di là della sua scadenza, quindi, messo nelle condizioni di dover comunque subire una ulteriore richiesta di denaro derivante, appunto, dalla morosità nell'effettuazione di pagamento di quest'ultimo bollettino postale innescando una serie continua di richieste di somme future.
Morale, per salvaguardare i miei interessi e nella vana ed insperata ricerca di un perché avvengano certi soprusi, mi sono ritrovato inconsapevolmente vittima della macchinazione diabolica nel trovarmi, a seguito di una mia successiva (settembre 2008) richiesta di finanziamento presso una finanziaria, iscritto nel CAI come "cattivo pagatore".
Domanda: sulla base di quale "potere" questi Colossi possono a loro arbitrio rovinare le persone a loro comodo e piacimento senza un controllo "super partes" che ne stabilisca i limiti entro i quali è possibile o meno segnalare nominativi nelle Centrali Rischi? E' possibile che un individuo che non ha commesso alcuna morosità certa e dimostrabile nei confronti della Consumer Financing, come in questo caso specifico, ma ha solo voluto conoscere il perché di determinate situazione createsi all'indomani dell'effettuazione del saldo a loro dovuto scoprirsi, per giunta, colpevolizzato di chissà quale colpa e condannato senza appello alcuno a dover subire le frustrazioni di trovarsi segnalato in una di queste Centrali Rischi?
Nel ringraziarVi per l'aiuto e il consiglio che eventualmente vorrete fornirmi, Vi porgo i miei distinti saluti.
Mario, da Brindisi (BR)
Risposta ADUC
si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di diffida in cui chiede l'immediata cancellazione dei suoi data dalla banca dei cattivi pagatori: clicca qui
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