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Cara ADUC

Tufano Elettrodomestici s.r.l. "Euronics"

4 marzo 2009
Domanda 4 marzo 2009
E' ormai la quarta volta che mi capita... E' giunto il momento di cambiare... Sono troppo DIFFIDENTI! Ieri mattina (01.03.2009) verso le ore 9.15, mi sono recato con mia figlia,e mio genero, ai "Due Mari" del centro EURONICS di Maida (vicino Lamezia Terme) (CZ). Dopo aver acquistato un telefono fisso, un cordless, una tastiera con mouse wireless, un microfono, una webcam con cuffia e microfono incorp. ed altri accessori, per un ammontare complessivo di ¤ 157,39 giunto alla cassa per pagare, ho chiesto se andava bene un assegno bancario (ex banca Intesa ora banco di Napoli). o carta di credito-bancoposta-. Mi è stato risposto di si e così io ho compilato l'assegno intestato a Tufano Elettrodomestici S.r.l.e l'ho consegnato alla signora (o signorina) ce ne erano 2, esattamente ad una mora con i capelli lunghi neri, la quale, mi chiedeva contestualmente il mio numero di conto corrente che, essendo nuovo, (ne ho due conti aperti in banca) non lo ricordavo e di rimando mi rispondeva, pur indicandole il numero di vecchio conto,regolarmente coperto, che non poteva accettare l'assegno perchè avrei dovuto fornirle il mio nuovo numero di conto corrente.Una cosa che mi è apparsa davvero strana e inconcepibile è stata quella che dopo aver esibito il mio documento di riconoscimento, una tessera rilasciatami dal Ministero della Difesa (sono un maresciallo "aiutante" nei Carabinieri in pensione), mi è stata rifiutata. La signora (o signorina) suddetta mi diceva che quella tessera non era buona e così ho dovuto esibire la patente di guida. Ma la cosa che appare ancor più strana e assurda è stata quella che per la quarta volta consecutiva mi è stato rifiutato l'assegno (bancario o postale) questa volta bancario, e non ne comprendo le ragioni. Vi prego di indicarmi in tutto il mondo, non solo in Italia (fatta eccezione per EURONICS) quale ditta, società, centro commerciale, o emporio chiede ai clienti il numero personale e riservato del proprio conto corrente. Desumo che non c'è più rispetto non solo per quelli delle forze di polizia, ma addirittura vengono calpestati i diritti dei cittadini che, suppongo, abbiano piena facoltà di avvalersi della cosiddetta privacy. Ma questo non è tutto, perchè il 2 Novembre 2008 (e anche precedentemente) data in cui avevo reclamato per analogo inconveniente, alla Sig.ra Teresa di Tufano elettrodomestici s.r.l.. al seguente indirizzo e-mail: [email protected], fu proprio lei (o chi per Lei) a rassicurarmi che tali episodi incresciosi, non si sarebbero più verificati. Invece vedo con enorme rammarico e grande sdegno che non bisogna mai dimenticare il vecchio detto che recita:" Il lupo perde il pelo ma non il vizio". Ed è proprio così. Io, come tutti i cittadini onesti e sinceri non sono il tipo che si adegua facilmente alle "figuracce" davanti alla gente comune per 157 Euro; (mentre le altre volte le mie spese ammontavano a oltre mille Euro) Mi dispiace ma i regolamenti di Tufano Elettrodomestici S.r.l. con sede in Casoria (NA), anche se in parte validi, superano il limite di tollerabilità consentito dalle norme vigenti, per cui sono da ritenersi abusivi, ma soprattutto ILLEGITTIMI. Un cliente non può perdere mezz'ora di tempo alla cassa, per vedersi illecitamente rifiutare danaro esistente sul proprio conto e dopo aver preliminarmente chiesto se poteva essere o meno accettato il pagamento con assegno della banca..(Intesa- ora Banco di Napoli) Perchè non dicono alla gente a priori (e prima di compilare l'assegno) che devono fornire il proprio numero di conto? Morale della favola: sono stato costretto a pagare con carta "bancoposta", dopo avermi RIFIUTATO l'assegno bancario. Le altre volte precedenti invece, dopo aver fornito il numero del vecchio conto corrente, si sono messi in contatto con una società, mi pare si chiami Coltrix o qualcosa del genere e, dopo aver atteso invano per dieci minuti, mi son sentito rispondere che avrebbero dovuto richiamare perchè nessuno era disponibile in quel momento a dare il nulla osta per l'incasso dell'assegno (due volte bancario e altra volta postale). A questo punto è da rilevarsi anche la mala fede delle incaricate, perchè sono pronto a scommettere, che nessuna persona sia tenuta a fornire i propri dati RISERVATI alla gente. Comunque, dopo aver rilevato e, ribadisco con enorme SDEGNO, che le loro attività, non rispecchiano le fondamentali regole del buon vivere civile, e soprattutto della legalità, mi rivolgo alla Vostra spett.le redazione, perchè possiate al più presto fare chiarezza su un regolamento "dittatoriale" che nessuna società che si rispetti, può permettersi il lusso di applicare, senza tener conto delle regole e delle leggi dello Stato, e pertanto a mio avviso, anticostituzionali. Con grande stima e osservanza: Distinti saluti
Giuseppe, da Caraffa Di Catanzaro (CZ)

Risposta ADUC
in realta' non c'e' nulla di illegittimo nell'operato della commessa. Parta dal presupposto che l'unica forma di pagamento che il venditore e' tenuto ad accettare sono i contanti, e ben puo' rifiutare un pagamento a mezzo assegno.
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