Cara ADUC
TRUFFA CON l'IAF (Imposta Aree Fabbricabili) da parte del Comune di Roma.
Domanda
5 febbraio 2008
L' IAF (poi trasformata in IVIM e poi eliminata) prevedeva che i proprietari di aree fabbricabili dovessero pagare l'imposta al momento dell' utilizzazione edificatoria dell'area; tuttavia i big proprietari, come mia madre (proprietaria di 70.000 mq. di cui 45.000 a casette unifamiliari, G4, resto parco pubblico), dovevano autotassarsi IN ACCONTO, cosa che mia madre fece, pagando circa un milione dell'epoca (1963) ed esponendo valore realistico. Lei ancora vivente arrivò un iper-ultra-stra-accertamento (poi si seppe proveniente da erronea localizzazione dell'area nel piano regolatore, L' IMPOSTA DA PAGARE RAPPRESENTAVA UNA DECINA DI VOLTE IL VALORE PRO-TEMPORE DELL'AREA che, malgrado la grande superficie, consentiva la costruzione di soli 20.000 mc. circa, anche senza tener conto che, con uno specioso pretesto, il Comune aveva respinto il piano di lottizzazione.
Negata giustizia in primo e secondo grado per motivi politici, mia madre era nel frattempo morta, mi vidi costretto ad un disperato appello in Commissione Centrale, disperato perché questa non dovrebbe più intervenire sugli errori di valutazione ma solo su errore interpretativo; tuttavia la C.C. non tollerò così tanto scempio e, con un'autentica invenzione annullò ugualmente la sentenza, rimettendola per nuova decisione alla Commissione di secondo grado.
Questa tuttavia solo dimezzò il precedente valore, tra l'altro utilizzando, per la formazione del prezzo, anche il terreno a parco pubblico (che per legge doveva essere esente); dovetti fare un nuovo appello in Centrale ma nel frattempo (1980) fui costretto a pagare 50.863.000 lire, come potere d'acquisto pari ad almeno ¤. 500.000 !!! Dovetti vendere 4 appartamenti!
In sede di variazione delle norme del contenzioso tributario, mi dimenticai di fare la domanda di riassunzione, talché il nuovo ricorso fu cancellato dal ruolo; non me ne preoccupai troppo perché la
svalutazione aveva talmente fatto salire i valori immobiliari che il terreno ormai valeva più dei 450 milioni dell' ultima valutazione, talché costruendo avrei potuto detrarre dall' INVIM quell' importo ed
era solo come se avessi pagato la tassa in anticipo.
Senonché il Comune, nel 1982, nuovamente bocciò il progetto, con la solita scusa che io - a termine di legislazione urbanistica - avrei dovuto presentare il progetto di costruzione dell'intero lotto G4, pur possedendone solo un quarto. Tale condizione era impossibile da realizzare, perché parecchi degli altri proprietari avevano nel frattempo costruito abusivamente e con cubature molto maggiori delle consentite, per cui non avrebbero mai consentito ad aderire ad un neo-progetto che avrebbe
dovuto prevedere la demolizione di parecchia della loro cubatura già costruita.
Speravo che la situazione si sbloccasse col P.R. delle certezze, ma é intervenuta la Regione vincolando stavolta tutta la mia superficie nel Parco Valle dei Casali.
In conclusione, per tutta questa legislazione idiota e tutti questi errori legali, io ho pagato un valore di attuali 500.000 ¤. di Imposta Aree Fabbricabili senza aver potuto costruire neanche un mc!
Ho chiesto al Comune di Roma il pacifico rimborso dell'indebito pagamento opportunamente rivalutato, ma mi hanno risposto che in quel momento avevano davanti gli occhi la mia richiesta, ma subito dopo l'avrebbero avuta nel didietro!
La situazione é kafkiana, non ignoro che (Trockji) citare attualmente la pubblica amministrazione é
come trascinare in giudizio messer lo Satanasso dinnanzi al giudice Belzebù e - tranne quella davvero benedetta Commissione Centrale che volle rendere giustizia andando controlegge! - ho un vissuto negativissimo della Magistratura italiana: tuttavia é mia intenzione fare qualcosa, quantomeno innanzi alla magistratura europea. Se un privato avesse fatto questo gioco delle tre carte - fatto dalla pubblica amministrazione - si sarebbe qualificato il tutto TRUFFA e non vedo perché non usare tale termine anche verso il Comune. Che ne pensate ?
Francesco, da Capena (RM)
Negata giustizia in primo e secondo grado per motivi politici, mia madre era nel frattempo morta, mi vidi costretto ad un disperato appello in Commissione Centrale, disperato perché questa non dovrebbe più intervenire sugli errori di valutazione ma solo su errore interpretativo; tuttavia la C.C. non tollerò così tanto scempio e, con un'autentica invenzione annullò ugualmente la sentenza, rimettendola per nuova decisione alla Commissione di secondo grado.
Questa tuttavia solo dimezzò il precedente valore, tra l'altro utilizzando, per la formazione del prezzo, anche il terreno a parco pubblico (che per legge doveva essere esente); dovetti fare un nuovo appello in Centrale ma nel frattempo (1980) fui costretto a pagare 50.863.000 lire, come potere d'acquisto pari ad almeno ¤. 500.000 !!! Dovetti vendere 4 appartamenti!
In sede di variazione delle norme del contenzioso tributario, mi dimenticai di fare la domanda di riassunzione, talché il nuovo ricorso fu cancellato dal ruolo; non me ne preoccupai troppo perché la
svalutazione aveva talmente fatto salire i valori immobiliari che il terreno ormai valeva più dei 450 milioni dell' ultima valutazione, talché costruendo avrei potuto detrarre dall' INVIM quell' importo ed
era solo come se avessi pagato la tassa in anticipo.
Senonché il Comune, nel 1982, nuovamente bocciò il progetto, con la solita scusa che io - a termine di legislazione urbanistica - avrei dovuto presentare il progetto di costruzione dell'intero lotto G4, pur possedendone solo un quarto. Tale condizione era impossibile da realizzare, perché parecchi degli altri proprietari avevano nel frattempo costruito abusivamente e con cubature molto maggiori delle consentite, per cui non avrebbero mai consentito ad aderire ad un neo-progetto che avrebbe
dovuto prevedere la demolizione di parecchia della loro cubatura già costruita.
Speravo che la situazione si sbloccasse col P.R. delle certezze, ma é intervenuta la Regione vincolando stavolta tutta la mia superficie nel Parco Valle dei Casali.
In conclusione, per tutta questa legislazione idiota e tutti questi errori legali, io ho pagato un valore di attuali 500.000 ¤. di Imposta Aree Fabbricabili senza aver potuto costruire neanche un mc!
Ho chiesto al Comune di Roma il pacifico rimborso dell'indebito pagamento opportunamente rivalutato, ma mi hanno risposto che in quel momento avevano davanti gli occhi la mia richiesta, ma subito dopo l'avrebbero avuta nel didietro!
La situazione é kafkiana, non ignoro che (Trockji) citare attualmente la pubblica amministrazione é
come trascinare in giudizio messer lo Satanasso dinnanzi al giudice Belzebù e - tranne quella davvero benedetta Commissione Centrale che volle rendere giustizia andando controlegge! - ho un vissuto negativissimo della Magistratura italiana: tuttavia é mia intenzione fare qualcosa, quantomeno innanzi alla magistratura europea. Se un privato avesse fatto questo gioco delle tre carte - fatto dalla pubblica amministrazione - si sarebbe qualificato il tutto TRUFFA e non vedo perché non usare tale termine anche verso il Comune. Che ne pensate ?
Francesco, da Capena (RM)
Risposta ADUC
ci spiace, ma non siamo in grado di esprimere una valutazione in questa sede su una situazione cosi' complessa e radicata con sentenze, etc...
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