Cara ADUC
Titoli di Stato Italiani?
Domanda
1 giugno 2010
Sono un investitore disilluso che non ha più fiducia nelle banche e che vorrebbe investire 100.000 € circa. La mia banca (IntesaSanPaolo) mi ha proposto un piano di investimento gestito + delle obbligazioni ma io, provato da anni di investimenti diversificati e mai fruttuosi, vorrei metterli in Bot, visto che il mio obbiettivo è solo quello di:
1)non far svalutare il capitale,
2)rischiare il meno possibile,
3)avere la somma svincolabile in tempi brevi.
I Bot rispondono a questi requisiti o consigliereste altro?
Grazie
Ezio, da Roma (RM)
1)non far svalutare il capitale,
2)rischiare il meno possibile,
3)avere la somma svincolabile in tempi brevi.
I Bot rispondono a questi requisiti o consigliereste altro?
Grazie
Ezio, da Roma (RM)
Risposta ADUC
Dare consigli circa le scelte di investimento senza conoscere la situazione particolare dell’investitore risulta essere molto difficile; come spesso diciamo uno strumento può essere di per sé efficiente, ma nella situazione specifica del tutto inadatto.
Premesso questo, in linea di massima i BOT sono strumenti che in gran parte rispondono alle esigenze che lei ha manifestato: sono emessi dallo Stato italiano e quindi pressoché privi di rischio emittente e hanno breve durata; non proteggono tuttavia dalla svalutazione del capitale perché il rendimento offerto non è detto che copra l’inflazione (seppure tenda ad avvicinarsi alla stessa).
Tuttavia investire l’intero capitale in Buoni Ordinari del Tesoro è assai riduttivo soprattutto perché i rendimenti offerti da questo strumento sono piuttosto esigui e in parte erosi dai costi connessi al periodico rinnovo dei BOT in scadenza (questo problema potrebbe essere in parte risolto con l’acquisto di CCT). Un certo grado di diversificazione tra strumenti e scadenze, anche rimanendo all’interno della categoria Titoli di Stato, è consigliabile (condividiamo la sua volontà di stare alla larga dal risparmio gestito). Una parte del suo capitale (che prevede di dover disinvestire a breve) può impiegarla in Buoni Ordinari del Tesoro; per la restante parte è preferibile utilizzare un mix di Titoli di Stato a tasso fisso (BTP), a tasso variabile (CCT) e indicizzati all’inflazione europea (BTPi, che rivalutano il capitale in base all’inflazione e quindi corrispondono rendimenti reali), magari sovrappesando quest’ultima tipologia di strumenti visto che, come ci scrive, tra i suoi obiettivi principali vi è la protezione del capitale dal pericolo svalutazione.
Ha risposto Giulia Coppolaro
Premesso questo, in linea di massima i BOT sono strumenti che in gran parte rispondono alle esigenze che lei ha manifestato: sono emessi dallo Stato italiano e quindi pressoché privi di rischio emittente e hanno breve durata; non proteggono tuttavia dalla svalutazione del capitale perché il rendimento offerto non è detto che copra l’inflazione (seppure tenda ad avvicinarsi alla stessa).
Tuttavia investire l’intero capitale in Buoni Ordinari del Tesoro è assai riduttivo soprattutto perché i rendimenti offerti da questo strumento sono piuttosto esigui e in parte erosi dai costi connessi al periodico rinnovo dei BOT in scadenza (questo problema potrebbe essere in parte risolto con l’acquisto di CCT). Un certo grado di diversificazione tra strumenti e scadenze, anche rimanendo all’interno della categoria Titoli di Stato, è consigliabile (condividiamo la sua volontà di stare alla larga dal risparmio gestito). Una parte del suo capitale (che prevede di dover disinvestire a breve) può impiegarla in Buoni Ordinari del Tesoro; per la restante parte è preferibile utilizzare un mix di Titoli di Stato a tasso fisso (BTP), a tasso variabile (CCT) e indicizzati all’inflazione europea (BTPi, che rivalutano il capitale in base all’inflazione e quindi corrispondono rendimenti reali), magari sovrappesando quest’ultima tipologia di strumenti visto che, come ci scrive, tra i suoi obiettivi principali vi è la protezione del capitale dal pericolo svalutazione.
Ha risposto Giulia Coppolaro
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