Cara ADUC
Tintoria, abito Prima Comunione rovinato
Domanda
26 aprile 2008
Mia figlia fece la Prima Comunione dieci anni fa. Ho conservato il suo prezioso abito fatto di organza ricamata e tulle per poterlo far indossare alle future bambine della nostra famiglia. Ebbene dovendolo riutilizzare per la Prima Comunione di una nipotina l'ho portato in una tintoria della città dove abito, tintoria consigliatami da molte amiche.
Sull'abito c'erano solo 3 macchioline grosse come una capocchia di spillo appena sotto il punto vita.
Il vestito mi è stato restituito nel seguente modo: le micro macchioline non ci sono più, ma al loro posto c'è una chiazza della circonferenza di circa 30 cm di colore vagamente giallastro (sembrerebbe quasi prodotta da ferro da stiro, ma la tintora ha detto che non lo ha usato) e in quel punto si sono ossidate (scurite) anche una decina di perline del giro vita.
Il prodotto utilizzato per smacchiare non solo ha rovinato irreparabilmente l'abito, ma ha cambiato la consistenza dell'organza: in quel punto è diventata rigida.
Pur ammettendo, davanti a mio marito, che si sentiva mortificata per quello che era successo, la signora non mi ha restituito neanche i soldi che avevo anticipato per la pulizia dell'abito (¤ 46,00 - ovviamente i rimanenti 24 ¤ non glieli ho dati).
1) sono tornata nell'atelier dove avevo comprato l'abito e, rivedendolo, mi hanno detto che il suo valore attuale è quantificabile in 600,00 ¤ (sono pronti a certificarlo).
2) non posso far indossare l'abito, così ridotto, alla nipotina nè alle nipotine future quindi ne dobbiamo comprare uno nuovo.
3) ho la regolare fattura della tintoria in questione.
Vorreste, gentilmente, suggerirmi che cosa posso fare?
Daniela , da Guidonia Montecelio (RO)
Sull'abito c'erano solo 3 macchioline grosse come una capocchia di spillo appena sotto il punto vita.
Il vestito mi è stato restituito nel seguente modo: le micro macchioline non ci sono più, ma al loro posto c'è una chiazza della circonferenza di circa 30 cm di colore vagamente giallastro (sembrerebbe quasi prodotta da ferro da stiro, ma la tintora ha detto che non lo ha usato) e in quel punto si sono ossidate (scurite) anche una decina di perline del giro vita.
Il prodotto utilizzato per smacchiare non solo ha rovinato irreparabilmente l'abito, ma ha cambiato la consistenza dell'organza: in quel punto è diventata rigida.
Pur ammettendo, davanti a mio marito, che si sentiva mortificata per quello che era successo, la signora non mi ha restituito neanche i soldi che avevo anticipato per la pulizia dell'abito (¤ 46,00 - ovviamente i rimanenti 24 ¤ non glieli ho dati).
1) sono tornata nell'atelier dove avevo comprato l'abito e, rivedendolo, mi hanno detto che il suo valore attuale è quantificabile in 600,00 ¤ (sono pronti a certificarlo).
2) non posso far indossare l'abito, così ridotto, alla nipotina nè alle nipotine future quindi ne dobbiamo comprare uno nuovo.
3) ho la regolare fattura della tintoria in questione.
Vorreste, gentilmente, suggerirmi che cosa posso fare?
Daniela , da Guidonia Montecelio (RO)
Risposta ADUC
puo' chiedere alla tintoria un risarcimento del danno (art. 2224 c.c.). Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora: clicca qui
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