Cara ADUC
TIM, siamo all'appropriazione indebita
Domanda
4 ottobre 2008
Spettabile Aduc
vorrei segnalare un sopruso di TIM Spa.
Nel Febbraio 2008, inventandosi un "recesso anticipato" su un contratto biennale di un cellulare ci hanno addebitato una penalità, e tutte le telefonate a tariffa piena, come se non avessimo nessun contratto: totale bolletta ¤ 828 circa. E' facile immaginare cosa non abbiamo fatto per far capire a quei signori che si erano inventato il recesso, anche perché mancavano neppure due mesi alla scadenza del contratto. Dopo alcuni reclami telefonici e scritti da parte di un "punto Tim" dal quale ci serviamo, riceviamo una telefonata da una signorina dicendo che "la Direzione ha preso in considerazione il nostro reclamo e ci viene incontro dimezzandoci la penale ma tenendo fermo tutto il resto".
Naturalmente la signorina più che insulti non ha preso, col messaggio di trasmetterli alla Direzione. In Aprile, dopo la cinquantesima telefonata mi dicono che dovrei aver ricevuto una comunicazione in cui mi si diceva che il reclamo era stato accolto e che avrebbero provveduto al rimborso. Era chiaro che non avevano messo niente per iscritto, ma avevano comunque accordato un rimborso
dopo aver fatto una media delle bollette precedentemente pagate per l'addebito del bimestre. In sostanza dovrebbero restituirci circa 630 euro.
Naturalmente altre decine di telefonate, fax, minacce di ricorre alla Magistratura ma a tutt'oggi non un cane si è fatto vivo; naturalmente noi continuiamo a pagare le bollette che ci arrivano pur avendo questo credito.
Se riteneste di fare vostra questa nostra protesta contro colossi personalizzati che si passano la patata bollente da uno all'altro, ve ne saremmo grati.
Non riusciamo a dare una lezione a questi mascalzoni irraggiungibili e dobbiamo sottostare ad ogni loro decisione.
Grazie per l'attenzione
Bruno, da Torino (TO)
vorrei segnalare un sopruso di TIM Spa.
Nel Febbraio 2008, inventandosi un "recesso anticipato" su un contratto biennale di un cellulare ci hanno addebitato una penalità, e tutte le telefonate a tariffa piena, come se non avessimo nessun contratto: totale bolletta ¤ 828 circa. E' facile immaginare cosa non abbiamo fatto per far capire a quei signori che si erano inventato il recesso, anche perché mancavano neppure due mesi alla scadenza del contratto. Dopo alcuni reclami telefonici e scritti da parte di un "punto Tim" dal quale ci serviamo, riceviamo una telefonata da una signorina dicendo che "la Direzione ha preso in considerazione il nostro reclamo e ci viene incontro dimezzandoci la penale ma tenendo fermo tutto il resto".
Naturalmente la signorina più che insulti non ha preso, col messaggio di trasmetterli alla Direzione. In Aprile, dopo la cinquantesima telefonata mi dicono che dovrei aver ricevuto una comunicazione in cui mi si diceva che il reclamo era stato accolto e che avrebbero provveduto al rimborso. Era chiaro che non avevano messo niente per iscritto, ma avevano comunque accordato un rimborso
dopo aver fatto una media delle bollette precedentemente pagate per l'addebito del bimestre. In sostanza dovrebbero restituirci circa 630 euro.
Naturalmente altre decine di telefonate, fax, minacce di ricorre alla Magistratura ma a tutt'oggi non un cane si è fatto vivo; naturalmente noi continuiamo a pagare le bollette che ci arrivano pur avendo questo credito.
Se riteneste di fare vostra questa nostra protesta contro colossi personalizzati che si passano la patata bollente da uno all'altro, ve ne saremmo grati.
Non riusciamo a dare una lezione a questi mascalzoni irraggiungibili e dobbiamo sottostare ad ogni loro decisione.
Grazie per l'attenzione
Bruno, da Torino (TO)
Risposta ADUC
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora: clicca qui
In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
ADUC Tlc - clicca qui
In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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