Cara ADUC
Tim, contratti problematici
Domanda
27 marzo 2008
Gentile Associazione,
vi sottopongo il mio problema con la speranza che il segnalarlo possa essere d'aiuto alla risoluzione della questione anche per altri utenti.
Ho un contratto di telefonia mobile con l'azienda Tim stipulato l'11 marzo 2006 e valevole 720 giorni, denominato "relax plus" e che comportava l'addebito automatico del canone mensile con carta di credito.
Il giorno 1 febbraio 2008 ricevo un sms dalla Tim che mi informa che la mia carta di credito, essendo scaduta il 31 gennaio 2008, non consentiva l'addebito mensile del canone. Mi si chiedeva di recarmi presso un centro Tim per fornire i dati della nuova carta di credito (peraltro la numerazione della nuova carta non è cambiata, ma è variata solo la scadenza). Mi recavo quindi presso il centro Tim di Roma di via Cavriglia, dove gli operatori del negozio mi dicevano di non riuscire ad entrare nel sistema per effettuare la variazione e mi consigliavano di recarmi presso il centro Tim di via della Bufalotta dove io avevo sottoscritto il contratto; anche in questo centro Tim la comunicazione della nuova validità della carta di credito non riusciva in quanto la Tim asseriva che il mio contratto era scaduto (ma i 720 giorni sarebbero scaduti semmai nei primi giorni di marzo!) e mi veniva assegnato dal 119 un numero di reclamo che mi garantiva che entro 24/48 ore sarei stato ricontattato, cosa mai avvenuta nei giorni seguenti se non per scopi pubblicitari, pur avendo fornito vari recapiti anche di telefonia fissa.
Il giorno 31 gennaio 2008 mi veniva comunque addebitata il canone dell'offerta e il giorno 4 febbraio 2008 la mia tariffa relax veniva arbitrariamente sospesa dalla Tim, che mi forniva automaticamente un'altra tariffazione prepagata senza avvertimento alcuno. Dopo essermi reso conto di ciò, cominciavo a ricontattare il call center della Tim che ogni volta mi forniva spiegazioni variopinte, fantasiose e e pittoresche, arrivando appunto a dire che il mio contratto era stato sospeso in quanto terminato. Alla naturale scadenza del contratto decido di cambiare operatore, passando a Vodafone; dopo qualche giorno vengo ricontattato dalla Tim che mi dice che non posso cambiare operatore in quanto non risulta pervenuta la mia variazione di carta di credito (!) e mi si chiede di provare ad effettuare nuovamente presso un centro Tim l'operazione di variazione della carta di credito, cosa che riprovo a fare senza alcun risultato.
Ora vorrei capire cosa succede alla Tim, perchè non riesce a prendere in carico una variazione di carta di credito e perchè sospende un contratto senza preavviso prima della naturale scadenza.
Aggiungo anche che a causa di ciò ho perso molte ore del mio tempo; che la tariffazione impostami dalla Tim è assai più onerosa di quella che prevedeva il mio contratto e che il call center si è rivelato incapace e impreparato a risolvere il problema.
In attesa di un vostro gentile riscontro, vi ringrazio per il lavoro che svolgete sempre al fianco dei cittadini.
Maurizio, da Roma (RM)
vi sottopongo il mio problema con la speranza che il segnalarlo possa essere d'aiuto alla risoluzione della questione anche per altri utenti.
Ho un contratto di telefonia mobile con l'azienda Tim stipulato l'11 marzo 2006 e valevole 720 giorni, denominato "relax plus" e che comportava l'addebito automatico del canone mensile con carta di credito.
Il giorno 1 febbraio 2008 ricevo un sms dalla Tim che mi informa che la mia carta di credito, essendo scaduta il 31 gennaio 2008, non consentiva l'addebito mensile del canone. Mi si chiedeva di recarmi presso un centro Tim per fornire i dati della nuova carta di credito (peraltro la numerazione della nuova carta non è cambiata, ma è variata solo la scadenza). Mi recavo quindi presso il centro Tim di Roma di via Cavriglia, dove gli operatori del negozio mi dicevano di non riuscire ad entrare nel sistema per effettuare la variazione e mi consigliavano di recarmi presso il centro Tim di via della Bufalotta dove io avevo sottoscritto il contratto; anche in questo centro Tim la comunicazione della nuova validità della carta di credito non riusciva in quanto la Tim asseriva che il mio contratto era scaduto (ma i 720 giorni sarebbero scaduti semmai nei primi giorni di marzo!) e mi veniva assegnato dal 119 un numero di reclamo che mi garantiva che entro 24/48 ore sarei stato ricontattato, cosa mai avvenuta nei giorni seguenti se non per scopi pubblicitari, pur avendo fornito vari recapiti anche di telefonia fissa.
Il giorno 31 gennaio 2008 mi veniva comunque addebitata il canone dell'offerta e il giorno 4 febbraio 2008 la mia tariffa relax veniva arbitrariamente sospesa dalla Tim, che mi forniva automaticamente un'altra tariffazione prepagata senza avvertimento alcuno. Dopo essermi reso conto di ciò, cominciavo a ricontattare il call center della Tim che ogni volta mi forniva spiegazioni variopinte, fantasiose e e pittoresche, arrivando appunto a dire che il mio contratto era stato sospeso in quanto terminato. Alla naturale scadenza del contratto decido di cambiare operatore, passando a Vodafone; dopo qualche giorno vengo ricontattato dalla Tim che mi dice che non posso cambiare operatore in quanto non risulta pervenuta la mia variazione di carta di credito (!) e mi si chiede di provare ad effettuare nuovamente presso un centro Tim l'operazione di variazione della carta di credito, cosa che riprovo a fare senza alcun risultato.
Ora vorrei capire cosa succede alla Tim, perchè non riesce a prendere in carico una variazione di carta di credito e perchè sospende un contratto senza preavviso prima della naturale scadenza.
Aggiungo anche che a causa di ciò ho perso molte ore del mio tempo; che la tariffazione impostami dalla Tim è assai più onerosa di quella che prevedeva il mio contratto e che il call center si è rivelato incapace e impreparato a risolvere il problema.
In attesa di un vostro gentile riscontro, vi ringrazio per il lavoro che svolgete sempre al fianco dei cittadini.
Maurizio, da Roma (RM)
Risposta ADUC
le consigliamo di intimare con raccomandata a/r di messa in mora il gestore a consentire la portabilita' del numero non potendo egli apporre alcun ostacolo alla sua liberta' di scelta (nemmeno se si trattasse del mancato pagamento di una bolletta). Nella lettera comunichi formalmente anche la nuova data dis cadenza della sua carta e precisi che per ben due volte l'operazione non e' andata a buon fine per motivi non imputabili a lei:
clicca qui
Indichi un termine per adempiere (7 giorni), pena il risarcimento del danno (che puo' gia' chiedere visto che il cambio automatico di piano tariffario, peraltro non comunicato, ha comportato per lei una perdita economica).
In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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Indichi un termine per adempiere (7 giorni), pena il risarcimento del danno (che puo' gia' chiedere visto che il cambio automatico di piano tariffario, peraltro non comunicato, ha comportato per lei una perdita economica).
In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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