Cara ADUC
TIM bolletta gonfiata traffico internet
Domanda
21 febbraio 2008
Segnalo quanto segue che ha strettissima attinenza con l'articolo da voi appena pubblicato "Connessioni tramite internet card......, bollette a tre zeri".
Ho un abbonamento con TIM denominato "Tutto compreso 60" che prevede bonus di traffico voce (600 minuti) e dati (600 megabytes). Il contratto prevede che io possa controllare il traffico utilizzando il numero dedicato 4915, il 119 (operatore) o internet. Il contratto ha durata biennale e prevede penale in caso di recesso anticipato.
Accade che dal 10 novembre fino ai primi giorni di dicembre 2007 non c'è stata alcuna possibilità di controllare il traffico.
Segnalato al 119 con numerose telefonate e tre (3) e-mail durante tutto novembre mi veniva detto di star tranquillo.
Ora è appena arrivata la bolletta del 1 bimestre 2008. A causa di uno sforamento di circa 50 megabytes mi vengono addebitati 307 euro + iva.
In fattura appare solo l'importo dei mega in esubero, non viene dichiarata la quantità (l'ho desunta io).
Ho contestato il fatto e dopo 18 giorni mi hanno offerto il rimborso del 50%.
Io sarei dell'idea di non accettare perché quando ho potuto disporre dello strumento di controllo non è mai successo che 'sforassi'. Secondo, hanno violato una norma contrattuale che prevede espressamente la facoltà di controllo, TIM l'ha sospesa per tutto il mese.
Ho offerto loro la possibilità del rimborso totale o se insistono con rimborso al 50% di poter recedere dal contratto senza penale (venendo a mancare i presupposti del contratto: se ripetono lo scherzo 2 o 3 volte sono rovinato)
Se non ottemperano a quanto chiedo
1) E' sensato che io rifiuti di accontentarmi del 50%
2) in che modo posso attivarmi legalmente?
3) devo per forza avvalermi di un legale o posso fare da solo?
4) è valida una fattura che riporti l'importo e non la quantità di bene erogata (megabytes)
Vi prego affinchè mi diate una risposta articolata prima che mi vada ad impelagare maggiormente
Cordiali saluti e grazie
Erasmo, da Reggio Emilia (RE)
Ho un abbonamento con TIM denominato "Tutto compreso 60" che prevede bonus di traffico voce (600 minuti) e dati (600 megabytes). Il contratto prevede che io possa controllare il traffico utilizzando il numero dedicato 4915, il 119 (operatore) o internet. Il contratto ha durata biennale e prevede penale in caso di recesso anticipato.
Accade che dal 10 novembre fino ai primi giorni di dicembre 2007 non c'è stata alcuna possibilità di controllare il traffico.
Segnalato al 119 con numerose telefonate e tre (3) e-mail durante tutto novembre mi veniva detto di star tranquillo.
Ora è appena arrivata la bolletta del 1 bimestre 2008. A causa di uno sforamento di circa 50 megabytes mi vengono addebitati 307 euro + iva.
In fattura appare solo l'importo dei mega in esubero, non viene dichiarata la quantità (l'ho desunta io).
Ho contestato il fatto e dopo 18 giorni mi hanno offerto il rimborso del 50%.
Io sarei dell'idea di non accettare perché quando ho potuto disporre dello strumento di controllo non è mai successo che 'sforassi'. Secondo, hanno violato una norma contrattuale che prevede espressamente la facoltà di controllo, TIM l'ha sospesa per tutto il mese.
Ho offerto loro la possibilità del rimborso totale o se insistono con rimborso al 50% di poter recedere dal contratto senza penale (venendo a mancare i presupposti del contratto: se ripetono lo scherzo 2 o 3 volte sono rovinato)
Se non ottemperano a quanto chiedo
1) E' sensato che io rifiuti di accontentarmi del 50%
2) in che modo posso attivarmi legalmente?
3) devo per forza avvalermi di un legale o posso fare da solo?
4) è valida una fattura che riporti l'importo e non la quantità di bene erogata (megabytes)
Vi prego affinchè mi diate una risposta articolata prima che mi vada ad impelagare maggiormente
Cordiali saluti e grazie
Erasmo, da Reggio Emilia (RE)
Risposta ADUC
di seguito:
1) riteniamo che lei debba pagare solo il canone mensile previsto dalla sua tariffa (nessuno sconto, dunque, sul consumo extra che ha determinato l'elevato importo della bolletta);
4) Riteniamo che il gestore non possa rifiutarsi di comunicarle il dettaglio dei consumi addebitategli, pena una sua limitazione del diritto di difesa (comportamento che tra l'altro risulta vessatorio (art. 33 lett. P del codice del consumo);
2 e 3) Puo' contestare la bolletta utilizzando la modulistica da noi predisposta:
clicca qui
In caso di mancata risposta (o negativa) entro il termine da lei indicato, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione).
Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
1) riteniamo che lei debba pagare solo il canone mensile previsto dalla sua tariffa (nessuno sconto, dunque, sul consumo extra che ha determinato l'elevato importo della bolletta);
4) Riteniamo che il gestore non possa rifiutarsi di comunicarle il dettaglio dei consumi addebitategli, pena una sua limitazione del diritto di difesa (comportamento che tra l'altro risulta vessatorio (art. 33 lett. P del codice del consumo);
2 e 3) Puo' contestare la bolletta utilizzando la modulistica da noi predisposta:
clicca qui
In caso di mancata risposta (o negativa) entro il termine da lei indicato, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione).
Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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