Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Terremoto e studenti fuori sede

25 aprile 2009
Domanda 25 aprile 2009
cara aduc,
sono una studentessa rimasta ferita durante il terremoto del 06/04/2009.
saranno arrivate molte richieste simili a questa ma chiedo cortesemente di esaminarla.
Abitavo in un appartamento del centro storico con regolare contratto che in quella notte mi sono vista crollare addosso. non solo sono costretta a letto per 40 giorni con 7 vertebre contuse e un braccio ingessato (per cui non posso fare alcun appello universitario sia per impossibilità fisiche e mancanza di qualsiasi tipo di materiale didattico...PER CUI HO PERSO L'ANNO ACCADEMICO), ho completamente perso qualsiasi tipo di mio avere in una camera dove si è spaccato iL pavimento e che è finita in una cantina, la quale al momento dell'affitto dell'immobile non mi era stata fatta vedere e dalla quale sono riuscita ad uscire grazie ad un amico che ha spaccato un muro. sono costretta a prendere farmaci su consiglio del mio medico per dormire alcune ore visti i forti dolori e le continue istantanee fisse nella mente. vorrei ricevere informazioni sulla possibilità di riavere indietro la caparra (visto ke mi è stato detto dalla padrona di casa che avrei dovuto aspettare il calcolo delle bollette e degli eventuali danni?!), sulla possibilità di avere rimborsi monetari per le spese mediche ma soprattutto dentistiche sostenute per curarmi, nonche' sulla possibilità di avere un sostegno per il trauma ricevuto in un momento in cui PERSONE.. SOPRATTUTTO STUDENTI FUORI SEDE COME ME COLPITE FISICAMENTE PSICOLOGICAMENTE ED ECONOMICAMENTE SONO STATE MESSE nel dimenticatoio DA UN QUALCUNO CHE FINO A POCHI ISTANTI DALLA TRAGEDIA HA SPECULATO SULLE NOSTRE TASCHE. e sul nostro futuro... mi ritengo fortunata ma sono indignata dal fatto che di noi nessuno se ne stia occupando.
Valentina, da Balsorano (AQ)

Risposta ADUC
per la caparra, lei ha diritto a riaverla indietro e a risolvere il contratto, perche' la casa che le hanno affittato non rispettava le norme di sicurezza (altrimenti non sarebbe crollata) e, in teoria, potrebbe anche esigere i danni che ha subito di conseguenza. Ma consideri che, pur se i suoi proprietari hanno torto, siete tutti succubi di una situazione di sfascio edilizio e istituzionale che, pur se non deve essere utilizzata a non individuare nessun colpevole, nel contempo non e' umano che sia utilizzata solo contro una parte (il proprietario nel suo caso). Questo per dirle che per i danni sara' bene attendere la definizione precisa delle iniziative istituzionali e, se queste non saranno soddisfacenti, facendo attenzione alla prescrizione delle richieste, procedere nell'esigere il dovuto (da proprietario e Stato).
Per le cure mediche, invece, non e' chiaro il consiglio che ci chiede. Infatti, vigenti le prestazioni gratuite del Servizio Sanitario Nazionale, ordinariamente e nel caso straordinario specifico del terremoto, perche' si pone questo problema? Se fosse per insufficienza e/o scarsa qualita' del servizio che le viene reso, dovrebbe porre il problema allo specifico ospedale o Asl di suo riferimento che, se fossero sordi alle sue richieste, potrebbero essere sollecitati attraverso il difensore civico regionale.
Consideri, infine, che anche per i danni che sta subendo nel suo impegno universitario, a situazione un po' meglio definita e se i rimborsi standard non fossero sufficienti, dovra' valutarne la richiesta nei confronti dello Stato, il maggiore responsabile degli omessi controlli e interventi che hanno causato le conseguenze del terremoto.
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