Cara ADUC
Telefonìa fissa - modifiche unilaterali di contratto – passaggio da Wind-Infostrada a Fastweb
Domanda
19 novembre 2016
Gentile ADUC,
l’ultima bolletta, conto telefonico di luglio-agosto 2016 conteneva, tra l'altro, indicazioni circa aumenti di canone e servizi relativi al contratto in essere con Wind-Infostrada, a partire da ottobre 2016; riportava, inoltre, modalità circa eventuali non accettazione di tali variazioni, che riporto di seguito:
“Le ricordiamo che, come previsto dall’art. 70 comma 4 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche, qualora non accetti la variazione sopra indicata, potrà esercitare il diritto di recesso dai servizi WIND Infostrada o passare ad altro operatore senza penali né costi di disattivazione entro il 30 settembre 2016, dandocene comunicazione con lettera raccomandata A.R. al seguente indirizzo…”.
In data 14/9 inviavo, pertanto, una raccomandata a/r comunicando l’intenzione di passare ad altro operatore.
Il 16/9, concludevo un contratto online con Fastweb che prevedeva, tra l’altro, la migrazione del numero telefonico.
Nel frattempo, mi erano sorti dubbi circa i tempi di passaggio (ad es.: “…se oltrepassano il 30 settembre, mi applicheranno le nuove clausole contrattuali?...” Oppure: “…perché comunicare a Wind il cambio dell’operatore? Non dovrebbe farlo Fastweb?...”.
Al che recuperavo, grazie al vostro sito, il Codice delle Comunicazioni Elettroniche. Non trovando tracce, alla norma sopraindicata, di obbligo di comunicazioni cambio operatore, il 20/9 inviavo a Wind-Infostrada una seconda raccomandata a/r con la quale, annullando la precedente, indicavo la volontà di recedere dal contratto seguendo la norma soprariportata a partire dal 1/10, giorno in cui sarebbero subentrate le nuove condizioni contrattuali.
Il 21/9 Fastweb, stando al cronoprogramma visibile dal mio account, iniziava le pratiche di migrazione della linea telefonica (peraltro reiterate il 14/11…?).
Dopo circa un mese, un’operatrice Wind-Infostrada mi chiamava dicendomi, tra l’altro, che le due raccomandate avevano causato un “incaglio” (lo ha chiamato così): in pratica, a suo dire, il recesso avrebbe comportato anche la disattivazione della linea telefonica, non solo dei servizi previsti dal contratto.
E’ davvero così? Ovvero: a rigor di norma in questione, si possono solo accettare offerte (più costose rispetto a quelle relative alla sola migrazione) che prevedano l’attivazione di nuove linee telefoniche?
Ad oggi sono ancora utente Wind-Infostrada.
Quando sarà concluso il passaggio, come mi devo comportare nel caso in cui Wind-Infostrada dovesse fatturarmi costi, spese di qualsivoglia natura esse siano?
Vi ringrazio
Claudio, da Ravenna (RA)
l’ultima bolletta, conto telefonico di luglio-agosto 2016 conteneva, tra l'altro, indicazioni circa aumenti di canone e servizi relativi al contratto in essere con Wind-Infostrada, a partire da ottobre 2016; riportava, inoltre, modalità circa eventuali non accettazione di tali variazioni, che riporto di seguito:
“Le ricordiamo che, come previsto dall’art. 70 comma 4 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche, qualora non accetti la variazione sopra indicata, potrà esercitare il diritto di recesso dai servizi WIND Infostrada o passare ad altro operatore senza penali né costi di disattivazione entro il 30 settembre 2016, dandocene comunicazione con lettera raccomandata A.R. al seguente indirizzo…”.
In data 14/9 inviavo, pertanto, una raccomandata a/r comunicando l’intenzione di passare ad altro operatore.
Il 16/9, concludevo un contratto online con Fastweb che prevedeva, tra l’altro, la migrazione del numero telefonico.
Nel frattempo, mi erano sorti dubbi circa i tempi di passaggio (ad es.: “…se oltrepassano il 30 settembre, mi applicheranno le nuove clausole contrattuali?...” Oppure: “…perché comunicare a Wind il cambio dell’operatore? Non dovrebbe farlo Fastweb?...”.
Al che recuperavo, grazie al vostro sito, il Codice delle Comunicazioni Elettroniche. Non trovando tracce, alla norma sopraindicata, di obbligo di comunicazioni cambio operatore, il 20/9 inviavo a Wind-Infostrada una seconda raccomandata a/r con la quale, annullando la precedente, indicavo la volontà di recedere dal contratto seguendo la norma soprariportata a partire dal 1/10, giorno in cui sarebbero subentrate le nuove condizioni contrattuali.
Il 21/9 Fastweb, stando al cronoprogramma visibile dal mio account, iniziava le pratiche di migrazione della linea telefonica (peraltro reiterate il 14/11…?).
Dopo circa un mese, un’operatrice Wind-Infostrada mi chiamava dicendomi, tra l’altro, che le due raccomandate avevano causato un “incaglio” (lo ha chiamato così): in pratica, a suo dire, il recesso avrebbe comportato anche la disattivazione della linea telefonica, non solo dei servizi previsti dal contratto.
E’ davvero così? Ovvero: a rigor di norma in questione, si possono solo accettare offerte (più costose rispetto a quelle relative alla sola migrazione) che prevedano l’attivazione di nuove linee telefoniche?
Ad oggi sono ancora utente Wind-Infostrada.
Quando sarà concluso il passaggio, come mi devo comportare nel caso in cui Wind-Infostrada dovesse fatturarmi costi, spese di qualsivoglia natura esse siano?
Vi ringrazio
Claudio, da Ravenna (RA)
Risposta ADUC
da quanto ci dice si è comportato conformemente a quanto la legge prevede. Ha esercitato il diritto di recesso preannunciando il passaggio a nuovo operatore con migrazione, che poi ha richiesto a Fastweb.
Cioò detto, poichè ad oggi la migrazione non è avvenuta le suggeriamo di procedere nei confronti di entrambi i gestori con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
nella quale intima la migrazione richiesta.
Per quanto concerne eventuali costi di recesso che potrebbero esserle addebitati dal primo gestori, trattandosi di recesso ai sensi dell'art. 70 non sono dovuti.
Se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
Se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
Cioò detto, poichè ad oggi la migrazione non è avvenuta le suggeriamo di procedere nei confronti di entrambi i gestori con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
nella quale intima la migrazione richiesta.
Per quanto concerne eventuali costi di recesso che potrebbero esserle addebitati dal primo gestori, trattandosi di recesso ai sensi dell'art. 70 non sono dovuti.
Se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
Se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
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