Cara ADUC
Telefonia e contestazioni di somme non dovute
Domanda
26 gennaio 2008
Buongiorno.
Scrivo perché ho necessità di capire come uscire da una situazione "definitivamente".
Nell'agosto 2005 ho sottoscritto un contratto di telefonia mobile con un agente che promuoveva a società (non la cito volutamente visto il carattere generale della richiesta). Il contratto in oggetto aveva durata 18 mesi e quindi fino a febbraio 2007.
Ho revocato la RID bancaria a Marzo con lo scrupolo di aspettare che ogni conto in sospeso fosse pagato.
Devo sottolineare che la società in questione non risponde al numero indicato neanche dopo labirintiche pressioni di tasti e risponderie automatiche, si gira su se stessi e si torna all'inizio, mi risolvo quindi ad inviare una mail per capire come pagare l'ultimo (secondo me) conto telefonico di 60,60 E mi rispondono. A distanza di pochissimo tempo, mi arriva un altro conto con coordinate diverse, importi diversi e nome di una società per recupero crediti a nome della principale che mi dice che DEVO pagare quel conto come definitivo e risolutivo del contratto (80,00Euro ca). Pago e invio fax.
Me ne arrivano altri 2 uno dicendo che mi accreditano sulla scheda del denaro da utilizzare in traffico telefonico come se il contratto non fosse mai scaduto (sempre nomi e riferimenti differenti) e ieri una lettera di un avvocato che mi ingiunge a pagare i 60,60 con interessi di mora e altro.
Ora, io pago ma ho chiesto più volte un riscontro dell'avvenuta cessione del contratto senza la quale non posso riconsegnare il telefonino. Ho inviato 3 fax e 2 raccomandate.
Come posso fare?
Lorena, da Venezia (VE)
Scrivo perché ho necessità di capire come uscire da una situazione "definitivamente".
Nell'agosto 2005 ho sottoscritto un contratto di telefonia mobile con un agente che promuoveva a società (non la cito volutamente visto il carattere generale della richiesta). Il contratto in oggetto aveva durata 18 mesi e quindi fino a febbraio 2007.
Ho revocato la RID bancaria a Marzo con lo scrupolo di aspettare che ogni conto in sospeso fosse pagato.
Devo sottolineare che la società in questione non risponde al numero indicato neanche dopo labirintiche pressioni di tasti e risponderie automatiche, si gira su se stessi e si torna all'inizio, mi risolvo quindi ad inviare una mail per capire come pagare l'ultimo (secondo me) conto telefonico di 60,60 E mi rispondono. A distanza di pochissimo tempo, mi arriva un altro conto con coordinate diverse, importi diversi e nome di una società per recupero crediti a nome della principale che mi dice che DEVO pagare quel conto come definitivo e risolutivo del contratto (80,00Euro ca). Pago e invio fax.
Me ne arrivano altri 2 uno dicendo che mi accreditano sulla scheda del denaro da utilizzare in traffico telefonico come se il contratto non fosse mai scaduto (sempre nomi e riferimenti differenti) e ieri una lettera di un avvocato che mi ingiunge a pagare i 60,60 con interessi di mora e altro.
Ora, io pago ma ho chiesto più volte un riscontro dell'avvenuta cessione del contratto senza la quale non posso riconsegnare il telefonino. Ho inviato 3 fax e 2 raccomandate.
Come posso fare?
Lorena, da Venezia (VE)
Risposta ADUC
contesti il tutto facendosi valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora: clicca qui
In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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